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Dopo Napoli, sos Coni: processi e celle negli stadi!

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di Matteo Talenti – Violenza stadi, Italia a rischio deflagrazione! Pansa, Capo della Polizia, avverte: in questo inizio di stagione, negli impianti del ci sono stati più e arresti, ma anche un terribile peggioramento del clima sulle tribune.
Situazione drammatica che Giovanni Malagò, Presidente del Coni, chiede di affrontare con le celle negli stadi come in Inghilterra.

La richiesta choc dopo le violenze del sia sabato sera prima della partita con il , sia prima di -, con assalti tra e forze dell’ordine.

Si comincia venti minuti prima dell’inizio della partita: violenti coi volti coperti da sciarpe, passamontagna e cappelli, hanno assaltato la polizia per sfondare il cordone di sicurezza. Panico, , contusi…una agente della Polizia Municipale è stata ricoverata all’Ospedale . Aggravando il bollettino dei 5 poliziotti sabato sera. Le forze dell’ordine sono nel mirino di scalmanati che per la Questura sono “cani sciolti”.

“I dati di inizio campionato indicano segnali negativi: questo ci deve dare un allarme e spingere a mantenere massima attenzione sul fenomeno”, ha spiegato il capo della polizia, facendo il punto sulla situazione. “Occorre capire – ha sottolineato Pansa – se c’è un inasprimento del livello di violenza o si tratta di una parentesi che può essere gestita con gli attuali strumenti normativi”.

Nel dettaglio, nella prima parte di questa stagione gli incontri di con sono stati 49, contro i 39 dello stesso periodo della stagione scorsa. Aumentati sia i tra le forze dell’ordine (64 contro 43), che tra i civili (56 contro 37) e tra gli steward (15 contro 7). Gli arrestati sono stati 84 (uno in piu’ rispetto alla stagione 2012-2013) ed i denunciati 593 (contro 321 dell’anno prima). Numeri preoccupanti, che impongono una riflessione. “Per una efficace opera di prevenzione, serve la conoscenza e l’analisi del fenomeno – ha ribadito Pansa -. Lo non deve essere un luogo di violenza ma uno spazio nel quale la tifoseria sana contamina positivamente chi varca i cancelli con idee diverse”.

Contro la violenza negli stadi urge una risposta forte e nuove misure. Ne è convinto anche il presidente del Coni. “Penso che la tessera del tifoso abbia fatto il suo tempo. Occorre rivisitare completamente i rapporti tra e tifosi – ha precisato Giovanni Malagò -. Servono stadi nuovi e ree nuove. Le forze dell’ordine devono essere in condizione di agire nell’immediato, dentro lo stesso impianto, come avviene in Inghilterra”. “Con le nuove strutture attraverso un sistema avanzato di controllo tecnologico, si possono identificare gli autori di atti violenti, che vengono poi tras in un luogo all’interno dello dove vengono trattenuti in attesa del per direttissima, che si celebra entro due giorni dall’accaduto – ha spiegato ancora -. E, in caso di conferma delle accuse, scatta la condanna per due anni, l’automatico divieto di accesso agli impianti e la perdita del posto di lavoro”. avvertiti.

“I dati di inizio campionato danno segnali negativi: un allarme alla massima attenzione sul fenomeno”, dopo gli del prima e durante -, Pansa fa il punto: “Stiamo valutando se c’è un inasprimento della violenza o si tratta di una parentesi gestibile con gli attuali strumenti normativi”.

Nei primi 5 mesi di stagione gli incontri di con sono stati 49 (39 lo scorso anno). Aumentati sia i tra le forze dell’ordine (64 contro 43), sia tra i civili (56 contro 37) e gli steward (15 contro 7). Gli arrestati sono stati 84 (1 in più del 2012-2013) ed i denunciati 593 (contro 321 dell’anno prima).
Numeri preoccupanti. “Una efficace opera di prevenzione, vuole conoscenza e analisi del fenomeno – insiste Pansa – Lo non può essere un luogo di violenza ma uno spazio nel quale la tifoseria sana contamina positivamente chi varca i cancelli con idee diverse”.

Contro la violenza negli stadi urge una risposta forte e nuove misure.
Malagò dice: “La tessera del tifoso ha fatto il suo tempo. Occorre rivisitare i rapporti tra e tifo. Servono stadi nuovi e ree nuove. Le forze dell’ordine devono poter agire nell’immediato, dentro lo stesso impianto, come in Inghilterra”.

“Con nuovi impianti ed un sistema avanzato di tecnologia, si identificano gli autori di atti violenti da trasferire subito in stato di fermo all’interno dello , in attesa del per direttissima, da celebrare in 48 ore, con condanna a 2 anni, divieto di accesso agli impianti, perdita del lavoro”.

Gli sono avvertiti. E le società?

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