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Bergamo, solo in 900: Coppa Italia inutile.

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di Paolo Jr Paoletti - Stadi vuoti, campi all’inverso, turnover dequalificante: la è vergognosa!
Le 8 partite del quarto turno eliminatorio lo denunciano: snobbata dai grandi fino alle semifinali, ma anche dagli stessi penalizzati dagli orari. Ventiduemila per 8 partite, meno di 3mila a partita.
Fallimento annunciato!

Qual è il senso di questo torneo, che comunque qualifica ingiustamente all’Europa League?
La prima parta si gioca ad agosto tra squadre in piena preparazione che decidono – come spesso accade – di rinunciare a un possibile obiettivo stagionale per non rischiare gravi nell’avvicinamento al campionato. I sopravvissuti poi se la giocano in pieno campionato, al freddo e con i campi invertiti, togliendo al pubblico – senza scomodare il paragone con l’inarrivabile FA Cup – il gusto della grande sfida.

Infine entrano le big, giocando 2 turni se non tre a gennaio per poi giocarsi la finale a maggio. Il caos, che ha distrutto il secondo titolo del calcio italiano in termini di e interesse.

Il fondo in questo turno lo si è toccato a Bergamo: 914 hanno pagato per vedere il 2-0 dell’Atalanta all’Avellino.
Il decreto Alfano che vieta la trasferta dei bergamaschi per 3 mesi ha fatto il suo, come l’impossibilità dei “Lupi” di aver al seguito gli ultras.
Ma i numeri non sarebbero cambiati con il desolante spettacolo delle tribune vuote sugli altri campi.
I più fedeli sono stati i del Cagliari, accorsi in 5mila per lo spettacolare 4-4 con il Modena di Novellino.
Zeman, coi giovani porta ancora a casa.

Partite e :
-Varese: 3903
Verona-Perugia: 3957
Sassuolo-Pescara: 1887
Empoli-Genoa: 1470
Udinese-Cesena: 2400
Atalanta-Avellino: 914
Cagliari-Modena: 5000
Sampdoria-Brescia: 3255

TOTALE: 22786

Numeri che bocciano Figc e Lega. Una media di 2848 allo , fa ridere rispetto a Premier e Bindesliga.
La così non interessa nessuno, né i giocatori né i .
Siccome nessuno si sogna di metterci mano con una decisione corretta e sportiva: tutte in campo da subito a eliminazione diretta… basterebbe la semplice mossa di giocare le partite a scontro diretto in casa della più debole per movimentare almeno il pubblico.
A Perugia per esempio ci sarebbe stato un pubblico più caloroso per respirare aria di Serie A dopo tanti anni, così come ad Avellino e Varese.
Basti pensare andando indietro di pochi anni a Milan-Novara con 17mila azzurri a San Siro.
Fu un San Siro azzurro, ma mezzo vuoto: a campi invertiti ci sarebbe stato un entusiasmo devastante con benefici per spettacolo, format e botteghino.

A questo, per concludere, va sommata la grande voglia di nuovi impianti che sostituiscano i nostri stadi ormai obsoleti. Il pubblico è in calo anche per questo come ha affermato il Rapporto Censis del 2014 in un capitolo chiamato “irresistibile voglia di nuovi stadi nelle città italiane”. L’enorme divario con le squadre europee dipende in buona parte anche dall’incapacità delle formazioni italiane di ottenere significativi incassi dalle vendite di biglietti e abbonamenti, e dalle altre attività commerciali legate alle partite giocate in casa. In altri paesi invece gli introiti legati ai turni casalinghi fruttano alle casse dei grandi cifre.

SQUADRA INCASSO ALLO (milioni)
Manchester Ud 127,3
Real Madrid 119
117,6
87,1
JUVENTUS 38
MILAN 26,4
20,1
INTER 19,4

Il calcio italiano sta perdendo la sua parte più scenografica, il cuore pulsante di questo sport.
Il calare inesorabile della media annuale è un segnale troppo trascurato.
Anche quest’anno, dopo 13 giornate, siamo già sotto agli standard della scorsa stagione, lontanissimi dai numeri siglati fino al 2005/06.
Ora il disastro…

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