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Diego e Napoli: un Dio nell’ultima città pagana del mondo!

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di Mary Bridge - Altro che dio, è stato lo stregone dell’ultima città pagana al mondo!
“Ha giocato a come uno sciamano vudù e ha capito esattamente cosa stava succedendo. Il suo si addiceva ad una città intrisa di magia”
E’ la spiegazione del Guardian, quotidiano londinese ma nato a Manchester nel 1821. Fino a tre anni fa, stampava 160.000 copie al giorno in formato tabloid dal lunedì al sabato.

A tenere il conto di quante volte è stato raccontato come ‘Dio’, in questi giorni di lutto , non basterebbe un supercalcolatore. Ma questa simbolica ridondanza del concetto religioso accostato ad un mito popolare oltre che sportivo coinvolge sopratutto , città che l’ha eletto divino.

The Guardian ne dà una lettura diversa, sottolineando che proprio l’aderenza fideistica a riguarda una città definita “l’ultima città pagana del mondo”.

Ed Vulliamy scrive: “ esiste su una faglia all’ombra di un vulcano, in prossimità dei culti della morte e dell’aldilà, piena di ciò che gli atei e gli europei del nord chiamano ‘superstizione’. Santuari di , a volte completi di aureola, adornano ani e cortili. Le strade del ca di stucco scrostato intorno a Spacca e ai eri Spagnoli sono ncheggiate da marionette, maschere e Pulcinella. Anche le periferie logore, tra le più povere d’Europa, sono intrise di folklore: i leggono le carte sul serio, e interpretano i sogni con la smor – da Morfeo, dio dei sogni – una tabella di numeri correlata a parti del corpo e altri simboli. Le persone indossano il cornicello per protezione e per aiue la fertilità o la virilità. Il cattolicesimo a è quasi occulto: nella cappella di Sansevero, il velo di marmo sul corpo di Cristo è così incredibilmente sottile, dicono, che non può essere stato scolpito da Giuseppe Sanmartino, ma deve essere stato drappeggiato su di lui e trasformato in pietra con un incantesimo”.

I luoghi di , la casa di Posillipo…
“Il di si addiceva a una città ricca di magia. Il suo controllo di palla, la strana traiettoria del suo tiro, il peso di un passaggio, l’incapacità di cadere, sfidavano le leggi della fisica e della gravità. era uno stregone del ; giocava in una quinta dimensione e poteva leggere nella mente dell’avversario prima che lui stesso sapesse cosa stava pensando. I trucchi di non si sono mai ripetuti; non c’erano schemi da leggere, nessun codice da decifrare. Ha giocato a come uno sciamano vudù e ha capito esattamente cosa stava succedendo“.

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