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Colombia-Uruguay, Fifa più dell’Onu: poveri o narcos?

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di Paolo Paoletti – Vigilia di Colombia , Blatter ci conferma ridicolo: non giocherà fino a metà ottobre, saltando anche partite di e più di 1 anno di ‘Celeste’ ma La Fifa non ha niente a che vedere col Fair Play in campo a fuori sventolato da Blatter. Chi corrompe per i Mondiali in Qa, dà stipendi a nero, pattuisce mazzette con i governi per i ‘lavori mondiali’ è uno sporco delinquente.

Blatter oggi si trova a scegliere tra i morsi di diventati subito simbolo della povertà uruguaja richiamata dal presidente Mujica e i narcotrafficanti colombiani. Vedremo da che parte sta la Fifa, organismo più potente dell’Onu perchè accoglie affiliati e rea più paesi dell’ Organizzazione delle Nazioni Unite.

Blatter ci fa specchio: se la Figc contasse di più come ai tempi di Artemio Franchi, Marchisio non sarebbe stato espulso e forse sì. Indipendentemente da ciò che era accaduto in campo. Lo sanno tutti, come tutti sappiamo che la che imperversa in Fifa è la stessa mentalità che tiene prigioniero il movimento calcistico no: che rimette in mostra tutto il repertorio delle schifezze italiche da alle dimisisoni di Prandelli e Abete.

Su la contraddizione in termini è clamorosa: si deve giudicare per qwuanto accaduto in campo, ma Blatter ammette che la commissione disciplinare che lo ha squalificato ha tenuto conto della storia di Luis, che ha già scontato con altrettante pene i due episodi analoghi sul morso a Chiellini.
Una squalifica azzera un errore o lo raddoppia?
Perchè accusare gli se, chi sta a tavolino e vede e rivede – si spera – più volte un filmato giudica sulla storia?

E’ come dire che i giocatori della Colombia devono pagare per gli affari dei narcos che finanziano anche la feder colombiana, utilizzando spesso calciatori per i loro traffici.

“Quello che ha fatto non è giusto”: il presidente della Fifa, Joseph Blatter, tiene la posizione sulla maxi squalifica dell’attaccante dell’. Blatter non ha commentato la sanzione direttamente ma ha insistito “io combatto per il fair play in campo e fuori, e che il giocatore ha non ha fatto una cosa giusta. La decisione è stata presa da 7 giudici indipendenti che hanno preso in considerazione anche la storia del giocatore”.

Luis dice il Maestro “ha commesso un errore, non è un crimine”. La difesa del Ct Oscar è un accusa a tutto il Sistema: “Lui ha fatto un fallo, una trasgressione della rea, non è un criminale”. per protesta contro la Fifa ha fatto un monologo di 15′ rifiutando la conferenza stampa con domande e risposte.

Morale. ha sbagliato, deve pagare. Pagherà forse più del dovuto, ma chi fa pagare ai padroni del tutto il marchio del pallone?

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