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Doping Magnini: 4 anni di stop. Appello! Fermato anche Santucci.

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Quattro anni di squalica per lippo Magnini: è questa la decisione presa dal Tribunale antidoping di Nado Italia (Tna) nei confronti dell’ campione di , a processo per uso o tentato uso di sostanze dopanti (art. 2.2 del codice Wada).
L’accusa aveva chiesto 8 anni.
“È un accanimento, una forzatura, faremo sicuramente ricorso”, replica il bronzo ad Atene 2004

“È una sentenza che era già scritta e per questo sono incazzato nero. Il procuratore Laviani mi ha detto nel processo sbattendo i pugni sul tavolo: ‘Basta, ormai è una questione personale’. Parliamo di un accanimento, di una forzatura. Non ci sono prove, anzi le prove dimostrano il contrario. Faremo sicuramente ricorso”.

L’ nuotatore azzurro, lippo Magnini, non nasconde la parlando della sentenza a 4 anni di comminata dal Tribunale antidoping di Nado-Italia per uso o tentato uso di sostanze dopanti.

La squalica di Magnini ha decorrenza da oggi e si estinguerà – salvo eventuale rivisitazione in appello – il 5 novembre 2022. La condanna emessa dal Tna è relativa alla vione dell’articolo 2.2 (uso o tentato uso di sostanze dopanti) delle Norme ive antidoping Wada.

Cadono invece le accuse relative agli articoli 2.8 e 2.9, quelle relative al favoreggiamento e alla somministrazione o tentata somministrazione di sostanze dopanti. Stessa condanna per l’ compagno di Michele Santucci, anche lui squalicato per 4 anni con decorrenza da oggi.

Nell’ambito dell’inchiesta di Pesaro, Magnini paga a livello di giustizia iva le passate frequentazioni con il medico nutrizionista Guido Porcellini, condannato dal Tribunale antidoping di Nado Italia a 30 anni di inibizione. Nel processo penale, invece, la posizione di Magnini è stata archiviata.

Magnini cita
Sempre riferendosi al Procuratore anti-doping di Nado-Italia, Pierlippo Laviani, Magnini ha aggiunto: “Pensare che un procuratore, al quale è stato dato pieno , possa agire con queste parole senza alcuna ripercussione… Fossi il Coni mi arrabbierei parecchio. Nella giustizia ordinaria non ci potrebbe essere. Questa è una cosa molto grave”.

Magnini cita poi , attaccante della : “Faccio mia, perché mi ci rivedo molto, una frase importante e bella di riguardo le accuse di stupro che gli sono state rivolte. Lui ha detto ‘Sono un esempio nello ’ e lo sono anche io. Perché è successo? Ho pensato di tutto, che il mio movimento ‘I’m doping free’ possa aver dato fastidio a qualcuno, che io potessi essere una pedina per colpire qualcuno più importante – continua l’ capitano della azzurra di – Ci sono dei punti saldi: Magnini e Santucci non si sono mai dopati, tutti i nostri controlli sono a posto, è venuto fuori che non abbiamo mai chiesto, né pagato per delle sostanze.

Il mio nome non è mai stato fatto, ma di cosa stiamo parlando? Forse è tutto uno schema, anche se mi domando il motivo. Non è un pregiudizio, ma una persecuzione. Sono incazzato nero perché ero sicuro al 100% che qualcosa ci avrebbero dato”.

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