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Ciao Alfredo ‘ìntrepido’ narratore di sport e di vita: elegante, competente, come non ne esistono più!

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di Paolo Paoletti - Appuntamento fisso, ore 22 la domenica sera: imperdibile, davanti la tivvù ancora in bianco e nero, quando lo sport era sport, il una passione irrefrenabile, raccontarlo un privilegio. Dalle notti senza nuvole di co 70, alle mattinate sula neve delle montagne più azzurre della valanga na!

Era del ’24 e vivere diffi!
E’ stato un grande sta: elegante, competente, un pezzo di della na che contava; quando lo sport entrava nelle case con discrezione e i presentatori erano compunti, con giacca abbottonata e cravatta sempre in tinta.

Alfredo Pigna se ne è andato… fisicamente, non nei miei ricordi. Indelebili!
Volto storico della ‘Domenica Sportiva’ tra gli anni 60 e 70 e cantore della ‘Valanga azzurra’ di Gustav Thoeni e Pierino Gros e poi Alberto Tomba, sin dall’87, con le indimenticabili discese ai giochi di Calgary del 1988 e il doppio bolognese.

Napoletano, laureato in legge, per mantenersi da ragazzo aveva fatto anche lo scaricatore di e l’autista di camion nella Napoli occupata dalle truppe Alleate, per poi di cercare il suo destino nella carta stampata della Milano in ricostruzione (1950) a ‘Milano sera’ poi al ‘Corriere della Sera’ fino a dirigere dal 1965 al 1969, “Tribuna Illustrata”.

Era colto, poliedrico, curioso, amico di scrittori e registi, pronto a sperimentare territori professionali sconosciuti.
Scrisse “Miliardari in borghese”, dedicato ai capitani d’industria ni, co-sceneggiatore, con l’amico Buzzati, del film “Il fischio al naso”, con Ugo Tognazzi.

Legò con moltissimi campioni degli anni ’70, da Adriano Panatta a Pietro Mennea il quale gli confidò che la sua vittoria più bella era aver contribuito a trovare un posto di lav a suo padre.
Da inviato del Tg1 e del pool sportivo accese le telecronache di sci, sua grande passione, prima afncando Guido Oddo, poi voce principale.

Tutti lo ricordano alla conduzione della “Domenica Sportiva”, dal 1970 al 1974, anni in cui il stava entrando nelle case di tutti gli ni.
La sua DS raggiunse 9 milioni e 500mila spettatori, con un clamso incremento di 4 milioni rispetto all’anno precedente.
Quel periodo si segnalò per le molte novità volute da Pigna sopratutto più spazio agli sport considerati “minori”.

Decise poi che lo studio doveva somigliare ad una redazione, volle i primi sti nel ruolo di opinionisti, impose ai dirigenti RAI di “far vedere” la , portandola in studio.
Fu con lui che la diventò familiare, grazie anche ad uno staff di prim’ordine: Pizzul, Sassi, Vitaletti, Beppe Viola, Alberto Giubilo, Adriano De Zan, Aldo Giordani, Paolo Rosi. Altra gente prima che grandi sti! Professionisti scomparsi all’orizzonte del smo!

Pigna fu richiamato a condurre la Domenica Sportiva dal settembre 1982 al gennaio 1985 e dal settembre 1985 fino al maggio 1986 in tandem con Tito Stagno.

In 25 anni di RAI non ebbe mai un ufficio e nemmeno una scrivania personale scrivania.
Andava in RAI per trasmettere in diretta o montare alla i servizi richiesti.

Per anni aveva vissuto su una barca ristrutturata, con la moglie Liliana (spostata nel 1953 e deceduta nel 2013 dopo 60 anni di matrimonio) e per un po’ con i figli, Cinzia e Corrado, per poi ritirarsi in Toscana.

Aveva chiamato quel vecchio peschereccio “Intrepido”, perché in fondo era così il suo carattere, quello di un uomo curioso del mondo e pronto ad andare ovunque per scoprirne qualche segreto.

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