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DeLa si vendica: il ritiro è la prova del fallimento!

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di Paolo Paoletti - De Laurentis ha paura, provoca muro-contro-muro con la squadra: “Faccio scontare tutto l’amaro calice che la squadra ci ha fatto bere nelle ultime 6-7 settimane. Ho deciso che la squadra andrà in ritiro a tempo indeterminato fino a quando non si cambierà registro. I si meritano rispetto, come la società e la maglia che si indossa. Noi abbiamo un impegno con la città. I si fanno bene ad essere snti. Il successo deve basarsi sulla disciplina. Non ho mai mancato o ritardato un pagamento. Ho speso 386 milioni in acquisto di giocatori in 10 anni ed esigo impegno. Sia una sferzata all’orgoglio, ritiro a tempo indeterminato. Chi non onora la maglia va in ritiro. Siccome è scomodo in una città come Napoli, sia una sferzata d’orgoglio per chi orgoglio ce l’ha”.

E quando si è accorto di tutto questo il cine-presidente? Intervento tardivo, quanto giustissimo. Andava fatto a San Siro, dopo la sconfitta col Milan 2-0.
Fu quello il primo segnale della resa. Annunciare il ritiro e poi rinunciarvi, indebolì il club dando ai giocatori mille alibi!
Adesso è De Laurentis che spacca, scavalcando e punendo la squadra. Una vendetta per paura dei si, per salvarsi in una piazza inviperita che ha finalmente capito dove è finito il Napoli. Nell’abbandono totale, l’anarchia, l’assenza di dirigenti capaci di ottenere rispetto e orgoglio. Il ritiro dichiaratamente punitivo è la bocciatura clamsa di , dei suoi metodi, del suo calcio.
non ha mai capito Napoli, poco ha compreso del calcio no dove pensare di vincere facendo un gol più dell’avversario è una barzelletta. Costruita una squadra d’attacco è venuto meno proprio l’attacco: in testa, che anche contro la ha sprecato occasioni incredibili!

accusa senza fare nomi: “Sette palle nette per fare gol ma se non segniamo diventa diffi. Inutile piangerci addosso se non segniamo. Complimenti alla . Arrivare al ritorno con un pareggio era un buon risultato. Creiamo tanto, meritavamo di più. De Laurentis? Nessuno è nto. Crisi? Bisogna aspettare la fine per vedere che cosa succede, anche oggi abbiamo creato tanto e continuiamo su questa strada. Mancano ancora alcune partite e dobbiamo dare il massimo”.

Arrivare alla fine? Quando sono andati in fumo 50 milioni? E’ l’alibi perfetto per ripartire da zero con un nuovo Grande Progetto.
delira, aspettando la Befana. All’uovo di Pasqua chiedeva punti, ne ha ricevuti 0! Segno che la squadra, buona parte della rosa è contro di lui. Lo spogliatoio è spaccato, lui si difende così:
“Le mie colpe? Tutti siamo responsabili quando creiamo sette palle gol e non segniamo. Un fallimento se non si vince l’Europa League? Io credo che dipende tanto dall’obiettivo che ci si prefigge. Il Napoli ha vinto dopo anni una Coppa. Creiamo tanto e non segniamo, lo ripeto. Se siamo costretti a vincere l’Europa League? Siamo costretti a vincere sempre, non solo l’Europa League. Se il Napoli è tornato a vincere le Coppe dopo 26 anni qualcosa vorrà dire”.

Ma che Coppa ha vinto il suo Napoli? Una Coppetta , che ci si aggiudica su 5 partite. Contro una Fiorentina allo sbando, in una notte macchiata di sangue e la ferocia del blico che mise pepe al sedere solo degli azzurri?
Una Supercoppa pareggiata 2-2 all’ultimo minuto, con una buona dose di fortuna e 3 sbagliati dalla ?
smetta di dire fesserie e abbia almeno il coraggio di ammettere di aver sbagliato molto se non tutto.

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