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De Santis denuncia i media: genuflessi alla Juve.

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di Paolo Paoletti - De Santis ed il terremoto ntus!

Grande finto imbarazzo ha lasciato l’intervista del portiere giallorosso dopo la sonora sconfitta di .
“La sudditanza alla è di sistema: istituzioni, giornali e tv, anche ”… una verità che tutti sanno e che nessuno fin qui ha avuto il coraggio di dire.
Bene ha fatto De Santis, persona seria ed equilibrata.

E’ vero, la ntus ha sempre avuto un peso diverso nel calcio italiano, essendo la squadra della Fiat potente e più importante industria italiana.
Alla si sono sempre ‘inginocchiati’ tutti, battuta solo qualche volta dal potere del calcio giocato, che doveva essere strapotere per vincere.
Impresa riuscita alla stessa nel lontano 41-42 ma la Fiat del Fascismo ancora non puntava tanto sul calcio. Con Liedholm e Capello quando nell’82-83 in campo c’erano , Pruzzo, Di Bartolomei, Conti e nel più recente 2000-2001 Totti, Montella, Batistuta.

Quindi l’unico modo per battere la è essere decisamente più forte in campo.
Per alcuni anni, ci è riuscito grazie alle sentenze di Calciopoli e oltre 1 miliardo di euro spesi per arrivare al mitico Triplete, dopo gli scudetti in parte a tavolino firmati Mancini…

De Santic, adesso, per la prima volta ha tirato in ballo anche i media. Bravissimo.
Giornali e tv sono la chiave del potere di oggi. Più della politica, delle banche, dell’industria.
Non a caso la Fiat ha La Stampa, Tuttosport, è nel CdA del .

E’ la tv che lo tiene in piedi, ha genuflesso tutto il sistema calcio – richiamato da De Santis – davanti ai 1000 milioni l’anno garantiti dalla Infront e la vendita dei diritti televisivi. Per cui tutto accade senza che nessuno se ne abbi a male.

è arrivata a dichiarati commenti di parte, dovendo tenere buoni tutti gli antagonisti, senza i quali, anche la , da sola sarebbe nulla.
Allora c’è chi tira per la e chi per il Milan. Da qualche mese per le proteste di un bravissimo giornalista ex Mediaset è stato messo addirittura in quarantena.
Poi ci sono Inter, Napoli, ben sostenuti per il potere degli ascolti.
Più indietro la e la Lazio che fa spettacolo sè con i ‘vulgaria’ di Lotito.

Il quadro è il seguente:
, tiene per le 7 sorelle e nell’ordine stabilito dalla mappa del tifo. Finge imparzialità ma sostiene dichiaratamente , Milan, Inter e Napoli, , , Lazio.
Mediaset è il vero padrone del Milan avendone finanziato il vecchio splendore.
Gazzetta dello Sport è pro che fa vendere anche in Puglia e Sicilia, poi lotta per Milan e Inter.
Corriere dello Sport si batte per la e per il Napoli, bacini di riferimento. Ma è stato chiamato a guidarlo l’ex direttore di Tuttosport.
Tuttosport è della Fiat ed è detto tutto.
Le redazioni sportive dei maggiori giornali politici Repubblica e Corsera tengono per i club di area redazionale: e Milano.
La Stampa e Fiat.
Il Giornale è dei .
Il Messaggero, tifa più che Lazio.
Il Mattino è ovviamente pro Napoli, tralasciando da un po’ di anni che gli scudetti sono arrivati quando la critica è stata attenta e puntuale, senza omissioni e riguardi per l’allora presidente Ferlaino.

In questo contesto, come leggere gli 8 punti di vantaggio sui giallorossi e i 10 sul Napoli?
Il 3-0 dello Stadium alla , come fu già rifilato al Napoli, è un verdetto senza se e senza ma.
Eppure il ‘profumo di potere’ resta, incarnato proprio dal nuovo impianto citato da De Santis quale simbolo della sudditanza di Sistema.

Qui De Santis deve chiarire meglio il suo pensiero.
Se è vero che l’Italia è un Paese affascinato e succube del potere, bisogna altrettanto dire che questo ultimo segmento di storia bianconera vede una chiara attività di impresa dietro i due scudetti consecutivi.
La Exor cassaforte della Famiglia Agnelli ha investito 500 milioni in 3 anni per realizzare lo Stadium, un nuovo centro sportivo, il Museo e il liceo per i della Primavera, nuovi grandi giocatori e nuovo management.
Dopo Calciopoli, la serie B, 2 settimini posti, è ripartita con competenze, finanza, attrattività che ha consentito di prendere prima Pirlo e Pogba, poi Tevez e Llorente praticamente a parametro zero.
Cosa che neanche il Milan dei tempi d’oro ha saputo fare.
Successi di mercato che ad esempio hanno spinto Vidal – tuttocampista che tutto il mondo vorrebbe – a rifiutare De Laurentis ed il Napoli per .

Quindi anche alla è stato indispensabile essere più forte degli altri per vincere!
Questo è il punto.
De Santis bene ha fatto a sottolineare con atto di verità che il Sistema calcio in Italia è prono ai poteri forti.
Deve altrettanto dire a tutti, cominciando dalla , che per vincere servono competenza, soldi, appeal.

Il Napoli ci riuscì con Maradona e Allodi. La prima e dopo i successi azzurri con il grande presidente Viola molto amico di Andreotti, poi Sensi, due grandi tecnici e una rosa di talenti.
Gli ‘aiutini’ ci sono sempre stati, è la legge del pesce grande che mangia il piccolo. Ingiusto ma non solo nel calcio.

Ciò che non deve accadere è che un intero Sistema si renda complice del più grande imbroglio: raccontare agli italiani le distorsioni degli interessi di parte.
I giornalisti devono essere i cani da guardia del potere non complici.
Nonostante i fatti, con 13 telecamere su ogni campo, siano sotto gli occhi di tutti.

L’arroganza di chi crede di poter comprare tutto è quindi il primo nemico da combattere.
De Santis lo sa ed ha cominciato a farlo.
Grazie.

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