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Sileri-Spatafora: ok al calcio falso e pericoloso, dimettetevi!

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di Paolo Paoletti - Spatafora, ministro dello sport, dice che questo campionato è una sperimentazione… Ridicolo, non si sperimenta sulla pelle della gente! Perchè non lo ha detto prima?

La dichiarazione di Sileri, viceministro della Salute, invece, lascia sbigottiti! Afferma con forza: “gli aracci nel vanno vietati. E’ importante mantenere le distanze…”. Giustissimo, ma Sileri sa che il è sport di contatto?
Ora tutti scoprono che il campionato non doveva cominciare, che mettere in quqrantena solo chi è positivo non serve a niente, che l’aroganza del pallone e la supponenza di chi accetta il ricatto del gradimento mediatico fa danno proprio alla salute.

Speranza, Sileri, Spatafora e company dovreero dimettersi. E il Cts dovree fare ammenda e ordinare di stoppare , come non ha saputo resistere alle pressioni del a sua volta sotto assedio di giornali, , Lega e Figc!

Insomma uno schifo vergognoso! Anche perchè il campionato è falso e tutti lo hanno voluto cosi falsato…

Oggi in Confindustria hanno fatto gara nel dire che la sfida della ripartenza dell’ va giocata insieme. Tutti insieme!
Caro , perchè il fa e può fare mondo a sè?
Quando in un calciatore sarà come un qualsiasi cittadino ed un clunb calcistico come una qualsiasi azienda, poyremo dire di essere un paese civile, capace di affrontare il .

non sprechi la fiducia che molti ni ripongono in lui. Speranza e Spatafora pensino agli ni, non ai calciatori dei club di , peraltro solo di . Diversamente è giusto che non siamo Ministri della Repulica!!!

Ecco le dichiarazioni di Sileri e dell’infettivologo Bassetti.

venuto a Un Giorno da Pecora su Rai Radio 1 per commentare i casi di coronavirus in : “Se da un positivo nella squadra sono diventati 14 vuol dire che il virus è circolato, che non sono state mantenute le distanze. Se ci fossero altri casi nel Napoli io direi che la cosa migliore saree fermarsi almeno per 7 giorni”

“Gli aracci e l’esultanza in campo dovreero essere vietati”. Parola del viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, venuto a Un Giorno da Pecora su Rai Radio 1 per commentare il focolaio di coronavirus che ha colpito la squadra del Genoa, con 14 positivi tra calciatori e staff. “Stop al campionato? Non siamo ancora in queste condizioni”, ha spiegato il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. Preoccupa però quale potree essere la situazione del Napoli, che contro il Genoa ha giocato (e vinto 6 a 0) domenica. Il rischio è che possano esserci nuovi contagi tra i partenopei. “Se ci fossero altri casi nel Napoli io, da medico e non da viceministro, direi che la cosa migliore saree fermarsi almeno per 7 giorni. Ci dovremmo comportare come ci comportiamo con i focolai“, ha detto Sileri.

Secondo il viceministro, anche all’no della stessa squadra “la distanza deve comunque essere mantenuta”. Il Genoa ha scoperto il primo contagio venerdì, quando Mattia Perin è risultato positivo al tampone. “Se da un positivo nella squadra sono diventati 14 vuol dire che il virus è circolato, che non sono state mantenute le distanze. Se aiamo un tampone negativo non doiamo pensare di essere invincibili. Continuare a mantenere le distanze è fondamentale”, ha spiegato Sileri su Rai Radio 1.

Il viceministro inoltre ha aggiunto: “Se c’è una squadra con 14 persone positive, disputare una partita è quasi impossibile. Ora il Napoli deve fare i tamponi ma con una certa tempistica, bisogna aspettare un certo periodo di incubazione che è di 4-6 giorni. Devono andare in quarantena i giocatori che hanno avuto dei contatti stretti, non tutti, ma quelli che sono stati vicini sì”. A proposito dei tamponi, Sileri ha sottolineato che “in alcuni casi sono sopravvalutati, perché è la tempistica dei tamponi che è importante. Non è detto che nella fase di incubazione del virus si risulta positivi al tampone”. E ha concluso: “L’esperienza del Genoa ci insegna che l’uso del tampone andree reamentato. La quarantena resta il d standard. Bassetti ha ragione a dire che i tamponi fatti così sono vani. I tamponi devono essere guidati da azioni mediche appropriate”.

Il riferimento è a quanto detto da Matteo Bassetti, ordinario di Malattie Infettive all’Università degli Studi di Genova: “Si pone un problema sull’uso dei tamponi, aiamo affidato molto a questa metodica dimenticandoci di fare i medici e vedere i segni clinici della malattia”, ha detto Bassetti all’Adnkronos. “L’esame con i tamponi è tranne che perfetto, si può essere negativi, ma dopo poche ore si può essere positivi. Il tampone deve essere governato dalla clinica perché altrimenti si danno ‘patenti’ di negatività troppo facilmente”, ha spiegato Bassetti.

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