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Diego e Napoli: un Dio nell’ultima città pagana del mondo!

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di Mary Bridge - Altro che dio, è stato lo stregone dell’ultima città pagana al mondo!
“Ha giocato a come uno sciamano vudù e Napoli ha capito esattamente cosa stava succedendo. Il suo si addiceva ad una città intrisa di magia”
E’ la spiegazione del Guardian, quotidiano londinese ma nato a Manchester nel 1821. no a tre anni fa, stampava 160.000 copie al giorno in formato tabloid dal lunedì al sabato.

A tenere il conto di quante volte è stato raccontato come ‘Dio’, in questi giorni di lutto mondiale, non basteree un supercalcolatore. Ma questa simbolica ridondanza del concetto religioso accostato ad un mito popolare oltre che sportivo coinvolge sopratutto Napoli, città che l’ha eletto divino.

The Guardian ne dà una lettura diversa, sottolineando che proprio l’aderenza deistica a riguarda una città denita “l’ultima città pagana del mondo”.

Ed Vulliamy scrive: “Napoli esiste su una faglia all’ombra di un vulcano, in pmità dei culti della morte e dell’aldilà, piena di ciò che gli atei e gli europei del nord chiamano ‘superstizione’. Santuari di , a volte completi di aureola, adornano angoli e cortili. Le strade del ca di stucco scrostato intorno a Spaccanapoli e ai eri Spagnoli sono ncheggiate da marionette, maschere e Pulcinella. Anche le periferie logore, tra le più povere d’Europa, sono intrise di folklore: i leggono le carte sul serio, e pretano i con la smor – da Morfeo, dio dei – una tabella di numeri correlata a parti del corpo e altri simboli. Le persone indossano il cornicello per protezione e per aiutare la fertilità o la virilità. Il cattolicesimo a Napoli è quasi occulto: nella cappella di Sansevero, il velo di marmo sul corpo di Cristo è così incredibilmente sottile, dicono, che non può essere stato scolpito da Giuseppe Sanmartino, ma deve essere stato drappeggiato su di lui e trasformato in pietra con un incantesimo”.

I luoghi di Diego, la casa di Posillipo…
“Il di si addiceva a una città ricca di magia. Il suo controllo di palla, la strana traiettoria del suo tiro, il peso di un passaggio, l’incapacità di cadere, sdavano le leggi della sica e della gravità. era uno stregone del ; giocava in una quinta dimensione e poteva leggere nella mente dell’avversario prima che lui stesso sapesse cosa stava pensando. I trucchi di non si sono mai ripetuti; non c’erano schemi da leggere, nessun codice da decifrare. Ha giocato a come uno sciamano vudù e Napoli ha capito esattamente cosa stava succedendo“.

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