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De Boer come ET: Icardi non si muove. Ma…

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di Nina Madonna – Frank de Boer questa mattina alla Pinetina (foto .it) ha incontrato per la prima volta Steven Zhang, glio di Jindong, proprieio di Suning e azionista di maggioranza dell’, e Ren Jun, membro del Cda nerazzurro al pari di Zhang. E’ stata l’occasione per fare un punto sul , sia in entrata che in uscita, dai nomi più importanti: Joao Mario, Gabi, Icardi, Brozovic. Come i minori soprat Ranocchia.
Fra tecnico e proprietà nerazzurra c’è piena sintonia su obiettivi e progettualità.

ICARDI. Signicative le parole di de Boer dopo l’amichevole vinta dall’ sul Celtic. Compenti per l’impegno profuso dal centravanti argentino, de Boer sta dalla parte della scocietà:”Icardi è un punto fermo della squadra, al quale rinnovare il contratto. Sà eventualmente ai club essati al suo cartellino cercare di convincere l’ con offerte irrinunciabili”. Tradotto servono 70 milioni!

JOAO MARIO. De Boer non si espone, come impone il suo ruolo, pur esprimendo parole di elogio per l’Europeo disputato dal portoghese. E’ fuor di dubbio comunque il suo apprezzamento per quello che sarà il pmo acquisto dell’, il cui arrivo è previsto in settimana. Come è fuor di dubbio il ca diverso che si respira in casa dopo l’addio di (e non che la colpa fosse del tecnico jesino, ma di un rapporto ormai logoro fra club, tecnico e squadra).

MANCIO DISSE. Il 13 luglio la profezia:”Joao Mario è un giocatore tipo Brozovic, che può giocare anche sulle corsie anche se non ha le caratteristiche dell’esterno. Sono entrambi bravi. Nel no, però, hanno faticato Platini e Van Basten e bisogna dare tempo di farli inserire”. Considerazioni che non furono troppo apprezzate dalla dirigenza, in particolare da Thohir.

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