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Caos calcio: stop totale fino al 17.04, ultimatum Serie A!

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di Romana Collina - E’ atteso tra oggi e domani un nuovo Dpcm, per far chiarezza sullo allo in Italia: è prevista una prga per altre due settimane, si passerà così dal 3 aprile al 17. Con in mezzo la Pasqua. ​Scongiurato, per il momento, il blocco fino a fine aprile, del quale aveva parlato ieri il ministro dello Vincenzo Spadafora.

ULTIMATUM. Secondo il Cor, la Serie A vuole sapere tutto entro il 12 di aprile, domenica di Pasqua!
Chiede una decisione definitiva sulle sorti del . Se si registrerà un calo significativo dei contagi, si valuterà di ripartire. Diversamente, prenderà corpo l’ipotesi di chiudere la stagione.

NO TAGLI. Slitta intanto l’appuntamento fra Lega di A e l’Assocalciatori per discutere degli stipendi. La Lega Serie A presenterà un piano collettivo di sospensione dei pagamenti. La conference call prevista alle 19 è stata rinviata perché altre riunioni precedenti di entrambe le parti sono durate più del previsto.

. Il presidente Gravina insiste: “La priorità è terminare i campionati entro l’estate, senza compromettere la stagione 2020-21″. “La priorità è terminare i campionati entro l’estate, senza compromettere la stagione 2020-21 – ribadisce Gravina ai microfoni di Radio Cusano Campus -. Non possiamo permetterci un’estate piena di contenziosi sul profilo procedurale e legale. Vincenzo Spadafora ha detto che proporrà il blocco delle attività ive fino alla fine di aprile compresi gli allenamenti, ma aspetterei la decisione del Consiglio dei ministri”. “Certo, è un messaggio che richiede alcune riflessioni – ammette il presidente della federcalcio -: la prima riguarda il momento di grande difficoltà che stiamo vivendo e che sta cambiando i nostri modelli di vita. I nostri campionati sicuramente non riprenderanno prima di maggio, questo era uno scenario che avevamo già ipotizzato”.

A tre settimane da Juve-Inter che resterà nella memoria spartiacque tra un calcio ed un altro che arroverà, padroni e attori del pallone si affrontano sul futuro pieno di incognite. Niente da fare per il 3 maggio, il ministro Spatafora blocca tutto, allenamenti compresi… voleva addirittura fino al 30 aprile.
Decisione forte in vista dell’incontro tra Lega di Serie A e Aic.

Tommani presidente AIC dice: “Sul tavolo avremo un elemento in più rispetto alle scorse settimane perchè dopo le parole di Spadafora la preoccupazione che si chiudano qui i campionati c’è. Occorre dunque porsi il problema della chiusura della stagione da un punto di vista ivo, dei contratti, insomma formale”.

Nel vuoto rischiano di precipitare le società: chiedono aiuto al Governo e vogliono tagliare gli stipendi dei giocatori. La strada è stata aperta dalla Juve trovando un sostanzioso accordo con i suoi e staff. Gabriele Gravina, lo ha definito “un esempio per tutto il sistema”.
“Unità e solidarietà – ha continuato – sono la prima grande risposta all’emergenza, che rischia di essere ancor più grave se non si tornasse a giocare”.

L’accordo di Torino trova positiva anche l’Aic: “Sul taglio degli stipendi cerchiamo se possibile una soluzione – svela Tommasi – La Juve è andata avanti ma non ci ha colto di sorpresa, sapevamo tutto e non ci sentiamo delegittimati (tra l’altro Chiellini è nostro consigliere): se l hanno trovato un accordo va bene così”.

“Il calcio può uscire dalla crisi se si prendono misure nell’interesse di tutti”, richiama Cosimo Sibilia, vicepresidente vicario della e presidente dei Dilettanti, base della pide calcio.
Da Spadafora, per tutto lo dilettantistico, c’è la di 400 milioni di aiuti, e Sibilia “prende atto con soddisne, in attesa dei gesti concreti”.

Meno tenera con Spatafora è la Lega di A contro la dichiarazione del ministro: “lo non è solo il calcio e il calcio non è solo la Serie A”.

“Non è il momento di fare polemiche e demagogia – replica Paolo Dal Pino, presidente della Lega di A – La Serie A da sempre svolge un ruolo di locomotiva del comparto, producendo direttamente ogni anno circa tre miliardi di ricavi e generando un indotto di otto, oltre a un miliardo di contribuzione”.

Altri attori, come gli arbitri, aspettano, ma prima di ripartire vogliono gae. “Nella drammaticità del momento continuiamo a lavorare sulla ripartenza, ma il quando non dipende da noi – ha dichiarato il l presidente, Marcello Nicchi – Siamo pronti a riaccendere il motore ma certo non possiamo mandare gli arbitri allo sbaraglio a rischiare la vita”.

Ha più fretta di riprendere la stagione e la sua corsa verso la serie A Pippo Inzaghi, allenatore del Benevento dominatore della serie B. “Quando tutto finirà vogliamo ricominciare a giocare: sarebbe la cosa più giusta – ha dichiarato -. I campionati vanno terminati. Sarebbe la soluzione migliore per evitare equivoci e danni”.

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