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Basta promesse Silvio, Milan bluff elettotrale!

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E’ tempo di celebrazioni in questi giorni per il 30° anniversario della vera discesa di campo di Silvio Berlus (nella foro di darlingtodo.com), quella che nel lontano 1986 lo portò alla guida del Milan per farne la squadra più forte del mondo. Hanno fatto in tempo ad esaurirsi almeno 3-4 cicli, non tutti vincenti allo stesso modo ma comunque pieni di emozioni. Ed è proprio perchè aiamo ancora negli occhi le imprese che questa società ha saputo raggiungere che doiamo ribellarci per forza a quello che è successo in epoca più recente e a certe dichiarazioni rilasciate dal presidente rossonero nell’vista concessa alla Gazzetta dello .

BASTA PROMESSE A VUOTO – E’ sembrato più il classico messaggio elettorale per recuperare lo smalto dei bei tempi andati che un messaggio programmatico per i in vista delle pme stagioni. Tralasciando l’auspicio delle due nali di League nei pmi 5 anni, c’è un passaggio della chiacchierata con la “rosea” che ha attirato maggiormente la nostra attenzione. E’ quando Berlus parla con ducia del futuro pmo parlando di un progetto basato su calciatori italiani, possibilmente cresciuti nel proprio settore le, e un paio di fuoriclasse per tornare a livelli di eccellenza. Se sulla prima parte, è stato intrapreso un percorso essante, con i vari Donnarumma, Romagnoli e la speranza Locatelli, mentre sulla seconda restiamo più duiosi.

SERVONO INVESTIMENTI – A che tipo di prolo pensa Berlus evocando la parola fuoriclasse? Parliamo sempre di di talento provenienti dall’estero e che al Milan possano denitivamente affermarsi, come potree essere per El Ghazi dell’Ajax o Mammana del River Plate, o si tornerà al solito “colpo” a parametro zero per mettere le mani su un giocatore sul viale del tramonto? Perchè le intenzioni sono più che lodevoli ma troppo spesso, anche nel recente passato hanno avuto poi come seguito situazioni poco edicanti. Meglio dunque mantenere un prolo basso, concentrarsi sul nale di una stagione partita malissimo e che si sta aprendo a prospettive essanti, ma senza continuare a pune il mirino verso Mihajovic chiedendogli la luna. Rischiamo di essere ripetitivi, ma il terzo posto resta oggi una chimera, anche dopo i risultati dell’ultimo weekend perchè aiamo ben presente il valore della rosa del Milan e quelle delle avversarie. Saree il caso invece che la società e Berlus in testa, indipendentemente dal tipo di Europa in cui giocherà l’anno pmo, avessero già in mente un piano ugualmente ambizioso in vista dei pmi per tornare a fare del Milan una delle squadre più temute e ammirate in Italia e non solo.

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