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Cesare anno horribilis: tra Brasile e Turchia, 2014 da dimenticare.

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di Chiara Benigni - Chi lo avrebbe detto 12 mesi fa che sarebbe andata cosi? Il 2014 di Cesare Prandelli è l’anno da dimenticare.
Un crollo tra Mondiale brasiliano e Galatasaray, diventato suo malgrado simbolo meno dello no.
Eppure appena un annoi fa a fine 2013, attendeva un anno nuovo da protagonista, Cittì salva-: qualificazione brillante, ottima Confederations Cup, ben accreditata per i Mondiali, gioco propositivo anche nella finale di Euro 2012, persa contro la Spagna.

Il destino roseo è diventato nero in pochi mesi: einazione dell’ al primo turno come 4 anni prima in Sudafrica con Lippi. Il di Godin a scoprire tutti i mali già emersi con la Cosica. La personalità del Cittì non aveva mai inciso, sbagliata si era rivelata la scelta del ritiro ‘tropicale’ a Mangaratiba, e incerta pure si era dimostrata anche la sua conduzione tecnica, con la convocazione a sorpresa di Cassano, nonostante il barese non si fosse mai ‘preso, fin dai tempi della Roma, con Prandelli, e poi con il tira e molla del ct su .

Tante polemiche, anche per la scelta, fatta immediatamente dopo essersi dimesso da tecnico azzurro, di accete l’offerta del Galatasaray (ambiente sempre molto ‘caldo’) in cerca di un riscatto poi rivelatosi obiettivo irraggiungibile a causa di una situazione socieia parzialmente com e quindi senza la possibilità di fare gli investimenti che erano stati pro. Così alla guida dei giallssi di Istanbul Prandelli ha messo insieme, in partite ufficiali, 6 vittorie, 2 pareggi e 8 sconfitte in 16 match. Metà degli incontri, quindi, sono finiti con un Ko. Proprio come i sei mesi del suo 2014 azzurro, con 3 match persi su 6 uscite amichevoli comprese. Unico successo l’illusorio 2-1 sull’Inghilterra al Mondiale. Dimissioni da casa dopo il falento in Brasile, poi esonero in Turchia: è lecito pensare che Prandelli farà fatica a rilanciarsi dopo un 2014 così

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