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Caro Benitz, te lo spiego io il turnover!

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di Paolo Paoletti - Caro R, la gag con i giornalisti sul turnover è atto di supponenza. Perché prendersela con Walter De Maggio e Antonio Giordano?
E come se qualcuno di noi ti avesse chiesto cos’è una ‘ribattuta’ e come si fa!
Che si pretenda dai media di conoscere cosa racconta è sacrosanto; ma ognuno ha ciò che si merita…e se s’impone una critica accondiscendente, è possibile che cresca ‘ignorante’.

Rotazione, avvicendamento, anche perdita del controllo di palla…. Il termine turnover intende vari significati.
La biologia, ci offre la metafora utile alla comprensione: “ciclo di utilizzo di un determinato elemento chimico da parte delle varie componenti di un ecosistema”.
Ecco, la prima cosa da sapere e da dire è che una squadra di calcio è un ecosistema. Quindi un composto di chimica gestibile soltanto di esperto di psicologia del cambiamento e programmazione motivazionale. Capace di declinare qualità comunicative, renali, empatiche a secondo dei giocatori a disposizione. Non esiste cioè una formula valida sempre. Serve duttilità, sensibilità, flessibilità.
Si capisce?

Negli di squadra, il turnover è convenzionalmente la rotazione strategica degli atleti al fine di evie affaticamenti e squalifiche.
Quindi diffi da giustificare dopo 3 settimane di attività.

Anche l’ambito economico, particolarmente caro a De Laurentis, ci è utile…
1. Ricambio del personale, in inglese staff turnover o labour turnover: i giocatori sono il personale più qualificato dei ;
2. Perdita della clientela, in inglese customer turnover che studia l’analisi del tasso di perdita della clientela: il ha perso 20mila in 4 giorni dal Chievo allo Sparta Praga;
3. Rotazione delle scorte, in inglese inveny turnover: questo non ha scorte, il cui concetto regge sulla qualità. Se mi è finito l’olio e uso acqua per friggere, che porterò in tavola?

La risposta alla tua affermazione-domanda: “non conosco il turnover, cos’è…” è il modo intelligente di gestire un gruppo di giocatori per affiali, motivarli, farli rendere al massimo.
A Udine questo non è accaduto: non c’era affiatamento, zero motivazione, resa insufficiente all’insieme.

Il glossario calcistico definisce così il turnover: rotazione strategica degli elementi della squadra tra le varie partite al fine di dosare le forze e limie gli affaticamenti degli atleti oppure evie ai diffidati squalifiche per successive partite più importanti. Viene spesso utilizzato nel caso in cui si giochino partite troppo ravvicinate l’una dall’altra.

Quindi non stiamo parlando di turnover perché tempi e modi di Udine non coincidono con l’idea-concetto.
E se a Udine non è stato turnover, come vogliamo definire la formazione mandata in campo?

Un bisogno per l’indisponibilità di alcuni, vedi Inler? La necessità di vedere all’opera i nuovi, vedi David Lopez e Michu?
In ogni caso, caro R hai sbagliato: il risultato è stato opposto perché i nuovi hanno sbagliato tutti gara, la squadra non aveva punti di riferimento, è parso evidente che la rosa è ancora una volta disomogenea per qualità di singoli.

Perché non diciamo la ?
Hai voluto dimostrare che servivano i giocatori che De Laurentis non ha comprato. Una vendetta per le figuracce di , dove ti sei esposto e poi sbugiardato dai fatti.
Una mossa arrogante di chi crede di poter impaurire per poi recuperare.
Sappi e rammenta che ‘un capo’ ha sempre torto per gli errori degli altri e lascia sempre agli altri i meriti anche suoi.

E attenzione…De Laurentis ti ha già scavato la fossa dicendo a mezzo mondo che decidi tu.
L’altra metà, invece, ti chiede un rigurgito di orgoglio!

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