ULTIM'ORA

Diego inarrivabile: Mertens e Hamsik favoriti dalla zona!

mertens_maradona

di Mary Bridge - Maradona è stato il migliore all’epoca dei difensori veri, quando il lasciava poco spazio in prossimità della porta e in difesa giocava chi in un modo o nell’altro azzerava l’avversario. Anche con venti oltre il regolamento.

Vale per tutti gli anni in cui ha giocato, dall’Argentinos Juniors al Napoli. Perchè dopo la squalifica per doping, dal Siviglia al al Boca, alle sue ultime apparizioni non era più lui! Tranne che nel Mondiale Usa, dove fu spinto dal Sistema a tornare per fare pubblicità al primo Mondiale americano e poi bruciato!

Da questa constatazione del Guardian, a Napoli sono chiamati in causa e Mertens che hanno scavalcato Maradona nella classifica All Time dei gol segnati con la maglia azzurra!

Al momento la classifica dei primi 10 goleador è:
1. Mertens, 127 gol in 8 stagioni;
2. , 121 (12)
3. Maradona, 115 (7)
4. Sallustro, 108 (11)
5. , 104 (3)
6. Vojak, 103 (6)
7. Altafini, 97 (7)
8. Careca, 96 (6)
9. Insigne, 92 (9)
10.Higuain, 91 (3)

Salta subito all’occhio che i gol di Sallustro e Vojak non si possono paragonare a quelli segnati nel attuale, così come è l’attaccante che ha reso di più nel rap tra partite giocate e reti.
Subito seguito da Higuain il quale nelle stese 3 stagioni dell’uruguaiano disputate nel Napoli ha 13 gol in meno!

Poi c’è da ricordare che Mertens ha cominciato a segnare quando Sarri lo ha trasformato in centravanti. Mentre doveva far segnare gli altri tra marcature ferree e uomo e non nelle difese ballerine a zona che in Italia ci si intestardisce a proporre senza averne preti giusti e tradizione.

Ottimo anche lo score azzurri di Careca, oltre i 100 gol in 3 anni. Mentre Altafini con 97 reti in 7 anni nel Napoli, 216 totali in (120 al Milan e 25 alla Juve), è tra i migliori centravanti stranieri mai venuti in Italia, dietro solo a Nordahl che ha vestito le maglie di Milan e Roma.

“Il era selvaggio, non quello asettico di adesso. Imbarcarsi in un palleggio era un atto di calcolata autodistruzione. Il suo è stato un trionfo di volontà: in Italia aveva allenato le sue qualità per sopravvivere”

Il Guardian scrive chiaramente: Maradona è stato il migliore all’epoca dei difensori criminali…

Il giochetto su chi sia “il migliore di tutti i tempi”, ora che il migliore di tutti i tempi è morto, lo affrontano in Inghilterra con una lettura approfondita.
Barney Ronay sottolinea nel suo editoriale che Maradona è stato il più forte in un tempo in cui essere l’attaccante che punta la porta in dribbling era una specie di suicidio nell’epoca dei grandi difensori anche ‘criminali’, oggi sotto una pioggia di rossi una partita si e l’altra no per squalifica.

“Maradona – scrive il Guardian – è emerso mentre il stava appena iniziando il viaggio verso l’attuale ambiente asettico, un luogo in cui ogni superficie è sigillata, ogni spazio al sicuro, ogni variabile controllata.
Il cambiamento più evidente è il livello di pericolo fisico”.

“Imbarcarsi in un palleggio, tentare di far valere la propria abilità, era un atto di calcolata autodistruzione. Fondamentalmente, Maradona ha giocato costantemente nella merda. Ha subito un fallo brutale e continuo, per tutta la sua carriera. In questo contesto la sua gamma di abilità – i dribbling, i passaggi, il passo impudente – era sorprendente”.

E continuando a celebrare il talento innato di se ne svilisce, secondo Ronay, una enorme qualità: la fatica, l’, l’autocostruzione in un periodo nel quale “il era un luogo selvaggio”.

Andoni Goikoetxea che gli spezza la caviglia, il suono “come di un pezzo di legno che si spacca” e il calciatore più costoso del mondo portato via su una coperta, e poi in ospedale in un piccolo furgone preso in prestito.
La prima persona che è va a parlargli, ore dopo, è una donna delle pulizie”. Era così il pallone agli inizi degli anni 80.

“Maradona dovette spingersi in questo mondo, dovette riuscire nonostante ciò, e dovette persino allenarsi a farlo nello specifico. C’è chi suggerirà, anche adesso, che fosse una specie di pervertito morale, da ricordare come un ne, un vaso di vizi, che dobbiamo tenere conto dei passi falsi quando consideriamo geniale la mano de Dios. Ma questo è un dell’immaginazione. Il trionfo di Maradona è stato un trionfo di volontà, di coraggio e anche di acuta intelligenza”.

“Il Maradona del 1986 – conclude il quotidiano inglese – non è stato un incidente o il prodotto di forze antropologiche.
In Italia Maradona aveva lavorato incessantemente per trovare il giusto tempo delle sue giocate, il modo migliore per potenziare le sue abilità in un brutale gioco difensivo.

L’Italia gli ha insegnato volare ad alta velocità, a individuare il momento di debolezza, a razionare la sua forza e la sua capacità di sopportare i colpi. Mexico’86 è stato trionfo e ricompensa di tutto questo!

Devi essere iscritto per commentare

Login

Leave a Reply