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Dopo 10 anni tornano i Lakers: LeBron angelo indimenticabile con Koby nel cuore!

Los Angeles Lakers at Miami Heat

di Italo Lamela - Dopo 10 anni dall’ultima volta di Kobe Bryant, scomparso lo scorso gennaio insieme alla glia, i Los Angeles Lakers sono tornati a vincere l’NBA. Ad pore in cielo la città degli angeli, in una tra le stagioni più sofferte dei professionisti del basket nordamericano causa Covid, è stato LeBron James, immenso, primo giocatore a vincere il con 3 diverse, l’ultimo a 35 anni!.

Per i Lakers è il trofeo numero 17 (eguagliato il record dei Boston Celtics), vinto battendo in gara-6 della nale i Miami Heat (106-93), risultato che ha chiuso la serie sul 4-2.

Il successo 2020 resterà nella anche per l’insieme di orgoglio ed emozioni che l’hanno reso possibile: 8 mesi e mezzo dopo l’incidente che il 26 gennaio uccise Kobe, la glia Gianna di 13 anni ed altre 7 persone, i Lakers hanno alzato il trofeo, in qualche modo ‘guidati’ dalla memoria del loro idolo.

E sul parquet di Orlando si è potuto vedere ancora il migliore del mondo.

James aveva promesso alla ‘Lakers Nation’ di ripore a Los Angeles il per “perpetuare l’eredità” di Kobe ed è stato di parola. Ora anche lui ha un posto nel cuore dei .

LeBron sapeva che le sue precedenti vittorie con la maglia di Miami (2012, 2013) e Cleveland (2016) non contavano, così come non sareero bastate le lacrime versate ricordando ‘Black Mamba’, amico e compagno. Designato MVP della nale, il “Re” ha davvero regnato sull’incontro, come testimonia la sua tripla doppia (28 punti, 14 rimbalzi e 10 assist). Ben spalleggiato da Anthony Davis (19 punti, 15 rimbalzi, 2 muri).

Dietro questo duo esplosivo, tutta la squadra si è mossa all’unisono nella stagione, sapientemente guidata dall’allenatore Frank Vogel. E anche le seconde linee sono state all’altezza, come Rajon Rondo, un vero fattore X con i suoi 19 punti (8/11 ) dalla panchina e Kentavious Caldwell-Pope (17 punti). Un muro troppo alto sa scalare per gli Heat, comunque avversari non facili in nale, per loro la sesta in 15 anni (tre vinte: 2006, 2012, 2013). Il punteggio pesante incassato nella sesta partita non rende merito a quanto siano stati degni rivali dei Lakers. itato Butler (12 punti e 8 assist), Bam Adebayo è stato il più letale in (25 punti, 10 rimbalzi). Ma era destino che il 2020 fosse l’anno dei Lakers. Iniziato in tragedia, è nito con un trionfo. Al termine di una stagione unica per l’NBA, così come per tutto lo sport .

La più lunga della sua , anche la più caotica, dopo quattro mesi e mezzo di ruzione per il cororus ed il coinvolgimento nella lotta contro l’ingiustizia razziale, riesplosa con l’uccisione dell’afroamericano George Floyd da parte di un poliziotto bianco, a Minneapolis. Nella ‘bolla’ di Disney World, nelle partite a porte chiuse, è mancato l’entusiasmo del pulico. Ma per i Lakers l’anello dell’anno 2020 brillerà comunque nel ricordo di Kobe Bryant e grazie alla stella di LeBron James.

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