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Confessione Pirlo: Carlo è un padre, ero Real ora Mls!

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di Antonella Làmole - “Se vinciamo la , potrei andare via”. Andrea Pirlo scuote la vigilia di Juve-Real subito dopo la conquista del quarto consecutivo! “La Juve sarà il mio ultimo club in , alzare la Coppa sarebbe il coronamento di un sogno, qualcosa di incredibile, il miglior modo per chiudere il mio ciclo qui a Torino. negli Stati Uniti? La Major League Soccer è una soluzione, ma per il momento non c’è nulla e ho in testa solo la Juve. Finché avrò voglia di allenarmi tutti i giorni, continuerò a giocare”.

CARLETTO. “Ancelotti per me è come un padre, mi ha cambiato la carriera reinventandomi davanti la difesa. Il nostro è un passato importante, abbiamo vissuto insieme momenti indimenticabili. Il Real Madrid è il più grande club del mondo, ma abbiamo il 50% di possibilità di passare il turno. Si può fare, dovremo essere accorti, ma spavaldi. Non abbiamo niente da perdere, allora andiamo con la testa libera a inseguire il nostro sogno. Ce la giocheremo alla pari, fino alla fine. È vero, nel 2006 avevo fatto già tutto col Real Madrid, mi voleva Capello. Alla fine decisi invece di rinnovare col Milan e in quella stagione vincemmo la . Sono felice della mia carriera, e non mi mancano Premier o altri campionati, ho vestito le maglie dei tre più grandi club ni”.

DA AD . “Nessuna sorpresa per me, quando abbiamo iniziato la stagione ci siamo guardati negli occhi e in tutti noi c’era la voglia di chiarire all’esterno quanto fosse forte il nostro gruppo. Volevamo dimostrare di essere veri e allo stesso tempo c’era il o di dare ragione alla società anche sulla scelta del tecnico. Siamo maturati molto in questi anni, l’esperienza inter è servita a tutta la squadra in generale. Nelle tre stagioni con ci mancava ancora qualcosa, forse non eravamo pronti, mentre quest’anno siamo cresciuti strada facendo, consapevoli di poter dire la nostra. Giochiamo un bel , senza paure o timori reverenziali. Non ho mai avuto problemi con mister . Quando stavo bene, ho sempre giocato, poi decisi di andare via dal Milan perché cercavo nuove motivazioni e sentivo la necessità di rimettermi in gioco. Nella Juve ho trovato emozioni e obiettivi in abbondanza, è stata la scelta giusta, perfetta”.

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