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Conte: basta incudine, tornerò martello!

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di Chiara Benigni - Conte si confessa: è la prima volta dall’addio alla Nazionale dopo Euro 2016. Davanti Spagna e per testare il gruppo degli Europei, poi il torneo continentale e il Chelsea. Conte resta concentrato ma aperto al futuro.
Giovedì 24 marzo al Friuli di Udine (ore 20.45) e martedì 29 marzo all’Allianz Arena di Monaco di Baviera (ore 20.45) deciderà la lista definitiva dei convocati a meno di nuove nelle ultime 8 di .

Come mai lascia la Nazionale?
“Mi era stato chiesto di fare chiarezza sulla mia posizione visto che il mio contratto sarebbe scaduto dopo gli Europei. Ci ho pensato, ho ponderato la decisione e quando non ho avuto più dubbi l’ho al presidente, che mi ha scelto e mi ha voluto qui”.

Cosa la intriga dell’?
“In questo momento non mi intriga nulla. Sono l’allenatore della Nazionale e questa esperienza mi ha insegnato tanto. Un’esperienza fantastica, straordinaria, ho sempre invidiato gli allenatori che hanno disputato ed Europei”.

Sembra un addio al calcio no per i dissapori con la Lega.
“Non è un addio al calcio no dove sono cresciuto. Valuterò in futuro cosa fare. Ci sono situazioni in cui si è incudine o martello: in questo momento siamo incudine. Il mio riferimento resta il mio presidente. Quello che mi è dispiaciuto in questi due anni è vedere che una cosa andava fatta per o contro Antonio Conte e non per la Nazionale che è di tutti”.

Prevale l’ansia di portare a casa risultati importanti o l’entusiasmo?
“Io mi sento con tanta voglia di lavorare. Mi eccita l’appuntamento di giugno, sono carico per lavorare sotto tutti i punti di vista. Sono esperienze che ti capitano una volta nella vita, sento grande responsabilità, ma ho grande voglia di lavorare con questi ragazzi. Sappiamo che ci sono altre nazionali che possono essere più forti di noi, ma con il lavoro ed essere squadra possiamo colmare questi gap”.

Come passerà l’attesa?
“Non si è abituati a persone che parlano in modo trasparente e la trasparanza nella vita, con la correttezza, pagano sempre. Sono orgoglioso di come sono”.

Hai a la tua prossima destinazione?
“No, ho solo la mia scelta. Sono stato combattuto, hanno prevalso tante situazioni e ho ascoltato il mio cuore. Abbiamo parlato di questo”.

Che eredità lasci?
“Abbiamo lavorato molto sulla maglia azzurra, sulla necessità della voglia di indossare questa maglia. Abbiamo lavorato tanto su questo, con risultati. Abbiamo ritrovato valori importanti che nell’ultimo periodo si erano persi. C’è un gruppo di calciatori che sta crescendo e che può fare molto bene. Anche il settore li negli 6 anni, i 4 di Sacchi e i miei due, ha fatto passi da gigante. Il lavoro c’è ed è sotto gli occhi di tutti”.

Hai già deciso la data del ritiro pre-Europeo?
“Non ancora, perché spero che si possa cambiare ancora. Avevo messo in preventivo di dare una settimana di ai calciatori, per avere giocatori più brillanti dopo una stagione intensa. Se la finale di rimarrà il 21 dovremo riflettere”.

Quando ha deciso di lasciare la Nazionale?
“La qualificazione agli Europei mi ha riempito d’orgoglio e lì ho cominciato a valutare. Poi sono stato altri 4 mesi senza fare niente e pensare che ci sarebbero stati altri due anni così sarebbe stato davvero difficile rimanere in garage per altri due anni”.

La parola Chelsea è tabù?
“No, posso pronunciarla, come quella di altri club ni. Una parte del mio cuore fa fatica ad accettare questa decsione. Vediamo il futuro cosa mi riserverà di bello se all’estero o in ”.

Sa già dove allenerà la prossima stagione?
“La volontà è tornare ad allenare un club, lasciare il garage. La decisione che ho preso finora è quella di non essere più Cittì nei prossimi due anni”.

Che si aspetta contro la Spagna?
“E’ un test probante e significativo. La Spagna ha grande qualità, viene da vittorie su vittorie e ha fallito l’ultimo Mondiale uscendo al primo turno come l’. Con la è tra le favorite dell’Europeo”.

Ci sono diverse connessioni con il Chelsea. Cosa pensa del calcio inglese?
“Penso che anche la Nazionale inglese sia molto forte, ha vinto tutte le gare di qualificazione. Il calcio inglese è molto ambito da calciatori e allenatori, è un molto interessante. Il inglese e spagnolo sono molto interessanti. Per adesso ho solo allenato in e non ho mai nascosto la mia voglia di confrontar,mi in futuro con altri paesi. Non so quando, ma prima o poi accadrà”.

Hai sentito Pirlo, ha speranze di tornare in gruppo?
“Con Andrea non mi sono sentito per telefeno, tra noi due c’è grande stima e non c’è bisogno di sentirsi al telefono. Sto facendo delle valutazioni in questo doppio match e a due mesi dagli Europei voglio sentire cosa mi dice il e ci sono calciatori che hanno le caratteristiche per entrare in questo gruppo. Cerco dei calciatori eclettici, che non giochino solo in un ruolo. Vogliono testare se anche elementi come Thiago Motta possono entrare a far parte di questo gruppo”.

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