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Dietro le colpe Var, il complottismo dei presidenti!

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di Nino Campa – Il VAR non ha risolto nulla! Per 3 motivi.
1. In Italia ed è dif accete i verdetti del campo: chi vince lo fa grazie agli ‘aiutini’, ‘ai poteri forti’, ‘ la corruzione abitrale’.
E vale sia per lo , sia per la lotta salvezza, o il posto Champions ed Europa League. Al centro sempre tanti soldi in palio!!!
Monta quindi una casistica innita, aentata dal complottismo italico.
Non sono solo i , a ricorrere alla cultura del sospetto, ma anche presidenti, dirigenti, perno i giornalisti….

Mai sentito un presidente riconoscere che la propria squadra è stata avvantaggiata da uno o più errori arbitrali.
Mai ascoltato che l’ non era adeguato perché ha danneggiato gli avversari. Mai!
La scontta deve essere netta, per far nta di niente. Altrimenti ciò che avviene in campo è falsicato, indirizzato, deciso a tavolino!
Da chi? Se non dagli stessi presidenti…

2. La relatività della tecnologia aiuta, non determina. Il giudice, proprio come nella giustizia civile e penale, è umano. Spetta a lui l’ ultima parola. Avvalendosi di tutte le tecnologie d’indagini (intercettazioni, celle telefoniche, registrazioni ambientali), ma alla ne deve giudicare e giudica lui.

Al pari in una partita, dove le decisioni devono essere rapide, e gli strumenti tecnologici sono utili, non decisivi.
La morale è sempre la stessa: si può sbagliare.

Ma gli errori vengono immensamente ingigantiti e utilizzati a discolpa. Una delle ragioni risiede nel fatto che dirigenti, funzionari, allenatori, accompagnatori e anche presidenti devono trovare via d’uscita.
Per controllare la ‘piazza’, salvarsi se le cose vanno male, trovare colpevoli sempre doversi e lontani dal proprio operato.

Gli allenatori nell’immediato pagano di più, ma anche l, come i dirigenti, devono tenere a bada, presidenti e azionisti.
E se qualcosa non storto la colpa non è mai dei giocatori, della campagna acquisti, della gestione, di chi opera e decide. La colpa è sempre di altri. Anzi, di un altro: l’.

3. Si può sbagliare nchè giudica un uomo e non un algoritmo, la mente umana e non un’intelligenza articiale. E quando avremo l’ bionico, articiale, saremo del sicuri? No, perché ci sarà sempre qualcuno che lo imposterà, lo reerà, lo vericherà.
Quindi la relatività della conoscenza e della competenza umane.
Avremo l’assoluto quando l’intelligenza umana scomparirà.

Allora il calcio sarà giocato e guardato da macchine.
E con l’ non se la prenderà più nessuno.
Forse!

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