ULTIM'ORA

DeLa trema: 7,5 per trattenere Higuain. Persi faccia e soldi.

Higuain-2015

di Paolo Paoletti - Higuain torna a Napoli il 30, forse il 31 . Con la Seleccion giocherà 2 gare di qualificazioni ai Mondiali 2018 in Russia. Prima in Cile allo o Nazionale di Santiago; poi martedi 29 contro la Bolivia al Monumental di Buenos Aires ridotto ad un campo di patate da un concerto rock.

Due gare dure, perchè l’Argentina dopo 4 giornate è al 6° posto del gruppo sudamericano composto da 10 nazionali. Si qualificano le prime 4 – attualmente Ecuador 12, 9, e Paraguay a 7 – la quinta spareggia nei play-off contro una squadra della federazione Oceania (OFC).
L’Argentina ha perso la prima (2-0 con Ecuador a Baires), pareggiate seconda (0-0 Paraguay) e terza (1-1 ), vinto la quarta (0-1 Colombia); nelle prossime 2 deve recuperare punti e fiducia che Tata Martino ha perso nei confronti del blico e della critica.

Gonzalo tornerà 72 ore prima di Udinese-Napoli, domenica 3 aprile ore 12,30: chissà in che condizioni, con quale umore, quante forze mentali e fisiche.
Partendo ha detto: “garantisco ai che rincorreremo la Juve fino all’ultima giornata”.
Da crederci, le sue 29 reti hanno permesso al Napoli di rese in corsa fino alla Trentesima. Un’impresa.
Higuain è diventato il salvatutti: senza i suoi gol molte magagne irrisolte del Napoli sarebbero emerse diventando casi. L’ultimo: se il Napoli avesse pareggiato 2-2 col Genoa che ne sarebbe stato dei due errori gravi di Koulibaly?
Tante volte in 30 partite è accaduto che prodezze del Pipita abbiano messo pezze a colore.
E non può continuare così, perchè l’annata va letta come assolutamente irripetibile.

I se non contano. Come le promesse… “Io resto qui…” o meglio “Io sono qui” ha mimato domenica sera alla Curva B.
Il campionato strepitoso del Pipita è un dolce incanto, che attrae i top club d’Europa, accattivante: segna, fa giocare tutta la squadra, risolve situazioni scabrose, tras…chi non lo vorrebbe?

Ecco il punto: possibile che a 8 giornate dalla fine del campionato il Napoli non abbia ben chiaro il futuro del suo miglior giocatore? Appena il 26 febbraio, con toni arroganti De Laurentis sottolineava che Higuain era fuori forma e su Sarri decideva solo lui! Solite balle…

Higauin ha un contratto con scadenza giugno 2018, ma l’Uefa ha deciso che chi ha 28 anni e non ha rinnovato da 2, va liberato a parametro stabilito. Articolo 17 delle norme internazionali. Gonzalo è nato a Brest il 10 dicembre dell’87, ha compiuto 28 anni a dicembre scorso, prima di partire per le vacanze di Natale. E’ al terzo anno a Napoli, guadagna 5,5 milioni netti, mai ritoccati o prolungati.
Per questo De Laurentis lo accolse a Venezia per parlargli del cxontratto, prima che arrivasse a Dimaro in ritiro.
Offrì altri 2 anni, a 700.000 euro netti di incremento. Briciole, Gonzalo col fratello Nicolas rispose no grazie.
Oggi Higauin ha tutta la città dalla sua parte e De Laurentis sarà costretto ad aprire il portafogli per pareggiare le offerte di Bayern Monaco, Manchester United, Psg, . Che cima…

La clausola rescissoria da 94 e passa milioni è diventata fuffa e serviranno tanti soldi per trattenerlo.
Ovviamente se il Napoli vincerà lo scudetto.
La gestione di Higuain è infatti l’ultimo grande errore di De Laurentis che tratta tutti come fossero al suo servizio.
Ed ora fa trapelare che sarebbe pronto ad offrirgli 7,5 milioni, cifra che comincia ad essere interessante, ma che avrebbe potuto risparmiare se l’offerta magari anche più bassa fosse stata fatta avendo fiducia e riconoscendo le qualità di Gonzalo, subito dopo la delusione di Copa America.

Higuain adesso non ha fretta, ha il coltello dalla parte del manico. Aspetta di realizzare il sogno Scudetto come riuscito solo nell’epopea Maradona. Per poi porre le sue condizioni con la fila in attesa della sua decisione: rese, andare.
Perdere Higuain sarebbe il più grave errore del cinepresidente. Il Napoli va potenziato e rifinito intorno al r argentino, come Sarri ha saputo stimolare meglio di Benitez.

Dovesse andare diversamente, De Laurentis pagherà molto cara la sua arroganza. Non solo con la classifica, ma con la rivolta di una città che ne ha le tasche piene di storie come quelle di Quagliarella, Lavezzi, Cavani, , Benitez.
Ad ognuno il suo!

Devi essere iscritto per commentare

Login

Leave a Reply