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City, Chelsea,Real e Psg si giocano la Champions: torneo per campioni veri!

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di Mary Bridge - Due inglesi, una francese ed una spagnola. Eliminate due squadre tedesche dalle semifinali di Champions! Forse è la fine di una grande ciclo che si ufficializzerò anche con l’addio del Citti della dopo gli , sostituito molto probabilmente da Flik.

Fuori l’, il, Portogallo almeno ha vissuto l’ebrezza di altri 180′ con il Porto, club di tradizione, 2 Champions vinte ma da anni convertitosi allo scouting e all’autogestione.

Il ritorno dei di Champions League ha confermato i risultati d’andata. Rilanciando la riflessione sulla formule per il successo. Come dice Pep Guardiolala Champions è il termometro di una stagione: va bene, tutti felici. Va male, tutto è in discussione. Sopratutto in er non è giusto così, visto che il inglese è quello più performante e competitivo per i giocatori.

Ma è ingiustamente così per le società ed i loro proprietari. Con una costante: a Parigi, Manchester e Londra casa , ci sono Sceicchi ed un mecenate russo. Madrid vive da sempre della partecipazione anche finanziaria dei soci, tanti, esigenti, dal palato fine. Quindi punto primo: bisogna avere molti soldi per vincere in . I soldi però non bastano. Nonostante lo Sceicco e l’esperienza di Guardiola per il City è solo la prima semifinale con proprietà araba. E nonostante uno degli allenatori migliori del mondo se non il migliore.

Parigi val bene una messa, ma nonostante tante opere di bene fatte, anche i parisien non hanno ancora vinto la Coppa con le orecchie. Ma stavolta nel doppio scontro con i campioni in carica del Bayern, è parsa evidente la forza tecnica della squadra zeppa di campioni da Neymar a Mbappè a Griezman, tanto per fare qualche nome. Quindi ai soldi, s’aggiunge l’elemento grandi campioni.

Infine il Madrid: nessun club ha vinto tante Coppe dei Campioni e proprio i blancos affermano che la Champions è torneo per soli grandi talenti. Fu così per il Anni Sessanta e le 5 Coppe vinte consecutivamente, è così per il ciclo di Zinendine Zodane che proporio in riesce ad ottenere il meglio dai suoi. Terzo elemento, la guida tecnica!

Si spiega così l’assenza delle ne dal che conta: fatturai insufficienti, pochi grandi campioni, tecnici non all’altezza. Ovviamente la Juve è e resta la più avanti di tutte nel competere a questi livelli, ma non ancora pronta per vincere, nonostante le due finali giocate con Allegri. Per le altre, Inter compresa, la distanza diventa incolmabile, pure se i nerazzurri hanno appena giocato e perso la finale di League, torneo di seconda fascia.

Per il Napoli, la Champions è infatti solo un’occasione per far soldi e per l’Atalanta una grande vetrina che fa impazzire Bergamo per qualche notte. Vedremo come sarà il più che probabile ritorno del Milan nell’ che conta. La ha fatto da comparsa.

Tutto come sempre? Non proprio. Qualche spunto nuovo arriva dai Millennial: tanti giocatori classe 2000 e più ancora, messisi in luce. Come Vinicius e Kean, Fabio Vieira e Knauff. Il migliore? Ancora Haaland, nonostante l’uscita contro il City!

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