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Caso Napoli 2. ‘Rafa non adatto in A’, basta Prof.

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di Paolo Paoletti – Eccola una prima verità: “Benitez non è idoneo al campionato italiano. E’ un fine tecnico, ma non sa dare alla squadra anima e spirito di gruppo”. Non serviva la zingara per dire una cosa che è sotto gli occhi di tutti: Rafa non ha il temperamento giusto per la serie A.
Se lo dice Pandev che ha provato la differenza tra Mou e lo spagnolo all’Inter non c’è possibilità di errore se la riprova arriva dal confronto tra Mazzarri e Benitez.

Carlo Pallavicino, agente di Goran Pandev passato nei giorni scorsi al di Cesare Prandelli, spiega.
“L’arrivo di Benitez al posto di Mazzarri ha penalizzato Goran. Ai margini e senza carica emotiva si è espresso sottotono rispetto al suo valore tecnico e umano”.

Il procuratore ha svelato un retroscena sul trasferimento del macedone dall’Inter al Napoli: “Pandev si tolse dei soldi per venire a Napoli, sotto mio consiglio e insistenza. Ero sicuro che la piazza partenopea gli avrebbe dato calore e soddisfazioni. Così è stato”.

Almeno fino a Rafa Benitez al quale Pandev era legato per uno dei momenti più belli della carriera di Pandev.
Era Benitez l’allenatore dell’Inter che vinse il Club contro il Mazembe a dicembre “010: Goran giocò dall’inizio la finale contro gli africani e fu lui a segnare la prima rete dell’incontro vinto dai nerazzurri 3-0.

Quel ricordo ha mitigato i primi rapporti a Napoli, esplosi nel finale di stagione da marzo in poi quando Pandev non ha più giocato.
Quale che sia il motivo che spinge Pandev a bocciare Benitez poco importa: è vero che un professore è sempre perdente contro un guerriero del .
Lo sono Mouurinho e proporzionalmente Mazzarri. Rafa non lo è, paga dazio, e pagano anche le sue squadre italiane.

Pandev non è l’unico a ridimensionare Benitez. Lo ha fatto Berhami, che ha chiesto di andarsene proprio per incompatiblità col tecnico spagnolo. Sono sull’orlo di una crisi di nervi anche Callejon e Insigne.

Altro dato certo per svelare Benitez è l’involuzione di Hamsik, esaltato dal contropiede mazzarriano.
Marek era già andato in crisi con l’allenatore toscano, ma Benitez lo ha definitivamente distrutto che non trova collocazione tattica nel tridente alle spalle di Higuain. Peraltro non pungolato dalla modalità compassata dell’allenatore.

Benitez è arrivato a Napoli messo alla porta da Abramovich, che dopo un anno e nonostante l’ League pregò di tornare al Chelsea.
Il ritorno in serie A portò con sè l’anelito di rivincita per il traumatico licenziamento di Moratti e tutte le perplessità per quell’avventura finita così male, appena al Panettone.

De Laurentis di Rafa ne ha fatto giocoforza una bandiera, sventolando il curriculum internazionale dello spagnolo con il quale giorno dopo giorno il rapporto è andato sempre peggio.

Prima i mancati acquisti del primo anno, giustificati con l’inatteso addio di Mazzarri.
Poi i problemi con Castelvolurno che già Donadoni subì: Rafa ha messo mano al centro di allenamento nel comune a più alto tasso di malavita d’Italia, ma si è fermato lì.
Di Top Player nemmeno l’ombra nonostante un terzo posto peggiore del secondo del predecessore e gli ovvi paralleli mitigati dalla cattiva stagione dell’Inter.

A giugno Benitez mise sull’avviso De Laurentis: acquisi seri o addio. DeLa frodò tutti annunciando che avrebbe fatto la squadra .
Mascherano, Skertl o Agger, poi ancora Gonalons o Lucas Leiva. Infine Fellaini. Tutti bluff. Che Benitez ha preso malissimo ed ancor peggio la conferma di Del Bosque alla Roja più vincente della storia, di cui è il naturale e scontato successore.

Proprio Del Bosque costringe Benitez a restare al Napoli. Ma con lo stomaco in mano.
Da signore qual è, mai una parola contro De Laurentis, mai una levata di testa per i bluff di mercato.
E’ Benitez però che deve dire no a Cellejon corteggiato dall’Atletico di Madrid, così come ha tenuto fuori rosa Zuniga, per ordine del cinepresidente boigottaggio ai Mondiali brasiliani del colombiano per il ricatto-contratto a 3.5mln e l’operazione al ginocchio subito dopo.

Benitez ha sempre perso la sfida di mercato: nel secondo anno peggio che nel primo, quando solo l’adoperarsi del manager Quillon, consentì di ottenere Reina, Callejon, Albiol, Higuain. Mertens…era stato preso da Riccardino Bigon.
Callejon e Higuain ora sono le vere spine: accusano il tecnico di aver fatto promesse vuote. Si aspettavano la squadra-, sono fuori anche dalla Champions.

Al Napoli è stata un’estate di agonia alla ricerca di un mediano di qualità. Profilo cui sono stati abbinati cento nomi. Mascherano superichiesto da Benitez e distrutto pubblicamente da De Laurentis. Prima e dopo Maxime Gonalons, che ha snobbato ufficialmente il Napoli e le telefonate di Bigon.
Poi lo spagnolo Javi che dal Manchester City è finito allo Zenit .
Quindi Sandro passato dal Tottenham al QPR, Lucas Leiva e Kramer rimasti a Liverpool e Bo Monchengladbach.
Infine Marouane Fellaini. Quante bugie che hanno reso complice Benitez.

Ci hanno raccontato che Fellaini era ad un passo dal Napoli, centrocampista in grado di cambiare faccia agli azzurri. Menzogne.
Su questa bugia Benitez ha perso la faccia… “per Fellaini la settimana prossima sarà molto importante” disse Rafa il 2 agosto.
Susseguirono il sorteggio dei Champions League contro l’Athletic Bilbao, la clamorosa eliminazione, il no del giocatore che non era mai stato un sì.

A Napoli è rimasto Gargano, raggiunto da De Guzman e David Lopez. Non certo i colpi top, sognati da Benitez.

Il referente resta Rafa, che non ha più parole per spiegare l’immobilismo del Napoli.
Non ci sono soldi? Il club non ha chiuso l’ennesimo o in attivo, ed è tra i più virtuosi della serie A.
De Laurentis a giugno aveva una capacità di spesa di 100 milioni: 23 di utile, 40 di plus valenze, 40 di margine di indebitamento.
Non ha fatto un-acquisto-uno che rinforzasse la squadra.

E l’Estate Terribilis di Benitez ha già stracciato l’opzione per il terzo anno, avendo avvisato che chiuderà a giugno.
Come lui Higuain e Callejon.
Al Napoli resteranno i vari Koulibaly, Lopez (scuderia Quillon), De Guzman, Michu prestito che ha fruttato gli 11 milioni incassati per Fernandez.
Un disastro, firmato anche Rafa Benitez.
Cuore troppo freddo per Napoli e per l’Italia, ma giusto parafulmine per De Laurentis che ne tesse pubblicamente le lodi scansando l’ira dei tifosi.
Quest’è!

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