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EDITORIALE. Rivoluzione Benitez, i rischi: Aurelio è la palla al piede.

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di Paolo Paoletti – La prima uscita stagionale ha fatto semplicemente sberluccicare gli occhi dei tifosi del Napoli, già innamorati della loro nuova “creatura”. La prestazione contro il Bologna, d’altronde, giustifica l’entusiasmo e il fatto che il protagonista assoluto sia stato Hamsik, l’unico dei tre moschettieri azzurri rimasto fedele, le ha dato un’aurea di romanticismo e quel retrogusto di vendetta necessario per renderla in qualche modo epica.

E’ vero, il è la squadra che rischia di più!

Mino Raiola è l’unico che ha avuto il coraggio di dirlo… e quindi bisogna spiegare perchè.

L’addio di Mazzarri e la scelta di Benitez ha ribaltato tutto: nuovo staff tecnico, nuovo metodo di lavoro con più lavoro col pallone e meno atletico, difesa a 4 più europea; centrocampo con 2 mediani; due esterni d’attacco e un fantasista; 1 centravanti.  Ripudiati difesa a 5 e contropiede, Benitez gioca all’attacco senza paure e puntando sul possesso palla nella metà campo avversaria.  Una rivoluzione.

Dopo il primo confronto a distanza Mazzarri non ci sta:“Anche il mio era offensivo, una squadra d’attacco non la misuri dalla quantità di punte in campo, anche Benitez gioca con un solo centravanti, gli altri sono trequartisti come quelli che schieravo io”. Bugie, la differenza è nelle idee inculcate nella testa dei giocatori, quindi nella scelta degli effettivi. E dei ‘titolarissimi’ di Walterino col Bologna sono sopravvissuti in 7 ma in altri ruoli: Maggio nei 4 di difesa, Britos centrale e non esterno sinistro; e Berhami davanti la difesa, Pandev tornante esterno a sinistra o destra, trequartista. Solo Zuniga ha mantenuto ruolo e posizione.

In più la bocciatura di Cannavaro in panchina ha innescato una bomba ad orologeria, mentre Insigne dovrà conquistarsi un posto da titolare dopo aver rinnovato fino al 2018.

Un non più speculativo ma che vuole imporre gioco, più propositivo, meno imprevedibile. Nessuno può dire oggi se la rivoluzione à sopratutto nel breve con i risultati. La , nonostante la mediocrità generale resta più difficile del calcio spagnolo o inglese.  Ed è per questo che i tecnici italiani sono considerati i migliori al mondo dal punto di vista tattico e sopratutto per gli schemi difensivi. Se e quanto il cambio pagherà lo vedremo.

nel frattempo il lavoro di Benitez che ha come vero obiettivo la mentalità vincente ha sdoganato l’idea Scudetto, non più tabù e prigioniera di scaramanzie e limiti psicologici. Mazzarri si è sempre preoccupato di non creare eccessivi entusiasmi e di conseguenza pressione… oggi “nessun obiettivo deve essere precluso” ripete il tecnico spagnolo.

Solo il campo dirà se Benitez è arrivato nel posto giusto al momento giusto, raccogliendo i frutti del lavoro fatto da Mazzarri. Di certo, l’ vista contro il Genoa è una fotocopia del suo , e Mazzarri anche a Milano spiega che “è inutile parlare di obiettivi, qui si riparte da zero e dobbiamo pensare solo a lavorare…”.

A invece impazza la fiera dei sogni. Ma è evidente che sono ancora molte le lacune.

La rosa è da completare, mancano ancora 2 titolari: un centrale difensivo ed un regista. Per la difesa la pedina giusta era David Luiz corteggiato da Manchester United e Barcellona. Dal Barça Benitez voleva Mascherano. I due sarebbero costati 40 milioni, che De Laurentis non vuole spendere come non li ha voluti investire per Jackson Martinez, ottima alternativa del Porto per Higuain.

L’attrattività sul mercato è il primo serio deficit che paga il . fa fatica a piazzare i tanti brocchi arrivati negli anni scorsi, il club ha acquistato quasi sempre per cessione di Quillon manager dell’allenatore. Cosi sono arrivati Reina, Albiol, Callejon, Higuain. Mertens è l’unico acquisto tutto del vecchio che avrebbe fatto meglio a puntare Strootman, vera stella del Psv rubata dalla Roma.

Lo è la vera pecca che lascia il fuori dal grande calcio nazionale dei prossimi anni per fatturato, fidelizzazione, immagine. Il San Paolo è obsoleto e pericoloso. Fuorigrotta non può ospitare un impianto moderno per insostenibile inquinamento acustico, polveri sottili da traffico, mancanza di parcheggi e trasporti. Come accaduto per il polo ospedaliero, quello sportivo con a capo il Calcio deve essere decentrato. E’ una questione di civiltà e di programmazione. De Magistris la smetta di sfavorire i cittadini che pagano 2,5 milioni di euro l’anno per accontentare De Laurentis e giri immediatamente tutti i costi di gestione dell’impianto concesso in esclusiva al a carico del .

Quindi il problema irrisolvibile. Qualche giorno fa De Laurentis si lascio andare ad una dichiarazione imbarazzante: “non venderò mai il agli Sceicchi!”.

Da uno Sceicco però ha incassato quasi 100 milioni in 2 anni, vede Roma e passare a mani più ricche ben sapendo che tra poco i ritorni sportivi saranno chiari, la ntus ha saputo rilanciarsi con in investimento finanziario da 700 milioni di euro, il Milan è diventato un comprimario perchè Berlusconi non ha più soldi da metterci. De Laurentis gestisce l’immenso entusiasmo dei tifosi del i quali hanno versato nelle sue tasche oltre 1 miliardo di euro in 10 anni, quanto ha speso Moratti per vincere quel po’po’ di trofei ed il Triplete mai riuscito da una italiana.

ed i napoletani meritano questi successi, non di elemosinare uno scudetto dopo più di vent’anni. E se nei prossimi 2 non accadrà, la spinta di De Laurentis sarà esaurita chiudendo malamente il ciclo del Grande Progetto con una grande illusione. Questi sono i rischi cui ha fatto riferimento Mino Raiola,

Tutti dovremmo capire e combattere le guasconerie aureliane: il calcio è una cosa seria, non il cinema, non il gioco di un piccolo produttore. De Laurentis in 9 anni, 6 di si è messo in tasca oltre 78 milioni di euro al netto delle tasse. Aveva promesso di spenderne 120 per il mercato, ad oggi la compravendita accusa un misero -17 di disavanzo. E poi basta con le vssate come il risarcimento danni da 100 milioni chiesto a Capri per le imprudenze di Higuain, il disprezzo per Paolo Cannavaro, le minacce a Zuniga. Tutto ciò non ha niente a che vedere con Rafael Benitez, il quale potrebbe stancarsi molto prima di quanto possiamo immaginare!

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