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Dea di altro livello, Gasp il migliore: può battere il Psg!

di Paolo Paoletti – Doveva vincere, lo meritava. p e Percassi lo sanno bene, quindi l’esame è superato.
Allo Stadium l’ ha messo sotto la Juve nel gioco e 2 volte nel punteggio: non è bastato ma la Dea gioca da big in tutto e per tutto. Non è più un miracolo ma la sintesi delle capacità di club, tecnico, giocatori.
L’ domina la Juve, ha una organizzazione di gioco che i numeri spiegano bene: dopo 15′, possesso palla al 70.6%. Mentre i singoli interpreti si esaltano in una macchina perfetta.
Cosa significa essere una grande squadra? Una grande società?
L’ non è considerata tale ma esprime tutte le caratteristiche per esserlo: competenza, scelte della rosa indovinate, continuità, grande allenatore con mano libera e doppio binario di pari importanza tra prima squadra e settore giovanile. Tutto appoggiato su di proprietà e meraviglioso centro sportivo a Zingonia!
La Juve ha fatto fatica, molta fatica. Salvata da due rigori: c’erano con queste regole, assurde. Andranno riviste. Fanno male a tutti fino ad aver deciso l’assegnazione dello scudetto. Questa è la . Vincendo la Dea avrebbe rimesso tutto in discussione e riacceso interesse e curiosità dei tifosi. Il 2-2 lascia tanto amaro non solo tra i bergamaschi. Mezza ha tifato e se lo scudetto fosse arrivato a Bergamo sarebbe stato il giusto epilogo di un che non doveva riprendere ma che avrebbe potuto cancellare l’immagine iondelebile della colonna di camion dell’esercito piena di cadaveri entrare nel cimitero di Bergamo!
Non è retorica è un a delle di questo Paese e del calcio intero.
La regola del fallo di mani in area che azzera la volontarietà è stata necessaria per combattere la – vogliamo chiamarla così… – degli arbitri ai grandi club. Adesso ci rimettono tutti, grandi e piccoli e non è una passo in avanti.
Anche perchè è palese che i giocatori nei finali senza uscita, come quello di Juve-, mirino alle braccia degli avversari in area di rigore!
Peccato io ero tra la metà degli ni che aavrebbe plaudito la atalantina. Ma il ‘destino’ non lo ha voluto e Giacomelli non ha fatto niente per opporsi.
L’ è l’unica ad avere i 3 attaccanti con almeno 15 reti: Muriel 17, Ilicic e Zapata a 15 . Non accadeva dal 1951/52 con Muccinelli, Boniperti e Hansen della Juve.
perini è a -1 dal secondo posto della allo sbando e guardando anche all’Inter, può credere nel secondo posto l’obiettivo.
Dalla ripartenza post lockdown, Gomez alla 300.a gara in Serie A, è l’assist man più prolifico d’ (6 come Messi).
Dal 2010/11 è uno dei 5 giocatori ad aver segnato almeno 50 gol e servito almeno 50 assist in (61 reti, 67 assist).
Lo Stadium ha sentenziato: l’ può battere anche il Psg, negli storici quarti di .
Vedremo!

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