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Ciao Milva, La Rossa della musica e del teatro: strascurata in Italia, onorata in tutta Europa!

MILVA

di Paolo Paoletti - Non mi è mai piaciuta, forse per  quella voce grave da contralto ed un melisma personalissimo, naturale, poi alimentato da approfondito studio. Devo riconoscere che col tempo Maria Ilvia da cui dipende il nome d’arte, diventò una artista rafnata, poliedrica, colta, impegnata. Cantante, attrice, personaggio e diva. Riguardando l’album di foto sue, simile a Julia Roberts…

Una favola per tutta la vita: poverissima no a punto di non poter andare a scuola, famiglia umile, no ad essere prete più accreditata di Bertold Brecht. Forgiata dalla sua forza d’animo, il talento naturale, l’uomo cui deve Maestro Giorgio.

Mio nonno, invece, Mino Campanino controllo voci della Radio la tenne a battesimo con il programma ‘Sul Mare Luccica’ all’epoca EIAR Ente Italiano Audizioni Radiofoniche a Napoli, la più prossima tra le sedi di Palazzo Singer meravigliosa realizzazione Art Decò nel centro storico di . Mino, ripassatore d’opere inarrivabile, la preferiva a tutte le grandi voci degli Anni Sessanta, con Iva Za, ritenute più su di Mina e Vanoni.

Fu la Pantera di Goro, Jannacci scrisse La Rossa ispirata dai suoi capelli, Battiato il compagno più col-legato artisticamente. Giorgio Streler vero mentore. Milva ha il record di album incisi 173 e di partecipazioni a , 14 come Peppino di Capri; entrambi raggiunti successivamente indegnamente da Cotugno. Non per Toto, ognuno ha la sua , ma per il decadentismo della Musica italiana

Piazzolla gli entrava nella carne, Berio la portò alla Scala in un recital memorabile. Milva è stato in palscoscenico. Molto meno nella vita, dagli amori difcili e devastanti.

E’ morta a , malata da tempo. Aveva 81 anni. Sarà allestita nel foyer del Piccolo Teatro Strehler, martedì 27 aprile, dalle 9.30 alle 13.30, la camera ardente per l’artista che viveva a con la segretaria Edith e la glia Martina, critica d’arte.

I funerali seguiranno in forma strettamente privata.

“Con Milva scompare una protagonista della musica italiana”: così il presidente della Reblica Sergio Mattarella ha reso omaggio alla cantante deceduta ieri con un messaggio sull’account twitter del Quirinale. Il Capo dello Stato l’ha denita “una prete colta, sensibile e versatile, molto apprezzata in Italia e all’estero”. “Esprimo i di cordoglio e vinza – ha aggiunto – alla famiglia.”"Milva è stata una delle preti più intense della canzone italiana. La sua voce ha suscitato profonde emozioni in e generazioni. Una grande italiana, un’artista che, partita dalla sua amata terra, ha calcato i palcoscenici nazionali, rendendo globale il suo successo e portando alto il nome del suo Paese. Addio alla pantera di Goro”. Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ricorda Milva nel giorno della sua scomparsa.

‘La Rossa’ per il colore scintillante della sua chioma ha calcato i palcoscenici di il mondo realizzando più di sessanta album. Nata a Goro, in Emilia gna, il 17 luglio 1939.

Nel 2010, dopo aver blicato il terzo album immediatamente nella top 20 dei dischi più venduti in Italia, scritto e prodotto per lei da Franco Battiato ‘Non conosco nessun Patrizio ‘ dopo Milva e dintorni del 1982 e Svegliando l’amante che dorme del 1989,  aveva annunciato l’addio alle scene, dopo mezzo secolo di palcoscenico.

La Pantera di Goro, si è spenta nella sua casa dove viveva con Edith, data segretaria, e la glia Martina Corgnati, critica d’arte nata dalla con il produttore discograco Maurizio Corgnati.

In forma riservatissima l’ultimo saluto.

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