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L’Equipe mortifica Donnarumma: 2 in pagella! Per Mancini è il migliore, a Parigi ‘amano’ Safanov!

Per Mancini è il miglior portiere del Mondo. Per l’Equipe vale 2 in pagella ‘colpevole’ della debacle del City nel derby personale contro gli ex parisienne. Era la partita più attesa per Gianluigi Donnarumma, ma nella notte delle rivincite ne ha beccati 4 dal suo ex Psg 2-4.

Partita pirotecnica e riflettori puntati soprattutto sul portiere italiano che Mino raiola era riuscito ad espoirtare sotto la Tour Eiuffel a 12 milioni l’anno. Conb Luios Enrique però tutto cambiò lo scorso anno e nonostante la prima Champions per i parigini, Gigio fu messo alla porta, accolto da Pep Guardiola nel suo City.

I media francesi non lo hanno mai perdonato e L’Équipe ha atteso l’occasione per stroncato con un pesantissimo 2 in pagella. Secondo il potente quotidiano francese, l’errore di Gigio sulla rete di Akliouche ha di fatto regalato al Psg una boccata d’aria nel momento più difficile della ripresa, spegnendo ogni speranza di rimonta per i Citizens.

Un’occasione persa per il portiere azzurro, che sognava la rivincita personale dopo l’addio turbolento nell’estate 2025, nel disinteresse di società, tecnico e tifosi, nonostante l’apporto decisivo per la conquista della prima Champions Bleu.

Gigio sognava una notte diversa dove avrebbe voluto zittire il Mondo e le criticche ridondanti sul non gioco con i piedi e nelle uscite. Invece Donnarumma ne ha combinate di ogni: incerto sul gol di Doué, impreciso nei rinvi (non una novità), salvato anche dal palo.

Nemmeno il rigore parato a Torres nel finale ha cambiato il giudizio dei francesi, che continuano a considerarlo portiere emotivo e inaffidabile.

D’altronde, la stampa francese, ha incoronato il suo successore a Parigi, Matvei Safonov, portiere russo, diventato titolare quasi per caso dopo il flop dell’acquisto da 55 milioni Lucas Chevalier. Safanov si è conquistato un 7 pieno su L’Équipe, Le Parisien e Le Figaro, con quest’ultimo che ha titolato così la serata: “Il vero numero uno, mercoledì, non era Donnarumma ma lui”.

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di P. Paolo Paoletti

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