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Calcio, si può senza allenatori? L’azzardo di Matthew Benham…

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di Mary Bridge - Come sarebbe il calcio se non avesse occhi e orecchie? La risposta a questa domanda potrebbe arrivare dall’ e dalla Danimarca dove Brentford e Midtjylland stanno mettendo in pratica uno dei progetti più interessanti nel panorama del calcio mondiale. Brentford e Midtjylland sono laboratori comuni di un esperimento mai provato prima. L’ipotesi da testare è quella che un possa essere guidato da analisi statistica e modelli matematici piuttosto che da scelte tecniche dettate puramente da decisioni soggettive. Per farla breve numeri contro allenatori.

Il progetto ha come scopo finale quello di dare l’opportunità a delle piccole società di essere competitive con le mega potenze economiche che investono cifre da capogiro durante le sessioni di calcio mercato. Il principio fondamentale è quello di andare alla ricerca di talenti sottovalutati seguendo un metodo scientifico che si basi su dati affidabili e un modello matematico che riduca il rischio al minimo.

Attraverso il monitoraggio costante di tutti i campionati del mondo è possibile identificare un calciatore tecnicamente valido ma ancora poco considerato, quindi più facilmente acquistabile.
Tuttavia, questa idea potrebbe non suonar nuova per chi di voi avesse visto il film Moneyball. Infatti, la storia del general manager degli Oakland Athletics Billy Beane ha molte similitudini con quella di Rasmus Ankersen e Matthew Benham, rispettivamente direttore e proprietario di Midtjylland e Brentford.

Matthew Benham è un ex giocatore d’azzardo professionista che, con le fortune accumulate grazie al suo metodo, nel 2012 acquistò la sua squadra del cuore, il Brentford. Ma per Benham essere a capo della sua squadra preferita non era abbastanza. Così, grazie all’aiuto di Rasmus Ankersen, autore di un bestseller sull’identificazione e lo sviluppo del talento nello dal titolo The Gold Mine Effect, decide di comprare le quote di maggioranza del danese Midtjylland. Rasmus Ankersen, oltre a essere un autore, ha militato nelle li del Midtjylland ma ha chiuso precocemente la sua carriera da calciatore per via di un infortunio capitatogli durante la prima presenza da professionista. Insieme i due hanno dato vita a una strategia basata su calcoli matematici che potessero dargli l’opportunità di accedere ai potenziali migliori nel database enorme del calcio mondiale.

L’impatto del progetto sulle decisioni del è totale. Degli algoritmi sarebbero stati utilizzati per individuare i calciatori da acquistare. Lo staff tecnico viene informato e guidato dai modelli matematici per compiere le scelte sui giocatori da mettere in campo. Mentre le punizioni e i calci d’angolo sembrano essere diventati dei veri e propri esperimenti scientifici.

La strategia di Benham e Ankersen sembra aver iniziato a dare i propri frutti. I segnali sono incoraggianti e l’applicazione pilota del modello sul Midtjylland ha portato i danesi a guidare la classifica con 9 punti di distacco sui rivali del Copenaghen. Segnare quattro goal in una partita da situazioni da calcio da fermo è già capitato per tre volte durante questa stagione e non può essere considerato mente un caso. Tuttavia, Ankersen ha dichiarato che il successo della squadra è dovuto in larga parte all’applicazione dei principi che vadano oltre la posizione in classifica. La performance viene prima di . Come a voler enunciare una locuzione di cartesiana memoria “gioco bene dunque vinco”. E’ questo ciò che Ankersen sembra ricordare quotidianamente allo staff tecnico: non credete di essere i migliori solamente perché siamo primi in classifica, potremo considerarci i migliori solo quando il modello dirà che siamo i migliori.

Con questa mann orwelliana pronta a misurare e valutare ogni minimo dettaglio della prestazione, gli intervalli tra primo e secondo tempo sono diventati cruciali sull’andamento del match. Come detto, la scientificità guida ogni aspetto della squadra. Per esempio, lo scouting è strettamente to ai numeri registrati piuttosto che a valutazioni personali. La regola è che gli osservatori non guardino partite live ma solamente match video registrati. Il compito degli osservatori al Midtjylland non è di valutare se un calciatore sia buono o no, i dati già lo dichiarano esplicitamente. La l funzione è quella di capire se il calciatore aderisca ai parametri del dal punto di vista personale e psicologico.

L’analisi quantitativa ha già influenzato parecchie decisioni prese dal board del Midtjylland. Per esempio il centrocampista finlandese Tim Sparv è stato acquistato perchè il modello matematico suggeriva di farlo. Al contrario di ciò che potrebbe essere intuitivamente pensato, Sparv non presentava un numero eccelso di contrasti vinti o di irrefrenabile corsa. La sua qualità era quella prevedere il gioco e di mantenere una posizione in campo tale da permettergli di non dover per forza intervenire con dei tackle o di rincorrere l’avversario come molti altri centrocampisti centrali sono soliti fare.

Inoltre, la strategia matematica utilizzata non si basa sui campionati presi individualmente bensì la quantità di dati utilizzati viene distribuita su tutte le squadre di calcio come se appartenessero ad un’unica grande . La squadra dove giocava Tim Sparv, il Greuther Furth militante nella seconda divisone tedesca veniva considerata dal modello matematico come una compagine che avesse potuto giocare sugli standard qualitativi della er League.

Adesso il Brentford si appresta ad applicare ciò che è stato valutato negli ultimi anni al Midtjylland in un tradizionalmente più competitivo come la Championship inglese. Ha fatto discutere la decisione del di Benham di esonerare Mark Warburton al termine di una stagione che ha portato i neo-promossi dalla League One a sfiorare il sogno er League con due promozioni consecutive in due anni che avrebbero avuto del clamso. Non più tardi di ieri, la decisione di esonerare Warburton per far spazio a una nuova filosofia è stata confermata. Insieme alla nomina di Ankersen come nuovo direttore ivo del Brentford, è stato ufficializzato l’acquisto di un giovane tedesco-georgiano di nome Akaki Gogia. Il 23enne proveniente da una squadra di terza divisione tedesca è stato giudicato all’altezza dal modello matematico, adesso bisognerà vedere se le attese saranno rispettate sul campo.

Il principio che guida le decisioni è fondamentalmente quello che guiderebbe ogni altro tipo di business, tuttavia il metodo è radicalmente differente. Benham e Ankersen si dimostrano cauti ma ambiziosi, sono consapevoli l’obiettivo a lungo termine rappresenta qualcosa di grandioso che potrebbe determinare delle trasformazioni nel modo intendere e fare calcio. Il cambiamento è ancora agli albori e il modello è ancora migliorabile, tuttavia un elefante può esser mangiato solo un morso alla volta.

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