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‘Supersfide’ inutili: 2 pari senz’anima, Pirlo s’incazza!

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A ROMA. Due punti buttati via dalla e uno guadagnato dalla Lazio. Questa è la spiegazione dell’1-1 nale e a poco serve ricordare che il pareggio di Caicedo, dopo il gol di Ronaldo nel primo tempo, arriva fuori tempo massimo, 50 secondi cioè dopo il quarto minuto di recupero. Anzi, proprio il fatto che il pareggio arrivi così accentua da un lato il difetto dei bianconeri di non sapere chiudere le partite e dall’altro il merito della Lazio che ancora una volta, come la settimana scorsa contro il , gioca e segna no all’ssimo secondo. Giusto così perché chi sbaglia paga e la ha sbagliato troppo in fase conclusiva, o meglio non ha concretizzato le superiori occasioni che aveva creato, senza scordare due grandi venti di Reina.

A BERGAMO. Un’ora di scadente e mezz’ora di divertente. L’1-1 di Bergamo non aiuta il rilancio dell’ e nemmeno quello dell’, ora al 6° posto, staccata anche dalla Roma. La squadra di Conte non vince da quattro partite fra campionato e Champions, nelle quali ha subìto 6 reti. Anche l’ ha continuato a prendere gol, ma il brillante nale della partita, con pareggio incorporato, può restituire un po’ di convinzione a una squadra che era stata sepolta di reti dal . Il pari dei bergamaschi è arrivato anche grazie al ribaltone di perini che ha giocato gli 20 minuti con la difesa a quattro, con Gomez più tre punte. E’ stato un cambio decisivo per lo sviluppo del gioco perché l’, da quel momento, ha faticato a uscire. E ha avuto ancora più difcoltà a difendersi. Basta questo dato per farlo capire: l’ ha segnato dopo un’azione durata 70 secondi con 26 passaggi inrotti.

SBIADITO. Il primo tempo di - era nito con un solo tiro, che poi era nato come un cross, nella porta di Handanovic (deviazione prudenziale), con appena 10 conclusioni totali e soli due calci d’angolo (per l’). Equilibrio assoluto, spettacolo povero, attacchi spenti, emozioni zero. e sembravano ancora sotto schiaffo, hanno giocato quei 45′ senza aver dimenticato le scontte di Champions, erano ancora lì a leccarsi le ferite, a capire cosa fosse successo a Madrid e col e a cercare il modo di uscirne fuori. C’era poi un’altra ragione a frenare la partita. Leggiamo questa formazione: Padelli (Radu); Piccini, Palomino, Caldara, Ranocchia, Kolarov; Vecino, De Roon, Gosens; Sensi; Lukaku. E’ una “mista” degli assenti (o, nel caso di Lukaku, in panchina per i postumi dell’infortunio e impiegato solo nel nale) di e . Tanti davvero e il riflesso negativo sulle due squadre è apparso evidente. Per ovviare all’assenza di Gosens, perini ha fatto debute come titolare un giovane di casa, Matteo Ruggeri, 18 anni: di fronte a Darmian se l’è cavata bene.

TRIDENTE DEA. L’ ha puntato su un tridente stavolta in orizzontale, con Malinovskyi a destra, Gomez al centro (un po’ più arretrato) e Zapata a sinistra. In 45′, solo una volta Zapata, scappando a Skriniar, ha creato un pericolo, per il resto non è mai stato coinvolto nella fase offensiva. L’ ha controllato gli avversari con un trio di centrocampo formato da Barella, Brozovic e Vidal, l’unico ad avvicinarsi al gol con un colpo di testa sopra la traversa. Su entrambi i fronti la manovra era lenta e prevedibile. L’ insisteva su Gomez, ma l’ gli toglieva spazio. A sua volta la squadra di Conte cercava lo scambio rapido Sanchez-Martinez, ma anche in questo caso senza successo.

IL COLPO DEL TORO. Stesso ritmo (scadente), stesso gioco (spento) a inizio ripresa n quando Lauo Martinez ha deciso di mettere il suo timbro sulla gara. Il gol del Toro è arrivato in fondo all’azione più bella dell’ e col primo tiro nello specchio della porta di iello: lancio perfetto di Brozovic per Young che a sinistra ha puntato Hateboer, gli ha preso il tempo per un cross preciso per la testa di Martinez che in torsione, anticipando Djimsiti, ha segnato.

IL DOPPIO RIBALTONE DI P. Era il 13′ del secondo tempo e perini non ha perso tempo, fuori Malinovskyi e Pasalic, dentro Miranchuk e Pessina. Ma dentro questa duplice sostituzione c’è stato anche un giusto cambio di posizione con Zapata passato al centro dell’attacco e Gomez a sinistra. L’ ha gettato al vento il 2-0 quando Vidal, lanciato a campo aperto da Martinez, si è fatto respingere il tiro da iello, che ha fatto il bis sul tap-in di Barella. In quell’occasione Toloi ha sbagliato l’uscita su Barella e tutta la difesa bergamasca si è slabbrata. A venti minuti dalla ne, perini ha cambiato la partita con altri due cambi: fuori Toloi e Zapata, dentro Lammers e Muriel. Difesa a quattro con Hateboer e Ruggeri esterni, tre centrocampisti con Gomez a rinire, tre attaccanti con Miranchuk a destra, Lammers al centro e Muriel a sinistra. Conte non ha trovato le contromosse, ha provato a sostituire l’attacco (Perisic e Lukaku per Sanchez e e Martinez) ma senza successo e l’ ha invaso la metà campo ista.

26 PASSAGGI PRIMA DEL GOL. Il pareggio dei padroni di casa è arrivato 5 minuti dopo i cambi di Conte e al di là della bravura dell’ va sottolineata l’inadeguatezza, in quella circostanza, del sistema difensivo dell’ incapace di rompere un fraseggio così prolungato. L’azione è iniziata al 77’04″ ed è nita al 78’14″ dopo la bellezza di 26 passaggi di la. Il gol è stato di Miranchuk, il primo in Serie A, con un sinistro preciso a un centimetro dal palo, con la palla lata sotto le gambe di Bastoni. A 5′ dalla ne Muriel, su cross di Miranchuk, ha avuto sulla testa la palla del 2-1, ma ha sbagliato mira. Più giusto il pareggio.

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