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E’ diventato stadio Diego Maradona, i preti s’oppongono!

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di Paolo Jr Paoletti – Da oggi a c’è lo ‘Diego Armando ’. La Giunta del ha infatti approvato la delibera proposta dal sindaco, Luigi de Magistris e dall’assessore alla Toponomastica, Alessandra Clemente.

L’atto è stato firmato all’unanimità. L’impianto di Fuorigrotta non si chiama più d’San Paolo’ ma “ Diego Armando ”.

Nel testo della delibera si legge che “ ha incarnato il simbolo di riscatto di una squadra alla quale, negli anni più bui, ha dimostrato che è possibile rialzarsi, vincere e trionfare, offrendo al tempo stesso un messaggio di speranza e di bellezza all’intera città perché, attraverso le vittorie calcistiche del fuoriclasse argentino a vincere non è stata soltanto la squadra del , ma l’intera città che si identifica pienamente in lui.

– prosegue il testo – è stato sempre dalla parte dei più deboli e della gente , ha combattuto i pregiudizi e le discriminazioni di cui erano ancora oggetto i napoletani all’interno degli diventando idolo dell’intera città che gli ha perdonato anche le debolezze e le fragilità dell’uomo che mai hanno offuscato la grandezza del campione”.

Con la delibera si sancisce la nuova intitolazione dello “subordinatamente all’autorizzazione del Prefetto della Provincia di , così come previsto dalla legge, e dal Regolamento comunale per la Toponomastica e la numerazione civica”.

Nella delibera si ricorda anche nel 2017 il sindaco De Magistris conferì a la cittadinanza onoraria di “quale blico attestato della profonda ammirazione e riconoscenza da parte della città e che mai nessuno è riuscito ad immedesimarsi in modo così completo nel corpo e nell’anima di , con la quale el Pibe de ha condiviso la genialità e l’unicità, ma anche la sregolatezza e i tormenti che lo hanno reso vero figlio della città”.

Un atto formale per legare ancora una volta alla città di in cui – si legge – “è amato e ricordato anche da chi non e’ appassionato di calcio o da quanti, nati dopo le sue leggendarie imprese calcistiche, non hanno vissuto gli anni dei suoi successi. Le manifestazioni di cordoglio e i riconoscimenti ricevuti hanno superato tutti i confini sportivi, sociali, geografici, politici e religiosi, che hanno avuto rarissimi precedenti, al punto da far diventare l’intitolazione del ‘suo’ napoletano un c unanime di portata ben piu’ ampia della tifoseria cittadina”.

In attesa dell’autorizzazione del Prefetto, il debutto della nuova denominazione dovrebbe avvenire giovedì 10 dicembre, quando il ospiterà la Sociedad in League.

La strada per intitolare lo di a Diego non è stata priva di ostacoli e difficoltà.

Alla volontà popolare e al desiderio di tutti i azzurri si è contrapposto infatti il parere negativo dei sacerdoti napoletani espresso in una lettera scritta da Don Salvatore Giuliano, parroco della Basilica di San Giovanni Maggiore, e indirizzata al cardinal Sepe:

“Lo San Paolo resti al Santo che ci ha portato Gesù! Sento con umiltà la grande responsabilità di dirvelo”. Parole che il prete dei Decumani ha condiviso con molti confratelli, riportate oggi sulle pagine de Il Mattino:.

“Eminenza Reverendissima – scrive Don Giuliano – trovo veramente triste che mentre i potenti cancellano i nomi e i segni della fede dalle nostre città, noi cristiani restiamo in silenzio o peggio li appoggiamo. Il Consiglio dei decani potrebbe valutare la proposta della doppia titolazione, sicuramente equilta, e poi passarla ai presbiteri”.

Un compromesso che potrebbe salvare “la fede” e nel contempo permettere di onorare la memoria di . In caso contrario – continua sempre Il Mattino – i sacerdoni napoletani chiedono l’intervento diretto del cardinal Sepe, benché la competenza specifica non sia la sua, visto che lo di Fuorigrotta non appartiene alla Diocesi di ma a quella di Pozzuoli, che già negli anni ’80 si era opposta al cambio di denominazione.

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