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Bogarelli, i soldi: ecco chi specula sul calcio italiano.

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di Nina Madonna - Senza i soldi dei diritti tv, la serie A non esisterebbe. Vero, ma sono proprio questi soldi che hanno ingessato il calcio no che ha bisogno come in Germania di ricominciare d’accapo con , settori li, meno stranieri, più educazione sportiva.

La Infront quindi è al pari zucchero e veleno del nostro calcio, avendo sollevato i da ogni obbligo di fare impresa-e. Restituendo ai tifosi il diritto-dovere di fare mercato, cioè scegliere se comprare e cosa comprare dell’offerta calcio.

“Non domino nulla perché non esercitiamo quel tipo di politica”. Marco Bogarelli, presidente Infront advisor della Lega Calcio per Serie A, B, e Superna, fa il punto della Serie A tracciando la via molto discutibile dal suo punto di vista per il rilancio del calcio no.
“Ci muoviamo in base alla profittabilità del , che significa far consumare più calcio. Cosa accadde nel 2008? Portai a Matarrese una proposta per fare l’advisor della Lega. Su quella proposta fu fatta una gara cui parteciparono 12 società: non proprio un gesto di amicizia. Abbiamo vinto perché mettemmo più soldi sul tavolo. La Juventus tirava per il gruppo Lagardere, ma Sportfive fece un’offerta inferiore alla nostra. I poteri forti non siamo noi, sono altri. C’è la Juve che appartiene al gruppo più liquido d’ e ha oltre il 30% dei tifosi. L’asse Lotito-Galliani? Noi non facciamo politica, non ci schieriamo. Se aggregano 16-18 squadre di A qualcun altro deve farsi delle domande. E quando si è discusso del rinnovo del contratto i miei più grandi litigi li ho avuti proprio con Lotito”.

Come mai Bogarelli è contro la Juventus? Semplice, perchè la Juve ha una politica commerciale che prescinde dai diritti televisivi. Come non sanno fare , Napoli e Fiorentina ed hanno cominciato a fare Roma e Inter.
La Juventus, infatti, vince e convince sul campo e in borsa. E continua ad attirare investitori stranieri. Nell’ultimo mese la società londinese ‘Lindsell Train’ ha più che raddoppiato le proprie quote nel club bianconero arrivando a possedere il 5,02%, ora secondo azionista dopo Exor (60%). Perchè gli altri, a caccia di sceicchi, albanesi, filippini e quant’altro non hanno questi riscontri?

Bogarelli ammutolisce e lancia il tema .
“Lo o è la chiave di tutto. In attesa di nuovi impianti, con investimenti di qualche milione di euro le grandi società possono rendere più ‘friendly’ i loro . Oggi il tifoso a casa ha troppi vantaggi rispetto a chi segue la partita allo o. Non servono le ballerine, il core resta la partita. Servono wifi e mille televisori anziché cinque. Bisogna far sì che la gente passi più tempo allo o per consumare come in un centro commerciale. Il tasso di litigiosità in Lega è troppo elevato, ma bisogna sforzarsi di fare uno spettacolo adeguato ai tempi: non abbiamo né né Cristiano Ronaldo. In Bundesliga sono ripartiti proprio dagli ”.

Chiosa sulla Nazionale…
“La Nazionale è sempre un fenomeno commerciale no, uno dei nostri sette brand internazionali. E’ vero che la A è un marchio da rinfrescare, ma ci ha regalato il +58% dai diritti esteri. Semmai è sbagliato il sistema di accesso alle competizioni europee: ci sono cinque paesi, compresa, che fanno sì che la esista alimentando il 70% del suo fatturato. L’attuale format non è adattabile alle nuove logiche del calcio: via l’Europa League, che non ha senso, sì a una con 6 ne di diritto al pari di Spagna, Inghilterra, Germania e ”.

Bogarelli basta! Possibile che si debba pensare, fare, dire tutto solo per i soldi?
Il calcio si paghi tutti i suoi debiti, poi chiediamo alla gente cosa vuole…

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