ULTIM'ORA

Clima, accordo storico. Obama: leadership Usa!

clima-hollande-e-un-accordo-che-vale-per-un-secolo-_318814e3-66dc-4ff4-a6f8-19775003dc75

di Cocò Parisienne - Via libera all’accordo sul clima dai delegati dei 195 Paesi più la Ue che a Parigi hanno partecipato alla XXI conferenza nazionale dell’Onu sui cambiamenti climatici.

Obama, accordo grazie a leadership Usa – “E’ enorme: quasi tutti i paesi del mondo hanno appena firmato per l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, grazie alla leadership americana”. Lo scrive su Twitter il presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Galletti, siamo nella storia, ha contribuito – “Siamo nella storia. E a questa storia ha contribuito anche l’, che sin dall’inizio con tutta l’Europa ha creduto nell’obiettivo ambiziosissimo di 1,5 gradi”. Così il ministro dell’Ambiente no, Gian Luca Galletti, commenta l’adozione dell’accordo Onu sul clima.

Renzi, passo avanti decisivo, protagonista – “L’accordo sul clima a Parigi è un passo in avanti decisivo. protagonista, oggi e domani”. Lo scrive il presidente del Consiglio Matteo Renzi, commentando su Twitter il risultato della Cop21.

Oxfam, accordo insufficiente per tutelare più poveri – L’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici “è insufficiente per tutelare i paesi piu’ poveri”. E’ il commento di Oxfam secondo cui “le conclusioni emerse non scongiurano l’innalzamento delle temperature di 3 gradi di qui al 2050″. L’accordo rappresenta “un significativo passo in avanti”, si legge in una nota, “ma non stanzia risorse finanziarie sufficienti per l’adattamento al cambiamento climatico per i Paesi in via di sviluppo. Nonostante gli impegni assunti per la prima volta da oltre 190 Paesi per salvare il clima, le conclusioni del vertice non appaiono perciò all’altezza delle ambizioni che erano state dichiarate nei discorsi di apertura da parte dei leader di tutto il mondo”. Secondo Oxfam “è fondamentale che i Governi ritornino al tavolo negoziale prima che l’accordo entri in vigore dal 2020 al fine di rafforzare gli impegni in termini di tagli alle emissioni e di finanziamenti per il clima”. L’accordo “riconosce che nei pmi cinque anni c’è bisogno di maggiori risorse da destinare alle comunità per adattarsi ai cambiamenti climatici, eppure non include alcun impegno concreto per permettere che queste risorse siano realmente stanziate”. Al momento, prosegue Oxfam, “non c’è nulla nell’accordo che dia gaa che gli attuali impegni di riduzione possano essere rafforzati prima che entrino in vigore. Ciò rende molto difficile mantenere l’aumento delle temperature al di sotto dei 2 gradi e pressoché impossibile evitare che il surriscaldamento globale superi 1,5 gradi”. Secondo le stime di Oxfam, quindi, alla luce del nuovo accordo, “i Paesi in via di sviluppo non vedono alcuna riduzione del rischio di dover far fronte entro il 2050 a costi che ammontano a circa 800 miliardi l’anno. Nota positiva nell’accordo è l’introduzione di una sezione ad hoc su perdite e danni causati dai cambiamenti climatici. Tuttavia l’esclusione della possibilità di individuare responsabilità dirette, desta preoccupazioni ed è un aspetto che necessita di essere ulteriormente esaminato”.

“Non tutte le richieste sono state soddisfatte” ma “saremo giudicati per un testo non per una parola, non per il lavoro di un giorno ma per un accordo che vale per un secolo”. Sono le parole del presidente francese Francois Hollande alla conferenza Onu sul clima prima della consegna ai delegati dell’ultimo testo per l’accordo che andrà votato. “E’ un accordo storico, il mondo trattiene il fiato e conta su tutti noi” ha detto visibilmente emozionato il ministro francese degli Eteri e presidente della cop21 Laurent Fabius in conclusione del messaggio. Lunghi applausi e sorrisi hanno scandito il discorso di Fabius e Hollande.

“Siamo oggi vicini alla fine del percorso, siamo arrivati ad un progetto di accordo ambizioso ed equilibrato, che riflette le posizioni delle parti” ha spiegato Fabius precisando che l’accordo sarà “giuridicamente vincolante”. Il progetto di decisione che accompagna l’accordo “prevede che i 100 miliardi di dollari all’anno da qui al 2020″ che devono essere mobilitati per il finanziamento climatico “sia una base di partenza, e che un nuovo obiettivo con un numero dovrà essere stabilito nel 2025″ ha aggiunto Fabius che in chiusura del suo vento davanti alla plenaria, ha citato Nelson Mandela: “Nessuno di noi agendo da solo può raggiungere il successo, il successo è portato da tutte le nostre mani riunite”. Il discorso è stato seguito da uno scrosciante applauso.

“Tutti gli sforzi devono ora trovare la loro conclusione”, a cosa saree servito tutto questo lavoro “se non sfociasse su un accordo universale, vincolante e diversificato. Siamo ora al momento decisivo” ha dichiarato Hollande rilevando che quello della Conferenza Onu sul Clima “può essere un messaggio di vita”, e “sono orgoglioso che sia inviato proprio da Parigi, che è stata colpita dalla morte un mese fa” ha sottolineato il presidente francese lanciando infine un appello: “Avete l’occasione di cambiare il mondo. Coglietela”. E’ un accordo “senza precedenti nella storia delle trattative anzionali sul clima”, ha rilevato.

“Siamo davanti a un testo storico”, “il traguardo è in vista, ora finiamo l’opera” ha affermato davanti alla plenaria della Conferenza Onu sul Clima il segretario generale Ban Ki-moon, aggiungendo che “è arrivato il momento di capire che gli essi nazionali sono preservati al meglio agendo nell’esse comune nazionale”. “Le soluzioni al cambiamento sono sul tavolo, sta a noi prenderle”, ha aggiunto osservando che “tutto il mondo ci guarda, e miliardi di persone fanno affidamento sulla vostra saggezza. Doiamo fare ciò che la scienza ci dice. Doiamo proteggere il Pianeta che ci ospita”.

Ecco i punti principali dell’accordo finale della Cop 21 e della decisione che lo accompagna.
* RISCALDAMENTO GLOBALE. L’articolo 2 dell’accordo fissa l’obiettivo di restare “ben al di sotto dei 2 gradi rispetto ai livelli pre-industriali”, con l’impegno a “portare avanti sforzi per limitare l’aumento di temperatura a 1,5 gradi”.
* OBIETTIVO A LUNGO TERMINE SULLE EMISSIONI. L’articolo 3 prevede che i Paesi “puntino a raggiungere il picco delle emissioni di serra il più presto possibile”, e proseguano “rapide riduzioni dopo quel momento” per arrivare a “un equio tra le emissioni da attività umane e le rimozioni di serra nella seconda metà di questo secolo”.
* IMPEGNI NAZIONALI E REVISIONE – In base all’articolo 4, tutti i Paesi “dovranno preparare, comunicare e mantenere” degli impegni definiti a livello nazionale, con revisioni reari che “rappresentino un progresso” rispetto agli impegni precedenti e “riflettano ambizioni più elevate possibile”. I paragraf e 24 della decisione sollecitano i Paesi che hanno presentato impegni al 2025 “a comunicare entro il 2020 un nuovo impegno, e a farlo poi rearmente ogni 5 anni”, e chiedono a già hanno un impegno al 2030 di “comunicarlo o aggiornarlo entro il 2020″. La prima verifica dell’applicazione degli impegni è fissata al 2023, i cicli successivi saranno quinquennali * LOSS AND DAMAGE – L’accordo prevede un articolo specifico, l’8, dedicato ai fondi destinati ai Paesi vulnerabili per affrontare i cambiamenti irreversibili a cui non è possibile adattarsi, basato sul meccanismo sottoscritto durante la Cop 19, a Varsavia, che “potree essere ampliato o rafforzato”. Il testo “riconosce l’importanza” di venti per “incrementare la comprensione, l’azione e il supporto”, ma non può essere usato, precisa il paragrafo 115 della decisione, come “base per alcuna responsabilità giuridica o compensazione”
* FINANZIAMENTI – L’articolo 9 chiede ai Paesi sviluppati di “fornire risorse finanziarie per assistere” quelli in via di sviluppo, “in continuazione dei loro olighi attuali”. Più in dettaglio, il paragrafo 115 della decisione “sollecita fortemente” questi Paesi a stabilire “una roadmap concreta per raggiungere l’obiettivo di fornire insieme 100 miliardi di dollari l’anno da qui al 2020″, con l’impegno ad aumentare “in modo significativo i fondi per l’adattamento” * TRASPARENZA – L’articolo 13 stabilisce che, per “creare una fiducia reciproca” e “promuovere l’implementazione” è stabilito “un sistema di trasparenza ampliato, con elementi di flessibilità che tengano conto delle diverse capacità”

Devi essere iscritto per commentare

Login

Leave a Reply