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Conte a -1, settima vittoria di fila e buon Natale!

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Alle 20,25 di un umido mercoledì prenatalizio l’ è tornata in testa alla vincendo la settima di fila.
Non ha entusiasmato, non lo fa quasi mai, ma ha vinto sfruttando la statura fisica e tecnica dei suoi giocatori.

Il Verona ha cercato di opporsi con i suoi mezzi, col gioco e l’aggressività, finché ha retto sul piano fisico. La squadra di Juric ha fatto meglio dell’ nel primo tempo, ma nella ripresa la differenza si è vista bene nel di Lauo Martinez (girata al volo, da r acrobatico) e in quello di Skriniar che ha segnato di testa grazie ai 9 centimetri in più rispetto al suo diretto marcatore Tameze. Non a caso l’ ha il miglior attacco nei secondi tempi nei cinque maggiori campionati , con 23 . Non solo, con queste due reti ha eguagliato il suo record in un anno solare in tutte le competizioni dal 1929-30: 108, stabilito nel 1961 e nel 2007. Ora, potrà continuare a dire che vincere lo scudetto non deve essere un obbligo, ma se con un organico del genere arriverà secondo non potrà parlare di successo.
UN CAMBIO. Rispetto alla partita di Firenze, Juric ha fatto due cambi, Magnani al posto di Gunter al centro della difesa e Colley per Lazovic in attacco. Per , invece, una sola sostituzione ma molto significativa sul piano tattico con l’inserimento di un vero attaccante esterno, Perisic (a destra), al posto di un centrocampista, Gagliardini. Per la prima volta in questa stagione il tecnico salentino ha cercato di alzare il livello di pericolosità dell’attacco passando al 3-4-2-1 (Hakimi e Young esterni a centrocampo), con Perisic nel suo ruolo ideale, ma anche lì deludente.DIFESE IN PARITA’. Visti gli schieramenti delle due difese, si è capita la ragione per cui ha cambiato impostazione inserendo il croato: voleva giocarla come Juric. Due moduli identici, 3-4-2-1, in modo che le difese marcavano allo stesso modo uomo contro uomo: Skriniar-Zaccagni (dura per lo slovacco), De Vrij-Salcedo, Bastoni-Colley da una parte, Dawidowicz (poi Lovato)-Martinez, Magnani-Lukaku (duello vnte) e Ceccherini-Perisic (più fa per l’ex viola) dall’altra. Si è giocato ovunque così, con duelli diretti: voleva far pesare la differenza tecnica dei suoi giocatori e così è stato.INIZIATIVA VERONESE. Il Verona, invece, ha puntato come al solito sulla forza del collettivo, pressava in avanti cercando il movimento dei tre attaccanti, due dei quali ssimi, Colley del 2000, Salcedo del 2001. In quella prima parte di gara, il giocatore in più era Tameze che il Verona trovava a difendere e subito dopo a ripartire. Intorno al 25′ la squadra di Juric ha preso campo, ha aumentato la velocità e la qualità delle sue giocate. Sulla sinistra ha creato la prima bellissima palla-: triano Dimarco-Zaccagni (assist con un colpo di tacco in area)-Dimarco che ha mirato sul primo palo dove ha trovato la perfetta copertura di Handanovic che ha respinto. Dopo mezz’ora, si è fatto male Dawidowicz ed è entrato Lovato. E’ stata una perdita pesante per Juric perché quando è uscito Dawidowicz era il giocatore che aveva guadagnato più possessi: sette.L’OCCASIONE. Nel primo tempo l’ ha concluso pochissimo e solo una volta in modo davvero pericoloso, con Martinez in fondo all’unica occasione da . L’azione è nata da un errore in uscita di Magnani, palla cettata da Perisic, contropiede, Lukaku, assist per Martinez, esterno , gran volo di Silvestri e palla in ano. Era anche il primo e unico tiro dei nerazzurri (dopo 36′…) nello specchio della porta veronese. Poca , con poco gioco, poco ritmo, poca velocità, con gli attaccanti poco coinvolti. Era in attesa dello spunto di Lukaku (che il velocissimo Magnani è riuscito a nere anche nelle famose progressioni del belga fino a un quarto d’ora dalla fine) e di Martinez. Quasi assente Perisic, alla squadra di mancavano anche gli attacchi esterni di Hakimi (che ribalterà letteralmente la sua prestazione con un secondo tempo a tutta velocità) e Young, controllati in modo efficace da Dimarco e Faraoni. Più attivo il Verona. Juric aveva trovato la soluzione in attacco nonostante l’assenza dei suoi tre centravanti, Kalinic, Di Carmine e Favilli. Rispetto all’ultima gara di Firenze, la squadra era viva e veloce. La domanda, alla fine del primo tempo, era semplice: il Verona avrebbe resistito sul piano fisico e atletico?ALTRA . Come prima risposta, Juric ha fatto un altro cambio nell’vallo: ha messo Ilic al posto di Salcedo che aveva preso un brutto colpo in testa, aveva perso un po’ di sangue e stava giocando con una vistosa fasciatura. Ilic ha fatto il centravanti. Ma la domanda restava legittima perché appena è iniziato il secondo tempo l’ ha mostrato un’altra faccia, ha invaso la metà campo veronese e ha segnato col giocatore più vispo e ispirato, Lauo Martinez. Hakimi ha iniziato a spingere, Bastoni ha fatto altrettanto. Dopo 7′, proprio Hakimi ha crossato da destra e sulla palla si è avventato Lauo bruciando Lovato e girando al volo di , palo no e . Juric ha cambiato subito, Ruegg e Lazovic per Colley e Zaccagni. E’ stato troppo precipitoso perché dopo poco ha perso anche Lovato per infortunio (il terzo ko della serata) e lo ha dovuto sostituire con Gunter. Mancava mezz’ora alla fine e il Verona aveva consumato tutt’e cinque i cambi, l’ nemmeno uno.

PAPERA. L’Hellas ha provato ad attaccare, ma l’ sembrava in controllo. Sembrava… Quando è partito Faraoni sulla destra, Young non è riuscito a chiuderlo, il suo cross dal fondo era innocuo, solo che Handanovic si è fatto scappare la palla, Skriniar ha cincischiato e Ilic, piazzato a un metro, l’ha appena toccata e ha pareggiato. Con i suoi 19 anni e 281 giorni, Ivan Ilic è diventato il marcatore più giovane di questa . E’ stata la volta dell’ a ripartire e lo ha fatto con gli attacchi ripetuti di Hakimi, diventato innibile per Dimarco che, per fermarlo, ha preso il giallo. E’ bastato poco all’ per riprendere il risultato, sullo sviluppo di un calcio d’ano è arrivato il cross di Brozovic che Skriniar di testa, saltando più su di Tameze, ha girato in rete. Skriniar non segnava da 1.033 giorni. Solo a quel punto, mancavano 20′ alla fine, ha fatto il primo cambio con Vidal per l’inutile Perisic. Nel finale, con tanto spazio a disposizione, l’ ha sbagliato qualche buona occasione per chiuderla in anticipo.

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