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Cannavaro svela: tra 2 anni a Napoli con Fabio.

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di Rosa della Morte - Eccola quà la del Napoli, spiattellata da Paolo Cannavaro. Ha atteso di perdere proprio col Napoli per dire . Una che scotta e condanna De Lauremtis e .

“Sognavo di chiudere nel Napoli, non è stato possibile. Le cose sono cambiate di colpo. È stato come andare via da casa, come quando da piccolo mi diedero al Parma”. I tifosi azzurri hanno invocato il suo nome alla fine a Reggio Emilia. Lui ha fatto ciao con la mano, baciato i bimbi a bordocampo, raccolto le sciarpe che volavano sul prato come farfalle… a terra, ha rialzato la sua storia….”E inghiottito lacrime, quando Marek mi ha regalato la sua maglia”.

È stata dura pure questa volta?
“Ma come si fa? Il Napoli è la mia squadra, quella maglia è la mia pelle: proprio non riesco a giocarci contro come se fosse un avversario. Mi viene malinconia”. E si è visto: Sassuolo-Napoli non è stata una partita.

Napoli in difficoltà, perchè?
“Il problema è un altro: a furia di dire che questo Napoli è malato, il Napoli si ammala sul serio. Troppo malnto, troppi musi lunghi: la squadra lo percepisce, mica vive sulla luna”.

Prima di Sassuolo 4 punti in 5 gare. Cosa rimprovera all’ambiente?
“Che non bisogna fasciarsi la testa, le sentenze non si fanno dopo poche giornate di . Tirano anche 30 volte in una partita: questo vuol dire che stiamo bene…”.

Cannavaro, continua a usare il noi… gioca a Sassuolo, ma la testa è al Napoli.
“Anche qui lo sanno che il Napoli è il Napoli dove ho imparato a ridere e a piangere. Non posso fingere, non ci riesco”.

Ce l’ha con o con De Laurentiis?
“Con nessuno dei due. Le storie finiscono e alla fine accetti . Solo ti chiedi il perché ma dopo tante volte che non trovi una risposta, decidi che è il caso di non chiedertelo più”.

Rafa lo ha incontrato domenica?
“Sì, siamo stati a parlare per qualche minuto. Gli ho detto che dobbiamo vincere lo ”.

E lui che le ha risposto?
“Mi ha sorriso. E’ uno bravo e non deve arrendersi. Bisogna credere sempre nel lavoro e difendere le proprie convinzioni, specialmente nei momenti più difficili”.

Cosa non è mai riuscito a dire a Rafa?
“Che doveva darmi una possibilità vera per dimostrare il mio valore. Quelle che ho avuto non lo erano”.

Crede nello del Napoli?
“Certo. Ho anche minacciato Callejon…”.

Ma e ntus?
“Se si vede la classifica dello scorso anno, è una sfida impossibile. Ma il Napoli è una squadra di campioni, di esperienza e background. La delusione europea sarà smaltita presto, senza contraccolpi. Vedrete, io li conosco bene”.

Cosa le manca di più di Napoli?
“La passione. Ho accompagnato Manuel a scuola l’altro giorno. Ha dodici anni, è la prima volta che succede. Vivere lontano da Napoli mi consente di stare più dentro la mia famiglia”.

Di questo Napoli c’è poco del suo Napoli?
“Non è vero. C’è Callejon, un ragazzo d’oro che ogni volta che vengo giù vado a prendere e porto con me a cena. C’è Insigne, Maggio, Britos… Però anche tanti volti nuovi, persino troppi”.

Ora ciao diplomazia…
“Noi siamo arrivati secondi due anni fa. Cannavaro può anche andare via ma che esigenza c’è di cambiare e tutti? I gruppi vincono con innesti di due o tre campioni ogni stagione. Invece a Napoli è stata cancellato un gruppo che aveva raggiunto risultati fantastici”.

Deluso da De Laurentiis?
“No. La domanda è giusta però niente delusione. Sono uno sportivo a lui devo tanto e lo ringrazio ancora”.

Che cosa paga il Napoli?
“La ferita di Bilbao è ancora aperta. La delusione di non fare la , l’umiliazione di giocare il giovedì pensando che il vero spettacolo va in scena la sera prima. Una tortura”.

Come se ne esce?
“Vincendo. Non bastano le chiacchiere di o i proclami della società. Serve che i giocatori vincano, solo così al San Paolo torna l’entusiasmo”.

cosa ha?
“È la più forte mezz’ala che c’è in Europa. Negli inserimenti da dietro è il top: spalle alla porta non sa giocare e deve imparare a farlo”.

Cannavaro, è duro giocare a Napoli da napoletano?
“Insigne è stato massacrato. Ci sono passato anche io. I fischi non li comprendo, ma neppure il suo gesto è stato bello”.

Esprima un o?
“Tra due anni, quando finisco a Sassuolo, Fabio allenatore e io suo vice nel Napoli”.

E andreste d’accordo?
“D’accordissimo. Lui è un fenomeno anche in panchina”.

Ma questo non è un sogno.

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