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Calcio marcio: Sky, Mediaset, Infront colpevoli!

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di Paolo Paoletti - Le vergogne del non hanno confini: un marcio che deborda da ogni parte…dai buu razzisti, alle fatture false dei club, al ‘nero’ che chiedono gli agenti dei calciatori, alle inchieste per il Calciscommesse, alla guerra dei poteri forti per i diritti tv.
Chi la prende sempre in saccoccia è il pubblico: trasferte proibite, promessi e negati, Nazionale vessata dai club, poteri forti impegnati più a spartire i diritti tv tra Sky e Mediaset che agli essi degli ni.
Juve-Bayern Monaco e Roma- Madrid saranno viste solo dagli abbonati Premium, la tv di Berlusconi, dopo le ampie garanzie di visione in chiaro su Canale 5.
Diciamolo una volte e per tutte: la televisione ha distrutto il . Ha riempito di soldi le tasche dei presidenti, cancellando ogni certezza del pallone: giorni, orari, arbitri, il senso del ‘campanile’, di cronache e commenti, dove è tutto vero solo ciò che dice la tv. Che compra a pagamento perfino le viste e svenandosi deve difendere un prodotto sempre più scarso, tirando la volata solo a Juve, Milan, Napoli e , Roma…che insieme fanno gli ascolti di tutto un movimento!
Inoltre tramite maneggioni indagati da tante procure in , gode di soldi ‘sporchi’ per coprire debiti che mai avrebbero potuto fare!!!
Gli 3 anni di questo scempio, sono nel mirino di Antitrast e Pm milanesi. Poco può e vuole l’agenzia che detta le ree della concorrenza, cauti anche i magistrati della Procura più amata dagli ni negli Anni 90.
Col ci si fa male e da Napoli a Milano, tutti sanno il marcio che c’è nel pallone, tutti fanno fatica a dimostrarlo per ostacoli e pressioni dei poteri forti.

Tutto si è irrimediabilmente compromesso nell’estate 2014 quando si è giocata la partita decisiva tra Mediaset e Sky per i diritti tv della Serie A 2015-18. Una guerra scorretta finita all’indagine dell’Antitrust.

I FATTI. Al centro la Infront, advisor della Serie A, che secondo Sky sta giocando sporco per favorire Mediaset mentre Sky è convinta di ottenere l’esclusiva del triennio, avendo presentato offerte più alte sia sul satellite (pacchetto A) sia sul digitale (B).
e Infront pensano diversamente: rifiutano il ‘no single buyer’ solleticati dall’offerta monstre di Mediaset per il pacchetto D, che scatta solo se ai Berlusconi va uno dei due pacchetti principali.

GUERRA PADRINI. La tesi di Sky, accettata dalla procura di Milano, vede indagati tra gli altri Marco Bogarelli presidente di Infront Italy e alcuni manager Rti per turbativa d’asta e turbata libertà d’incanto. Ma al momento dell’apertura delle buste anche cerca di influenzare: il 7 giugno Matteo Mammì, manager Sky, in una mail alta agli atti dell’istruttoria Antitrust, informa di un faccia a faccia che, in modo indiretto, via mail, coinvolge Matteo .

I POTERI FORTI. Nei giorni a seguire, tra i manager Sky, gira un elenco di persone sensibili alle loro ragioni: politici, dirigenti Coni e Figc e persino giornalisti da avvicinare per far passare la tesi contraria a quella di Infront-Mediaset. Scontro tra poteri, che dura fino al 26 giugno quando Sky e Mediaset trovano la via d’uscita sui diritti tv: una pace che potrebbe pore alla fusione annunciata da tempo con Pier Silvio Berlusconi che ribadisce: “Fusione Mediaset-Sky? Ha senso, vedremo se si potrà fare”. Antitrust e Procura di Milano continuano a indagare, aspettando colpi di scena.

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