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Ecco perchè Lorenzo si è salvato a Madrid!

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È stato l’unico a salvarsi nella serata del Bernabeu, secondo il presidente Aurelio . Eppure, a due giorni dalla sconfitta di Madrid Lorenzo è fiducioso: “Il 3-1 condiziona il giudizio, ma noi siamo vivi e lo vedrete. Peccato che il vantaggio sia durato poco, una decina di minuti. Io comunque non sarei così pessimista”

‘NON È FINITA’. “Il gol? È successo in fretta, la palla sui piedi di Hamsik, io che vado nello spazio, Marek me la dà con i giri giusti. Ho guardato Keylor Navas, ho visto che stava distante dai pali, m’è sembrato di vederlo fuori posizione, o almeno così l’ho battezzato. Ho tirato, dando forza e cercando anche la traiettoria. Diciamo che sono stato anche un po’ fortunato. Non ho capito niente, eravamo avanti di un gol e ho scoperto un altro tipo di felicità, perché segnare là ti lascia il segno. Ma l’amarezza per la sconfitta non ti concede nulla. Loro sono stati bravi, ma noi non meritavamo questo passivo. E però non è finita”.

ESPERIENZA . “Se ho pensato di vincerla sull’1-0? Sapevo che sarebbe stata lunga e dura. Quando sei lì ti rendi conto di quanto siano bravi, di cosa voglia dire essere campioni e come si affrontino certe gare avendo dentro di te un bagaglio d’esperienza che hai accumulato in tutte le manifestazioni. Loro ce l’hanno nel dna, hanno vinto coppe di ogni tipo, ne hanno vissute a decine o centin. Noi siamo sulla strada giusta, ma abbiamo bisogno di crescere. Per farlo, servono gare come queste e anche delusioni del genere, dalle quali ci si rialza. Perché il Napoli è vivo e lo vedrete al ”.

DA CR7 A . “Chi mi ha colpito? A parte , sono rimasto impressionato da Modric, un autentico fenomeno. Ti rendi conto, quando lo osservi, che ha doti naturali, fa in scioltezza e fa sempre la cosa che non t’aspetti. La maglia di Ronaldo? L’ho incrociato all’vallo, è stato istintivo chiedergliela. Comunque non sono mostri, pur essendo di livello assoluto. A noi è mancato qualcosa, ma ci sono state fasi della partita in cui siamo riusciti a palleggiare e abbiamo creato. Cassano? Mi ha chiamato prima della partita. Mi ha detto: ‘Non ci pensare, gioca come sai’. È stato carinissimo, io e lui abbiamo un rap sincero, amicale, familiare. Abbiamo chiacchierato di altro, non solo della partita. nello spogliatoio? Impatto emozionale straordinario, unico. Lo guardi e pensi che hai di fronte a te il più grande del , un fenomeno irraggiungibile. Ci ha detto pochje cose: ‘Fate quello che non è riuscito a me; sono passati trent’anni, adesso tocca a voi. Credeteci’. Noi siamo stati diversi dal solito, ma non è stata paura, né soggezione”.

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