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Briatore, Alonso, Rossi tra 7000 italiani con conti in Svizzera: evasione?

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di Bianca Latte - Anche 7mila italiani coinvolti nella maxi-inchiesta per scoperchiare un sistema di evasione scale mondiale attraverso la liale svizzera della Hsbc.
Tra questi gurano i nomi di Flavio Briatore, Fernando Alonso e Valentino .
La loro presenza non indica automaticamente un reato, ma i protagonisti dovranno spiegare le rispettive situazioni. La banca avrebbe avuto un ruolo nella rene tra trafcanti di droga e di armi.
I primi nuti di ‘SwissLeaks’ sono blicati dal quotidiano francese Le Monde rivelando, con il coinvolgimento di 60 organi di stampa nazionali, che circa 180 miliardi di euro sarebbero passati a liale Hsbc di Ginevra tra il novembre 2006 e il marzo 2007, appartenenti a circa 100mila clienti, di cui 7mila italiani.

Tra questi oltre al Re del Marocco e a quello Giordano, risultano anche 3 volti noti dello : Alonso, Valentino e Briatore.
La loro presenza nella lista – come ribadisce il coordinamento del consorzio di smo investigativo Icij – non è sinonimo di colpevolezza. I personaggi in questione potrebbero aver regolarizzato la posizione con i rispettivi governi.

Una risposta in merito alla questione è arrivata da Briatore tte il suo le, Philippe Oukra, rispondendo al perché sui 38 conti aperti in Svizzera nel periodo dell’inchiesta: “Quelle cifre risalgono a più di 10 anni fa con la conseguenza che il signor Briatore non è in grado di confermare o negare i dettagli delle asserzioni. Il signor Briatore può confermare che lui e alcune sue compagnie – alcune delle quali guidate dalla Svizzera – hanno tenuto alcuni conti bancari in Svizzera, in modo le e rispettando tutte le leggi e regolamenti scali”.

La stessa banca, per stessa ammissione della sede centrale inglese della Hsbc un po’ meno rigida nei controlli in quel periodo, oltre alla quantità enorme di denaro transitata favorendo l’evasione scale, è sospettata di aver continuato a fare affari con personalità sospettate di nanziare il islamico e gli stessi funzionari avrebbero contattato a partire del 2005 persone con patrimoni superiori a un minimo di un milione di euro, proponendo loro di nascondere il denaro attraverso società fantasma basate di solito a Panama o alle Isole vergini britanniche.

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