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Crisi Napoli: Sarri cambi gioco, ADL compri campioni!

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di Paolo Paoletti - “Il problema del è nella testa, non nelle gambe”, lo dice Maurizio Sarri. Ma è vero solo in parte.
La Fiorentina ha imposto senza tanto dannarsi lo 0-0 al facendo emergere l’allarme che solo chi capisce di calcio aveva già lanciato un mese fa!

La media punti del tra campionato e crolla: 3.00 ad , 2.50 ad ottobre, 1.57 dopo 16 giornate di A e la fase a gironi Champions.
La media gol è peggio: 2.9 a partita nelle prime 11 giornate di campionato, 0,6 con solo 3 reti nelle ultime 5 gare.
E allora…? Solo problemi di testa?

IL BLUFF. Non è così. I numeri anticipano la verità. Perchè tutto comincia dalla scomparsa del possesso del possesso palla messo sul tavolo da Sarri dopo il ko con la ntus.
Una tesi ridicola, perché non c’è collegamento diretto tra pallone nei piedi e come lo si utilizza. Anzi tenerlo e non saper cosa farsene è il vero nodo da sciogliere.
Il problema del infatti è nel modulo di gioco, orami obsoleto e conosciuto a tutti gli avversari, che condito da un calo di forma incredibile, diventa il, mix che spiega il calo azzurro. Più che preoccupante.

‘Eccellere’ in un fondamentale non basta, perché bisogna accusare con la stessa forza le lacune irrisolte ormai al terzo anno di ‘addestramento’. Esempio i 9 gol subiti di testa su 21. Ben 9 volte il è stato infilato col gioco ed anche con la fiorentina, Cholito ha avuto 2 palle per segnare in acrobazia. Fallendo per fortuna di Reina, Albiol e Koulibaly.

TIQUI TACA? Il calcio che vince mostra equilibrio e imprevedibilità.
Il City dominante di , ha dato ampie e significative lezioni in tale senso.
Ieri ha vinto anche il di Manchester utilizzando al meglio due situazioni sporche nate da palla ferma. Possesso sì – 65% contro il consenziente Mou – ma senza ossessioni.
L’, infatti, ha lasciato il pallone al Betis per il 74% del tempo. Poi ha vinto.
L’esaltazione del Cholismo e l’esemplificazione dell’inesistenza di una sola visione vincente.
Si vince in tanti modi, quella più sperimentata in Italia è non prendere gol!

PIANO B. In attesa del Lipsia in , il si gioca lo scudetto nei prossimi 2 mesi.
Ma serviranno un mercato invernale di livello ed un nuovo Sarri capace di dare alla squqdra più varianti di gioco e di interpreti.
Altrimenti lo stesso tecnico diverree una prigione di cui liberarsi!
Il gioco monotematico non ha mai vinto, al massimo richiama miti del passato come Sacchi e l’Olanda del grande Michel che però godeva di talenti inarrivabili… da Giovannino Cruiff in poi!

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