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Da Fujca ad Allodi, così il Napoli ha vinto il primo scudetto: annunciato in Rai, progettato in un albergo!

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di Paolo Paoletti - La foto di Maradona e Bertoni è stata scattata negli studi Rai di a Viale Marconi. Accanto a loro siede il vicepresidente Punzo.

Furono invitati da Italo Allodi e Omar Sivori alla ‘Domenica Sportiva’ condotta da Alfredo Pigna.

Maradona era al primo anno di ma Allodi, da gennaio 1985, stava già lavorando per il scudetto.

Dopopun po’ ebbi la sfrontatezza di scoprirlo casualmente e pubblicarlo per Il Giornale di dove all’epoca lavoravo. Chiamai Allodi in vacanza a Ponza, era Pasqua, il Commendatore mi chiuse il telefono in faccia, per poi richiamarmi dopo qualche minuto. Aveva preso informazioni su di me e propose un patto: “So che sei giovane e bravo. Io ti faccio l’intervista, tu da oggi mi chiederai sempre conferma delle notizie sul prima di scriverle”.

Così fu e Allodi in quell’intervista spiegò come il avrebbe potuto vincere lo scudetto. Dopo qualche tempo mi chiese il favore di parlare con Antonio Juliano per convincerlo a restare al suo anco… ” io sono di passaggio, non entrerò neanche nei quadri dirigenziali. Antonio è il del perchè ne incarna lo spirito e l’orgoglio. Digli di restare”.

Juliano non mi ascoltò, superamareggiato dalla decisione di Ferlaino di chiamare in società il miglior manager italiano.

Il no di Totonno aprì un vuoto nel club che Ferlaino e Allodi colmarono con Pierpaolo Marino. Allodi aveva scelto Ottavio Bianchi per la panchina. Un del grande con Sivori e Altani alla ne degli Anni Sessanta. Conosceva benissimo la città, il calore asssiante dei , l’ambiente. Ottavio si era messo in mostra proprio allenando l’Avelino con Marino Ds. La coppia poteva funzionare e Marino si era guadagnato la ducia di Ferlaino spingendo De in azzurro.

Inoltre l’idea di portare Diego a era passata proprio dall’ufcio di Pierpaolo Marino ad Avellino.

Entrato nel 1977, a ventiquattro anni, nell’ufcio stampa della società irpina, Marino ne è diventato l’uomo-guida, con la guida di Antonio Sibilia. L’Avellino vinse il campionato di B e dall’inizio degli anni Ottanta riusci a salvarsi per 10 anni di la.

Il destino di Marino e del si intrecciano inesorabilmente nella tarda primavera dell’84 a  causa di un altro centravanti argentino, Ramón Diaz, e degli scrupoli di coscienza di Ricardo Fujca un intermediario di Buenos Aires.

Che c’entrano Diaz e questo Fujca con Maradona?

Marino racconta: “Diaz, il l’anno prima me lo aveva praticamente regalato in comproprietà, perché aveva giocato un brutto campionato. Però ad Avellino si era ripreso, segnando 11 o 12 gol. Ciò nonostante il non lo voleva più e quindi stavamo trattando la comproprietà. Una sera sì e una sera no mi incontravo con Antonio Juliano, direttore generale del ”.

ne stagione ma quando esattamente…?

“Sarà stato ne maggio ’84. Me lo ricordo bene perché nel frattempo stavo pianicando un’amichevole con il Barcellona per festeggiare la salvezza dell’Avellino. E qui entra in scena Riccardo Fujca. Fujca era un intermediario argentino con cui ero in ottimi rapporti. Gravitava nell’entourage di Maradona e del Barcellona, era uno ben introdotto e mi stava aiutando a organizzare la partita. Una mattina, una decina di giorni prima dell’amichevole che sarebbe costata all’Avellino centomila dollari, Fujca arrivò tutto trafelato nel mio ufcio e mi disse che quella notte non aveva dormito. Poi disse che io ero giovane, che sarei rimasto molti anni nel calcio e che non voleva farmi fare una brutta gura, né compromettere la nostra amicizia”.

 

Cos’era successo?

“Mi disse che il Barcellona sarebbe venuto ad Avellino senza Maradona. Io pensavo che si trattasse di una bizza di Diego e gli dissi che ero disposto a pagargli anche un premio personale per convincerlo. Ma Fujca disse chiaramente che non era un problema di soldi…. ‘corri il rischio o che non ti viene tanta gente allo stadio e ci rimetti, oppure se viene, dopo ti flagellano, perché sono venuti a vedere Maradona e Maradona non c’è. Nel contratto non abbiamo messo neanche una penale nel caso in cui manchi Diego’.

Improvvisamente mi vidi davanti la possibilità di avere trenta-quarantamila avellinesi arrabbiati. Non sapevo cosa fare. Allora, Fujca mi consigliò di far saltare l’amichevole con una scusa: ‘Magari dì che lo stadio non ha la licenza per le gare ’. Quel pomeriggio stesso feci un tel al Barcellona e annullai l’incontro.

Come si passa dall’amichevole col Barçellona all’arrivo di Diego a .

“Mentre siamo nel mio ufcio e cerchiamo di trovare una soluzione per la storia della partita, vedo Fujca sempre più agitato. La cosa che non capivo era perché Maradona non volesse venire ad Avellino. E insistevo su questo punto. Allora, in via condenziale, Fujca mi spiegò che Maradona, che già non aveva buoni rapporti con il Barcellona da un po’ di tempo, aveva litigato a morte con Gaspart, l’amministratore delegato del club catalano, a causa di Schuster. Il Barcellona lo teneva fuori rosa e al minimo di stipendio e Maradona era intervenuto a sua difesa. Gaspart era un tipo molto autoritario, proprietario dei migliori alberghi di Barcellona, compreso il Princesa Soa dove poi avvenne il trasferimento di Diego, “gliel’aveva giurata” e il primo dispetto era di non portarlo a giocare le amichevoli. Poi Fujca mi guardò sso negli occhi e mi disse: ‘Se tu fossi uno che ha delle amicizie, questa è l’occasione per fare andare via Maradona dal Barcellona’. A me si drizzarono i capelli in testa…”.

Non era strano che Fujca proponesse a te un affare così grande?

“Di Fujca mi davo, ero l’unica persona che conosceva in Italia. Certo non pensavo di portare Maradona ad Avellino… La prima squadra che mi venne in mente fu la Juventus con cui l’Avellino era in ottimi rapporti. Telefonai a Giampiero Boniperti e gli dissi che c’era questa possibilità. Lui mi rispose che Maradona l’avevano già valutato più volte, ma che non lo ritenevano, come persona, uno da Juve, per cui volevano continuare a puntare su Platini.

La seconda telefonata la feci a Mantovani, il presidente della Sampdoria. Anche lui mi rispose di no… ‘Guardi, io già faccio fatica a tenere Vialli e , e poi non è più l’epoca in cui faccio grandi investimenti’.

Juventus e Sampdoria che avevano i soldi per l’operazione non ne volevano sapere e Maradona non sarebbe stata la stessa cosa alla Juve o alla Samp….

Solo dopo un po’, mentre ero con Fujca che ragionavamo, mi venne l’idea… Sai chi dovrebbe prendere Maradona? Il ! Sarebbe la ne del mondo!.  Allora telefonai a Juliano in a . Pensava che lo chiamassi per Diaz. Spiegai che lo disturbavo per un’altra storia…  Ma tu con lo straniero che fai? Stai incasinato?».

Antonio si rabbuiò… ‘Ah, hai saputo pure tu? Tito Corsi, ds della orentina era venuto a discutere una comproprietà, mi ha chiesto anche lui del nostro straniero e io gli ho detto che stavo trattando Sócrates. E lui che ha fatto? Ha preso un aereo da , è volato in Brasile e me lo ha fregato. Stavo per fare questo colpo e ora non so più che fare….

Il aveva scelto Sócrates. In pratica lo aveva già preso se non fosse stato per l’intromissione della orentina. Juliano era disperato, ma io vedevo il risvolto positivo della situazione…. Guarda Anto’ ti devo di’ ’na cosa: ti avevo parlato dell’amichevole col Barcellona, no? Be’, ho saputo che Maradona è in rotta con la società e si può prendere. Secondo me, se riesci a portare Maradona a fai il colpo del secolo. Tra l’altro io ho qui Fujca che è amico di Cysterpiller, il manager di Diego. Lui ha ottime entrature al Barcellona e se vi incontrate sicuramente ne esce qualcosa di buono’. Lui rimase per qualche secondo in silenzio. Poi mi chiese di mandargli Fujca la sera stessa a .

E cosa accadde?

“Fujca da quel momento non l’ho più visto. Dopo quattro o cinque giorni ho iniziato a leggere sui giornali che il forse trattava Maradona. Poi seguirono altri giorni da telenzo, di cui leggevo sempre sui giornali, no all’epilogo. Ma io Fujca non l’ho mai più sentito: allora se non avevi un numero sso, se non conoscevi gli alberghi in cui stavano questi manager, i contatti erano persi. Mica c’erano i cellulari…

Cioè, nessuno del l’ha ringraziata per l’idea? Nessuno si è fatto vivo con lei?

“No. Almeno no a novembre di quell’anno. Il anche con Maradona andava male. Ferlaino non si dava pace. Un giorno chiamò a casa mia. ‘Senta Marino, Juliano si sta pigliando tutti i meriti della storia Maradona, ma io lo so che l’ha fatto venire lei. Ho interesse che lei un domani possa collaborare col ”.

Ferlaino aveva già convinto Allodi ad accettare la sua ultima grande sda a . Conosceva bene Juliano ed il suo orgoglio impetuoso. Capì che non sarebbe rimasto e serviva un dirigente accanto alla squadra… magari giovane che non potesse fargli ombra!

“Allora io ero un emergente. Mi volevano la orentina dei Pontello, la di , e l’allora presidente della , Sordillo; mi propose di diventare general manager della Nazionale e della . Sordillo era irpino ed  amico di De Mita, nato a Pietradefusi, piccolo comune di 2326 abitanti in provincia di Avellino. Ma io stavo bene all’Avellino e lo dissi anche a Ferlaino. Comunque, lui era avvilito per la pessima classica del .

‘Non riesco a capire – mi  ripeteva – Se Maradona è così bravo, come mai il è penultimo?’ Gli dissi che avevo visto qualche partita e avevo notato che a Maradona non passavano mai la palla. Avevo la sensazione che si trattasse di beghe di spogliatoio. Era come se la vecchia guardia non vedesse di buon occhio Diego. Così gli consigliai di portare la squadra in ritiro… ‘Ci vada anche lei, chiuda tutti i giocatori insieme in una stanza e li faccia chiarire tra di loro. Vedrà che se ci sono dei problemi verranno fuori’.

Era la settimana prima di -Udinese, e Ferlaino ordinò il ritiro di Vietri sul Mare.

“Infatti il vinse 4 a 3 e dopo quella gara ripartì nendo all’ottavo posto. Ferlaino mi ritelefonò il lunedì sera, sempre a casa, per non destare sospetti all’Avellino, e mi confermò che durante quel chiarimento collettivo era uscito di tutto. ‘È successo un casino, De Vecchi contro Maradona, Bagni che non si capiva da che parte stava….’

Da quella volta Ferlaino continuò a martellarmi tutte le settimane, dicendo che dovevamo fare insieme un progetto a . Mi diceva che avrebbe portato Italo Allodi, e che io sarei dovuto essere l’operativo. Voleva anche prendere un allenatore nuovo e io gli suggerii Ottavio Bianchi che avevo avuto ad Avellino”.

Ma Allodi era già stato opzionato da Allodi e Ferlaino lo sapeva…

“Ferlaino sa essere molto convincente. A dire la verità tutta la mia famiglia era contraria che io andassi a lavorare con lui, anche perché il era la squadra più complicata in cui andare per uno di Avellino. Le due tifoserie si detestano e rischiavo sicamente. Quando ho accettato sono dovuto praticamente scappare dalla mia casa. Da gennaio dell’85 cominciammo incontri clandestini a : Bianchi era andato al Como, io stavo ancora con l’Avellino e Italo Allodi faceva l’opinionista per la ‘Domenica Sportiva’ alla Rai.

Lui la domenica sera dormiva all’Hotel era che era vicino agli studi RAI. E noi, in gran segreto, il lunedì lo raggiungevamo, io, Ferlaino e Ottavio, e facevamo queste full immersion. È lì che è nato il progetto -scudetto, all’Hotel era di .

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