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Under 15, unico raggio di luce dei giovani azzurri nonostante De Laurentis: 3 con Battistini a Baku.

Napoli, il paradosso di Lucca: cosa potrebbero realizzare 35 milioni di euro, investiti nel settore giovanile?

Se l’Under 15 svetta in classifica e porta 3 gioivanissimi in Nazionale al Mondiale di Baku, la Primavera affonda dopo una retrocessione mortificante.

Anni di mala-gestione il cui apice è l’acquisto di Lorenzo Lucca, indifferente anzi in opposizione a qualsiasi idea di programmazione e indispensabile investimento nel giovanile.

La vittoria del Napoli Under 15 nel derby campano con l’Avellino conferma il paradosso che la SSC Napoli vive all’interno delle sue stesse ‘strutture’. C’è una foto impietosa che richiama la cecità di De Laurentis: da una parte c’è la copertina di una Under 15 brillante, prima in classifica, capace di selezionare due ‘gioiellini’ convocati da Battistini nell’Italia di categoria: Chirico e Tambaro. A riprova che il territorio flegreo e campano continua ad essere miniera prodiga di talento. Due promesse del calcio a Napoli in vetrina nell’inedito format del Mondiale Under 15 (189 Nazionali, 32 gironi, 1000 partite da 40′ concentrate in 6 giorni di torneo. Progetto ideato e voluto da di Arsène Wenger, Chief of Global Football Development FIFA). e tra i principali ideatori di Sull’altra facciata del depliant c’è la desolazione della Primavera azzurra.

Dopo l’ennesima tragica retrocessione della scorsa stagione, la terza negli ultimi 7 anni, sotto i colpi Mendy (7 presenze, 1 gol e 1 assist in SerieA con il Cagliari) gli azzurrini vagano nelle paludi del campionato Primavera 2. Un tonfo direttamente proporzionale e naturale epilogo di 22 anni di gestione De Laurentis anni dove la formazione principale del vivaio è trattata come un peso imposto dalla regole, non il vero tesoro su cuio investire e scommettere per presente e futuro.

Quanto volte ci siamo visti presi in giro dal cinematografaro Aurelio quando si rimpieva la bocca dei Modelli cui ispirarsi? Barcellona, Arsenal, Bayern Monacdo e chi ne può sparare di meglio spari.

Come sempre il cine-presidente parla ai napoletani ed anche ai media certo dell’incapacità di replica, forte del potere di negare accrediti e relazioni obbligatorie del diritto di cronaca, nel triste gioco figli e figliastri cui ancora oggi i gioivani giornalistri non riescono a sottrarsi.

L’andirivieni di tecnici e allenatori, il curriculum di seconda e terzo livello di volta in volta responsabili del Settore Giovanile della SSCNapoli, le epurazioni estive nelle rose a zittire dissapori o semlicemente diversità di vedute, non possono nasconde il nodo del problema: a De Laurentis manca il vero sapere su come si gestisce e cos’è un club calcistico.

Lui da 22 anni crede di frequentare un set cinematografico. Si muove come l’arroganza del “io ti pago e fai ciò che dico io”. Rifiutando di rivolgersi a professionisti di lungo corso, rodata esperienza, capacità celebrate.

E pensare che basterebbe sfogliare i libri della storia del Napoli per capire come si fa. Stagione 1978-79, il Napoli Primavera, guidato da Mario Corso, vinceva il primo scudetto della storia Azzurra, lo Scudetto Primavera.

Vittortia storica non solo perchè fu la prima. Perchè Mariolino fu chiamato da Ferlaino per organizzare il fiuturo del Napoli dedicandosi ai giovani. La vera prima pietra (non quelle di cartone di ADL) di un’epopea continuata da Italo Allodi e Maradona, di cui Antonio Juliano sarebbe stato il miglior testimone di diritto. Anche lui uscito dalle giovanili del club.

Da quel settore giovanile con i mitici Angelo Sormani (la ‘Perla Bianca’) Sandrino Abbondanza, Riccardo De Lella nacque la spina dorsale identitaria del Napoli più grande di sempre: quello del Primo, lo Scudetto storico 1986-87: Accanto a Diego Maradona, Giordano, Bagni, Carnevale, Ferrario, Bruscolotti c’erano ben sette/otto calciatori cresciuti e formatisi nel vivaio: Celesini, Carannante, Muyro, Caffarellki, Marino, Ferrara, Volpecina e Di Fusco, portiere fido secondo, rimasto a Napoli per sempre.

L’apice delle cecità delaurentiana si riassume nelle cifre e negli sprechi dell’attuale calciomercato.

Mentre la Primavera affonda tra strutture e campi inventati giorno per giorno e l’assenza di una “Casa Napoli” promessa di stagione, mai realizzata, il club non ha esitazioni a sperperare 35 milioni di euro per l’acquisto di Lorenzo Lucca, non l’unico ma il più evidente simbolo di errori a ripetizione ingiustificabili se non con interessi personali del padrone.

Una gestione che predilige la speculazione istantanea – quando si realizza – alla costruzione di valore. Impegnare decine di milioni su operazioni azzardate sul mercato estero o nazionale, negando al contempo investimenti minimi a un progetto giovanile serio e moderno (scouting, convitti d’eccellenza, centri d’allenamento all’avanguardia, educatori-istruttiori-allenatori che sanno far crescere i givani come è stato per anni GIovanni Lambiase il migliore in italia insieme a Sergio Vatta al Torino) è un errore strategico imperdonabile, che si scontra con una idea gestionale propagandata nel segno dei conti a posto. Una bugia.

Ventidue anni di calciomercato improvvisato, trattative indecifrabili, contratti impresentabili con il solo scopo di ‘valorizzare’ anche 1 solo euro della SSCNapoli sono e restano una menzogna che nessuno ha mai voluto indagare.

Anche nel calcio di oggi, per chi capisce di calcio e sa, ogni euro investito nei giovani produce un ritorno direto e indiretto enorme. De Laurentis urla a destra ed a manca che il calcio deve cambiare guardando agli altri sport?

Porti a memoria questa lezione: il sostegno economico allo sport giovanile italiano produce un impatto sociale 4 volte superiore rispetto all’investimento erogato. È questo il risultato della misurazione d’impatto effettuata da Banca Ifis sui soldi destinati ai giovani atleti medagliati juniores del CONI.

Secondo le analisi dell’Ufficio Studi della Banca, lo Sport System italiano nel 2023 ha prodotto 119,6 miliardi di ricavi, un dato in crescita del +17% rispetto ai 102,1 miliardi di euro dell’anno precedente.

Ma di tutto questo De Laurentis che ne sa? Non ha mai investito in un settore che, a tutti gli effetti, avrebbe prodotto talenti per la prima squadra direttamente dall’interno della società. Se persino in un contesto di abbandono le categorie inferiori come l’Under 15 riescono a regalare sprazzi d’oro, immaginate cosa sarebbe il Napoli, riferimento per tutti i giovani calciatori di tutto il Sud?

Un grazie va a Nicola Liguori e Alessandro Perfetto che si dedicano a questi ragazzi di 15 anni.

Loro vincono ogni giorno perchè ogni volta che questi ragazzi arrivano al campo per allenarsi e salutano per tornare a casa, lasciano un tesoro di emozioni, sogni, ambizioni che danno il vero senso della vita di un educatore-istruttore. Che diventerà al tempo debito nella crescita di un ragazzo un allenatore!

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