QUI NAPOLI. IL 4-1 di Monza è una boccata d’ossigeno. L’Inferno della Stadium e successivamente il Dragao di Oporto diranno se il Napoli di Allegri può riprendersi e con quali obiettivi. Lo scudetto a -11 è una chimera, la zona Champions a -6 non è per niente facile o addirittura scontata. Uscirne sarebbe fallimento inaccettabile vista l’eredità lasciata da Conte un primo ed un secondo posto.
In città l’aria è leggermente più leggera, ma la rivoluzione di popolo è dietro l’angolo. Siamo lontanissimi dai tempi di Ottavio Bianchi in cui tutti credevano e a giusta ragione che la squadra doveva vivere con il fiato sul collo: del tecnico, dei dirigenti, sopratutto della gente.
Lontanissimi perchè i giocatori è difficile incontrarli, si allenano nella landa desolata di Castelvolturno, non fanno gruppo anche fuori dal campo come prima, sono praticamente tutti stranieri con abitudini ed esigenze diverse, fanno fatica a convivere con il calore dei napoletani, figuriamoci quello dei tifosi.
La squadra ha gli stessi problemi accusati da inizio stagione. Anche a Monza ha subito un gol assurdo (Politan o non s’oppone ad un cross fin troppo comodo, Rafa Marin va a zonzo per l’area di rigore facendosi anticipare da Varela. Per fortuna ed in altra parte del giornale parliamo di ‘O Munaciello, qualcuno ci ha messo la mano: Milinkovic impedisce il raddoppio a fine primo tempo e inizio ripresa, poi Politano perde palla, gli ritorna in gentile omaggio dai difensori brianzoli e trova l’angolino lontano che chiude il discorso. La partita finisce nonostante si segnino altre due reti.
Non finisce la rabbia di Allegri che manda Marco Landucci, fido scudiero da anni, a togliergli alcune pietre dalle scarpe, prima ripudiando il corto muso, poi la difesa colabrodo. Che vuoi che siano 11 reti subite in 9 gare? Niente rispetto ai 22 incassati dal Monza e Juric ben lo sa. Come lo dice la classifica: 16° posto, +2 dalla zona retrocessione.
Bisogna essere chiari, la vittoria di Monza era doverosa. Come lo è battere facile almeno 12 squadre di A. Anche un Napoli in seria difficoltà deve farlo, ed il problema emerge quando perdi a Veneziaoppure pareggi a Firenze contro l’attuale Fiorentina.
De Laurentis fin quando potrà si guarderà bene di spendere altri soldi per cacciare Allegri, ma il rapporto è già usurato. E Nello spogliatoio tutti lo sanno. Domenica è decisiva, lo sarà anche il Porto in Champions. Non c’è più tempo per recuperare.
QUI JUVE. Ritiro anticipato da domani a domenica sera: Carnevali manda tutti a riflettere chiedendo risposte concrete e immediate contro il Napoli. Lo ha comunicato Luciano Spalletti. Una decisione condivisa tecnico-società. La squadra rientrata nella notte da Genova in treno, si è riunita in mattina alla Continassa per l’allenamento; prima è scesa in campo la società. L’amministratore delegato Giovanni Carnevali ha avuto un confronto con la squadra, con fermezza e in modo molto chiaro e netto, ha chiesto a ogni singolo giocatore, di assumersi la responsabilità davanti a società, proprietà, tifosi. Carnevali vuole una risposta immediata e concreta sul campo dai calciatori, che devono dimostrare di aver capito ccosa è la Juve. Un confronto schietto che inneschi una reazione immediata. “Quella vista a Genova non è la Juventus”: concetto espresso con molta forza, incisività, sintesi. La risposta verrà dal campo domenica sera.
QUI NAPOLI. IL 4-1 di Monza è una boccata d’ossigeno. L’Inferno della Stadium e successivamente il Deragao di Oporto diranno se il Napoli di Allegri