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Ecco 2 talenti per il Napoli, ma ADL non sa vincere!

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di Paolo Paoletti – Chi pensa al presente- pensa a Jeremy Doku e Samuele Vignato!

Il primo classe 2004 di proprietà del Chievo è fratello di Emanuel Vignato, ventunenne ormai titolare nel Bologna di Sinisa Mihajlovic.

L’Inter con lo studia da mesi. Quest’anno, seppur giovanissimo, Samuele Vignato ha già debuttato in serie B, mentre con la Primavera è stato protagonista con 14 gol e 11 assist. E’ talento chiarissimo, agisce soprattutto nella zona centrale di campo, da trequartista. Ed oggi, con la situazione del Chievo Verona non ammesso in B, potrebbe addirittura liberarsi a zero, enorme opportunità di mercato. Per chi capisce di … e non pensa solo a come intascare soldi!

Sul giovane talento c’è anche il Bologna, squadra in cui milita il fratello e che anche per questo può dire la sua sull’Inter. La priorità di per adesso è vendere. Ma Vignato è più di un’idea. E con la su Nazionale campione d’ ha dimostrato che il talento dei giovani deve tornare al centro del italiano bocciando il .

Sempre dall’Europeo è arrivata la vera sofa per i italiani: Jeremy Doku, l’ala che ha messo paura all’Italia: stelloina dell’Arnderlecht preso l’anno scorso dal Rennes per 26 milioni adesso ne vale almeno il doppio.

Ha solo 19 anni, fa l’ala di professione ha afnato il dribling portandolo quasi alla perfezione. Ti lascia sul posto col cambio di passo, conosce tutti i giochi di prestigio e ha pure imparato ad aiutarsi con un sico costruito alla bisogna: appoggiandosi sul difensore o di nta-contronta alla Allen Iverson.

È ancora un po’ da campetto, non sempre è continuo e non sempre la passa quando dovrebbe, ma il presente- è suo.

La sua storia è quella di tanti talenti che i riflettori li vedono da fuori e vogliono andarci sotto: famiglia poco abbiente – “andavo a coi pantaloncini di , le scarpe rotte e un telefono da 15 euro” -, cresciuto a Borgerhout, quartiere dif di Anversa dove devi lottare anche per le piccole cose, forgiato sui campetti di cemento, testa dura anche quando gli allenatori delle giovanili dell’Anderlecht, da un lato sgranavano gli occhi di fronte al suo talento e dall’altro gli dicevano di non esagerare nel puntare l’uomo.

Diceva e dice… “nché non cado, continuo”. In Italia farebbe faville…

 

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