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Bernardeschi, folletto azzurro: un po’ Sheva, un po’ Amarildo!

Bernardeschi-Naz-getty

di Chiara Beni - Dal ritiro di Coverciano, Bernardeschi si gode la convocazione ad Euro 2016. “Questo Europeo è un punto di partenza, ho fatto una bella annata e sto coronando un sogno – ha spiegato -. Ogni giocatore sogna di raggiungere la , far parte di questa spedizione è un orgoglio”. Poi sul ruolo: “So giocare a destra in , ma un giorno spero di giocare da tresta. Tecnicamente amo tenere il pallone ma credo anche di avere corsa”.
Agli Europei Bernardeschi ci sarà, ma i timori di non essere del gruppo c’erano: “Paura di non essere convocato? Sì, essendo giovane ci stava di poter rimanere fuori. Ha avuto paura , figuriamoci se non dovevo averla io. Ho sempre cercato di dare il 100%, alla fine è arrivata questa chiamata importantissima”.

Poi sugli obiettivi in Francia: “Non mi accontento di essere qui, doiamo sognare tutti. La squadra deve lavorare per raggiungere gli obiettivi. E’ chiaro che mi piaceree vincere, sono sicuro che daremo il massimo per vincere il trofeo”. Del resto il ricordo del del 2006 è ancora vivo nei ricordi dell’attaccante : “Eravamo tutti radunati in piazza davanti al maxischermo. Tifavamo la Nazione, non solo per la : sostenevamo tutti i nostri campioni. Fu una grande emozione quella vittoria”.

Il modello di Bernardeschi è Shevchenko, ma la sorpresa azzurra cerca di rubare un po’ a tutti i migliori che incrocia sulla sua strada: “Prendo spunto da tutti i campioni che vedo giocare e coi quali ho la fortuna di allenarmi. Con Buffon ho un bellissimo rap, lo ringrazierò sempre per i consigli e per i suoi aiuti. E’ un modello da seguire e da osservare”.

Quanto al gruppo azzurro, l’attaccante della Fiorentina non ha dui: “Credo che ci sia tanta qualità nei singoli e nel complesso. Sono presenti tanti giovani come me, doiamo amalgamarci bene”. Poi sulla gara con la : “Ho ripensato molto alla partita, l’ho analizzato da solo ma anche col mister e coi compagni. Credo che ci sia mancato qualcosa per fare male agli avversari: è andata male nel risultato ma non nel gioco. In campo si colgono delle sfumature che da fuori a volte non si percepiscono”. “Il ct mi chiede di pune l’uomo e di creare superiorità numerica ma vuole anche anche che restiamo tutti uniti quando non aiamo palla”, ha poi spiegato sui suoi compiti in azzurro.

Infine una battuta sulle polemiche legate alla numero 10 della : “Condivido il fatto che la indossi Thiago Motta, la merita per tutto quello che ha fatto nella sua carriera”.

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