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Blatter nei guai: Brasile violento, Qatar ‘prigione a cielo aperto’.

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I portano problemi. In è guerra aperta tra e parti i: durante la Confederation Cup si sono susseguite pesanti dimostrazioni che hanno portato in strada milioni di persone che protestavano per i soldi spesi per il Maracanà e l’ammodernamento degli altri togliendo risorse a sanità e scuola. Altre sono state annunciate durante i Campionati di giugno-luglio 2014. Al punto che tutte le Federazioni hanno chiesto alla Fifa, un protocollo scritto di azioni riguardanti la sicurezza dei calciatori e delle comitive.

Ma i guai per Blatter e la Fifa non finiscono mai.
Un’inchiesta del giornale inglese The Guardian rivela che 44 operai nepalesi, impiegati nei cantieri per il Mondiale 2022 in Qatar, sarebbero morti vittime di attacchi e insufficienza cardiaca, dovuta al calore e ad vari avvenuti sul posto di lavoro. Condizione di lavoro definita “schiavitù moderna” dall’Organizzazione del Lavoro.

Il quotidiano britannico riporta che i nepalesi si sarebbero rifugiati nelle ambasciate per sfuggire allo sfruttamento definito da loro stessi “brutale”.
Anche l’ambasciatore del Nepal ha descritto il Qatar come una “prigione a cielo aperto”. Senza dimenticare che i suddetti operai, sempre secondo The Guardian, sarebbero anche stati pagati con molti mesi di ritardo.

Cosa peggiore, i loro salari sarebbero stati trattenuti per impedirgli di lasciare il paese e continuare, di fatto, a lavorare.
Altri avrebbero avuto addirittura passaporti e carte d’identità sequestrati e niente cibo e acqua, in pieno deserto, per 24 ore consecutive.

Per i del deserto è solo l’ultimo degli scandali. Nell’ordine Blatter ha ammesso che: 1. sarà necessario giocarli d’, 2. l’assegnazione della sede c’è stata imposta con una fortissima pressione politica, 3. è aperta una inchiesta per scoprire se le votazioni furono condizionate da mazzette, 4. la Nuova Zelanda ha chiesto un risarcimento di 40 milioni di euro per lo spostamento dei data.

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