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Cade Seedorf, ciao Europa: Milan a picco, paghi Silvio.

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di Nina Madonna – Notte di a : Seedorf non è mago Zurlì e una attenta e determinata Udinese, elimina il derelitto .
Finito l’effetto sorpresa, il primo vero sconfitto nell’eliminazione di è . Torna Presidente di un che dopo tanti anni, resterà fuori dall’Europa.

Silvio ha pilotato la rivoluzione, ecco i 4 perchè diventati colpe:
1. liquidato Allegri per mettere all’angolo e tenere buona
2. velocizzato l’arrivo di Seedorf che rischia di bruciarsi prima ancora di cominciare;
3. mantenuto lo scudo delle responsabilità del fallimento tecnico trattenendo l’amico Adriano a contratto fino al 2018.
4. bloccati i 40 milioni di buonuscita necessari per far fuori lo staff rossonero.

Braida si è dimesso, Tassotti resterà fino a giugno, il CdA ha messo il tetto di spesa all’Ad per gennaio a 25 milioni per gli acquisti e 10 per gli stipendi: insomma caduta libera senza possibilità di freno.
Clarence Seedorf ha spiegato che non poteva dire di noi a Barlusconi, adesso deve trovar modi di non restare schiacciato dal fallimento.

Uscire dalla Copap Italia significa essere fuori dall’Europa perchè è impensabile recuperare fino al 5° posto nonostante tutti gli aiuti arbitrali che si scateneranno e in arriverà presto il verdetto dall’Atletico Madrid.

Prima sconfitta, ma solo alla seconda gara, per il neo allenatore del : “I miracoli non si fanno, una vittoria non avrebbe cambiato tutto. C’è lavoro da fare” spiega Seedorf. Una bugia perchè solo la poteva essere via d’uscita per l’Europa. Eppure con l’Udinese, Seedorf ha visto…”cose molto positive su cui insistere. La squadra deve ritrovare compattezza, ma serve tempo”.

Il momento non consente neanche di provare soluzioni, si gioca ogni 3 giorni
“Sappiamo che gli impegni sono ravvicinati, i ragazzi si sono impegnati. Al momento non siamo continui nelle cose da fare, insieme ai ragazzi miglioreremo”.

ha sonoramente fischiato… “I hanno cuore rossonero e quando giochi in grandi squadre le esigenze sono alte. Bisogna essere sereni perché i miracoli non si fanno, siamo tornati a vivere la situazione per quella che è. Faremo di tutto per migliorarla”.

Pochi giorni alla chiusura del : “Un centrocampista? è più adatto a rispondere. Non è il momento di investimenti. Il focus è dare alla squadra tranquillità e un senso di progetto. Il farà tutte le mosse per rendere più forte questa squadra. Sto conoscendo i giocatori dentro e fuori dal campo, con loro devo costruire il che ho in mente”.

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