Prima prestazione decente del Napoli. RIsultato netto, 3-0, a sottolineare che deve esistere una differenza tra il Napoli e il Frosinone, come esiste tra Napoli e Frosinone. Ma la classifica dice che il Napoli e il Frosinone dopo 6 partite sono ancora alla pari.
Buon approccio, buono lo svolgimento del gioco, ancora sofferenza nel cercare e trovare la via della rete. Fa specie che De Bruyne esca dal campo con una doppietta avendo giocato da centrocampista centrale, in coppia con Lobotka.
L’altra buona notizia per Allegri è la manciata di minuti giocati da Mac Tomy. Bisogna andarci piano, ma se non fosse a posto sarebbe stato da arresto dare il nulla osta alla disponibilità e quindi alla gara seppur passando dalla panchina.
Ci sono diversi ma. Tre nei più o meno grandi.
Il primo lo fornisce Allegri: Dice: Kevin vuole giocare da trequarti, più vicino alla porta. Io lo faccio giocare da interno di centrocampo e gli ho spiegato che così potrà allungare la carriera.
De Bruyne non ha bisogno di allungare la carriera. Ha bisogno di giocare a calcio come si diverte di più e sente di poter dare di più alla squadra e al risultato. Con il Frosinone ha smentito ancora Allegri: alla quinta gara di seguito (4 con il Belgio, più Napoli-Frosinone) è stato ancora il migliore in campo, al di là della doppietta.
De Bruyne è il miglior giocatore del Napoli, è stato tra i migliori di Pep Guardiola, sa quello che vuole e quello che dice. Bisogna seguirlo o rimetterci le penne. Se Allegri pensa ad un nuovo Modric sbaglia di grosso. Kevin deve giocare vicino alla porta avversaria, ha il passante che nessuno ha, e Hojilund ha estremo bisogno di lui, perchè dagli esterni (nell’occasione Lang e Neres) non c’è trippa per gatti.
Secondo ma. Se l’ordine di spogliatoio è “primo rigorista De Bruyne”, non si può cambiare la disposizione di Allegri autonomamente. Il Napoli è stato fortunato, perchè la ripetizione del penalty è corretta per 1 centimetro. Non so quanti operatori Var avrebbero intuito che Palmisani aveva anche il piede destro oltre la riga. Anche se il controllo è d’obbligo e di routine. Non ci fosse stato quel centimetro, l’errore di Hojilund avrebbe avuto un peso enorme, chissà con quali effetti sul risultato. Tutto bene ciò che finosce bene? Assolutamnente no.
Terzo. Lang è di una scorrettezza puerile. Bisogna diffidare da questi comportamenti. Ferrara gli ha rinfacciato che così non si fa? Corretto e non solo, perchè non basta la rirata di orecchie di Ciruzzo. De Laurentis dovrebbe multarlo. Non è da professionisti mettere a confronto le scelte di Allegri e di Conte su questioni personali.
Lang ha detto: “La scorsa stagione con l’altro allenatore (Conte) è stato difficile, adesso sento la fiducia di Allegri. Questo allenatore mi parla, a differenza di quello dell’anno scorso“.
Ferrara ha commentato: “Non è un comportamento corretto e non è la prima volta. Se aveva qualcosa da dire a Conte, avrebbe fatto bene a dirglielo in quel momento, non quando l’allenatore è andato via”.
Finalino dell’ex capitano azzurro: “Non mi sono piaciute queste dichiarazioni. Non ha capito bene in che ambiente si trova, in che campionato si trova, in che città si trova e che cosa vuol dire indossare questa maglia”.
Benissimo ciò che dice Ciro Ferrara, napoletano doc e professionista diligente, pur avendo scelto la Juventus in carriera. Personalente ho avuto a che fare con Ciro Capitano, nel mio triennio da dirigente della SSCNapoli. Diverse divergenze ma sempre nel rispetto reciproco, della società, dei ruoli, dell’interesse comune.
Se De Laurentis non multerà Lang, peraltro lo meritava già quando Allegri lo spedì in tribuna per scarso impegno in allenamento, anche ADL dimostrerà ancora una volta di non aver capito in che città ed in che ambiente si trova.
Ora c’è la Champions. A Vilareal Allegri si gioca una buona fetta di qualificazione. Per andare agli ottavi servono 15, meglio 16 punti. Il Napoli ne ha ancora 21 a disposizione, perdere in Spagna però significherebbe buone possibilità di eliminazione. Andiamo a vedere.