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INTER TEST FUGA, ROMA PERDE SVILAR. LAZIO OLTRE, MILAN INDIETRO, JUVE SUEGIU’, NAPOLI DA RIFARE! COMO STUDIA.

Il calendario favorisce Chivu, Gasperini deve proteggere Gollini senza snaturarsi. La Lazio ha un vantaggio nascosto; Napoli, Juve e Milan pagano problemi diversi.

La classifica mette Inter, Roma e Lazio sullo stesso gradino. Il calendario
e l’infermeria cominciano a separarle. È qui che va cercato il vantaggio
nerazzurro: nella possibilità di attraversare ottobre con meno correzioni
d’emergenza rispetto alle concorrenti. La Roma perde Svilar per almeno
un mese proprio mentre gli impegni si moltiplicano. Il portiere cambia,
ma il rischio è che debba cambiare anche il modo di proteggere la squadra.

Gasperini ha confermato una frattura da stress al quinto dito del piede,
con un rientro che potrebbe slittare oltre la sosta di novembre. Tocca
a Gollini, già allenato dal tecnico: una conoscenza utile, non una garanzia
di rendimento equivalente. Contro il Como mancherà anche Koulierakis.
Sostituire il portiere mentre si modifica la difesa aumenta il lavoro
sugli automatismi: distanze, comunicazione, uscite e gestione della profondità.

Il punto non è dichiarare Gollini inadeguato prima di vederlo all’opera.
È capire se la Roma potrà mantenere la stessa aggressività senza Svilar.
Una squadra che cerca duelli in avanti accetta spazi alle proprie spalle:
se arretra per proteggere il sostituto, rischia di recuperare meno palloni
vicino alla porta avversaria. Se non arretra, chiede al nuovo portiere
di sostenere subito quel rischio. Un infortunio può dunque pesare anche davanti.

La Roma può contendere lo scudetto all’Inter: all’Olimpico l’ha portata
sul 2-0, prima della doppietta di Lautaro. Ma quella partita ha mostrato
anche la distanza fra mettere sotto i campioni e riuscire a batterli.
Ora arrivano Como e Real Madrid, poi la trasferta di Napoli; nel ciclo
c’è anche Manchester United. L’assenza di Svilar cade nel punto peggiore:
la candidatura giallorossa sarà misurata sotto pressione, non in laboratorio.

L’Inter ha un percorso iniziale più favorevole: Parma, Bologna, Fiorentina
e Venezia, prima del derby. Occasioni per accumulare punti e distribuire
le energie, purché Chivu non scambi l’opportunità per un risultato acquisito.
Il ritorno di Çalhanoğlu restituisce una soluzione nella regia; Spence
allarga le opzioni sulle fasce, mentre Jones resta indisponibile.
Il vantaggio potenziale è poter ruotare senza dover reinventare tutto.

Esiste però una crepa che le rimonte stanno rendendo meno vistosa: l’Inter
ha incassato otto gol in cinque giornate. Contro l’Udinese ha recuperato
da 0-2 fino al 5-3; a Roma ha dovuto inseguire ancora. Non basta chiamarla
mentalità vincente: significa anche concedere agli altri un vantaggio.
Con partite ravvicinate, ribaltare il punteggio può obbligare a prolungare
l’impiego dei migliori proprio quando sarebbe utile risparmiarli.

La Lazio possiede invece un vantaggio concreto che la classifica nasconde:
nel prossimo ciclo giocherà sei volte, contro i nove impegni delle big
coinvolte in Europa. Più allenamenti, meno trasferte, recuperi più lunghi.
Gattuso può sfruttarli per rendere stabile un avvio sorprendente, ma il 2-0
di Venezia invita alla prudenza: Mandas ha parato un rigore sullo 0-0.
I pochi gol subiti non provano, da soli, che gli avversari creino poco.

Il Napoli delude soprattutto per un difetto individuato dallo stesso Allegri:
la squadra non sempre comprende il momento della partita. È un problema
di scelte, prima che di nomi: quando accelerare, quando controllare, quanto
esporsi dopo aver perso palla. McTominay torna con venti-trenta minuti
nelle gambe, Anguissa sta recuperando. Il rientro restituisce opzioni,
ma affidargli subito la soluzione di ogni squilibrio sarebbe un’altra fragilità.

La Juventus sta correggendo l’assetto: il passaggio al 3-4-2-1 ha accompagnato
i successi contro NEC e Atalanta. Avvicinare i trequartisti alla punta
può dare più appoggi a Kolo Muani e ridurre l’isolamento degli attaccanti.
È una risposta tecnica all’avvio discontinuo, ancora da verificare contro
avversari diversi. A Cagliari, contro una squadra con quattro vittorie,
il test sarà distinguere un equilibrio trovato da due partite riuscite.

Sul Milan serve un’accusa più precisa della parola delusione: Amorim ha
riconosciuto che posizioni troppo rigide frenavano i giocatori. La libertà
concessa contro il Lecce ha funzionato; ora le assenze di Estupiñán
e Saelemaekers complicano le soluzioni esterne. Il giudizio resta aperto.
L’Inter è favorita perché può affrontare il mese con più possibilità;
la Roma può sfidarla se la perdita di Svilar non le costerà anche identità.

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