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Benitez pro e contro, Napoli non sa decidere!

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di Francesco Marano - La vittoria sui Turchi, incrociati per la prima volta dal rilancia il dubbio: chi è Benitez?
Un maestro, riconosciuto in tutta come scrive il sito Uefa. “Noioso e fortunato”, come diceva Sir Al Fergusson più morbido di che dello spagnolo accusa sperperi e incapacità.
Due Guru che pesano più dei sondaggi de Il Mattino, potendo permettersi pensieri decisi!

Antropologicamente Benitez è classico catalizzatore di polemiche… spacca, per natura.
Ma tale caratteristica è propria di chi può reggere il peso di attenzioni costanti, anche esagerate.
Perché indugiamo su tanto?
Perché come Ferguson, lo stesso Benitez ha questa resistenza. Chiunque arrivi a certi livelli deve giocoforza godere di solidi anticorpi: chi ne è privo si estingue, scompare, non sopravvive in determinati ambienti.

‘Maestro’ è definizione anonima. Affermazione di tanti…
Ora, per quanto fondamentale, nonché risolutivo, non è il parere dei grandi che conta. Ma l’utilità della citazione fa comprendere cosa voglia dire essere un grande allenatore, tale in quanto regge anche aspre critiche e mutevolezza di spirito di chi lo circonda.

Ciò che preme è comprendere gli animi della tifoseria, possibilmente non quella organizzata.
Attenzione, l’utilizzo del plurale non è casuale. Ciò che emerge nel panorama del partenopeo, difatti, è una moltitudine confusa di pareri su ciò che Benitez rappresenti per la squadra e la società tutta.

Il Mattino, nei giorni precedenti alla debacle di Palermo, ha blicato una significativa statistica: prima della scia di vittorie, in particolare quella dirimente in supercoppa, il 73% dei si esprimeva per un chiarissimo “va esonerato”. Oggi l’animo è mutato: il 90% dei è ‘convinto’…”deve rese”.

La passione dei , genuina e più limpida di tante altre tifoserie, è emozionante ma spesso infastidita da un perenne stato di volubilità. Perpetuo condizionamento degli eventi, reiterato e frequente, che porta cambiamenti umorali repentini. Troppo repentini.
Cambiare idea è giusto, le persone razionali cambiano idea quando è opportuno; ma almeno non sia irruente.
C’è un’enorme discrasia tra cambiare, a ragione, idea, e farsi suggestionare… perché esporci ad un continuo plagio è ciò che noi facciamo: suggestionati senza visione critica, ponderata.

La passione è risorsa infungibile ed inesauribile quando, però, non diventa foga e cecità; evie di cedere alla facile mutevolezza aiuterebbe in primo luogo il tifoso stesso, e moltissimo anche la squadra, agevolandone il lavoro tecnico, sentendo dalla sua parte la tifoseria.

Benitez, migliorerebbe da una fiducia salda dell’ambiente? E’ questo il nerbo della discussione.
Gli errori commessi dal tecnico sono numerosi, ma ad oggi, risultati ne ha portati. La fiducia dell’ambiente gli permetterebbe di usufruire di nuova forza nel braccio di ferro con De Laurentis, ‘obbligato’ non solo a convincere il tecnico a rese, ma fare gli acquisti sempre chiesti e solo promessi.
Un Benitez forte ridimensionerebbe il ruolo del cine-presidente in un ambito che gli compete poco: il mercato.
Benitez ha senz’altro una colpa, non aver detto chiaramente di essere insoddisfatto per la campagna acquisti; questa scelta ha creato un vuoto di responsabilità, generando un’aura di ambiguità nel suo rap con De Laurentis.

Aspettiamo, il prossimo sondaggio.

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