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Premier: “Spaccano l’Italia”. Cgil, lui divide. Nuove regole di Polizia.

++ Lavoro: poliziotto e carabiniere feriti a Brescia ++

di Romana Collina - ‘Ieri dicevano che eravamo ragazzini, oggi che siamo poteri forti. Facciamo paura, perché hanno capito che questa è la volta buona. Lo scrive il er Renzi su Twitter e a Brescia avverte: ‘Le riforme non sono più libri dei sogni, ma atti in Parlamento, questa è la novità’. Afferma poi che bisogna evitare ‘un rischio pazzesco: c’è un disegno per dividere il mondo del lavoro, ma non esiste una doppia Italia, del lavoro e dei padroni’. Poi, attacca: ‘Vogliono sostituirmi? Ci provino’. Contestazioni da parte della Fiom che denuncia: ‘Non ci ha ricevuti, ’. Tafferugli al corteo dei centri i, due feriti fra le forze dell’ordine.

Molto probabilmente le nuove regole di ingaggio per gli agenti di polizia in servizio durante i cortei allo studio del Viminale, non avrebbero successo.
E’ la tesi che sarà portata al confronto di giovedì al ministero dell’ no, anche alla luce delle polemiche sugli scontri del 29 ottobre alla manifestazione degli operai Ast.

Il contatto fisico con i manifestanti “deve essere l’extrema ratio”, e va rispettata la cosiddetta “area di rispetto”, ossia la distanza tra manifestanti e reparti schierati per evitare contatti.
L’ obiettivo: tutelare “l’incolumità dei cittadini, ma anche degli agenti chiamati a garantire la sicurezza”.

Ma i tafferugli si susseguono. L’ultimo tra centri i e polizia a Brescia, in occasione della visita del er Renzi: sono rimasti feriti un agente e un carabiniere al quale i manifestanti avrebbero tentato di strappare lo scudo difensivo. I due sono stati medicati. Circa 200 i manifestanti che hanno utilizzato fumogeni, petardi e lanciato sassi e bottiglie. I centri i hanno poi tentato di aggregarsi al corteo della FIOM che ha però rifiutato.

Nel corteo del centro e ‘Magazzino 47′ c’è stato lancio di uova e fumogeni. Dopo il primo tentativo di sfondamento per avvicinarsi il più possibile alla Palazzoli, l’azienda che ospita l’assemblea degli industriali dove è presente anche il er, respinto dalla polizia, c’è stato un tentativo di circumgare la na. Dal corteo lancio di uova, fumogeni e anche qualche pietra verso gli agenti, che, continuano, anche a colpi di manganelli, ad impedire al corteo di avvicinarsi alla Palazzoli.

Mentre il er faceva il suo ingresso alla Palazzoli, a distanza si sentivano fischi e contestazioni dei lavoratori che protestano contro il Jobs Act. Fuori dall’azienda si è riunita la Fiom di Brescia per un’assemblea contro le sul lavoro del . Su uno striscione della Fiom è scritto: “Renzi non hai mai lavorato giù le mani dal sindacato”.

Renzi: per l’Italia ora o mai più – “Si è aperta un’opportunità pazzesca, non coglierla sarebbe un errore gravissimo”, ha detto il er Matteo Renzi all’assemblea degli imprenditori di Brescia.”Se facciamo ciò che siamo in grado, l’Italia dei prossimi anni sarà la locomotiva in Europa. Ma bisogna aver coraggio di dire che è finito il tempo dei si farà: ora o mai più. Ecco il senso dell’urgenza che muove me e il mio ”. Il er ha anche ammonito: “dobbiamo evitare un rischio pazzesco: c’è un disegno per dividere il mondo del lavoro”. Ma “non esiste una doppia Italia, dei lavoratori e dei padroni: c’è un’ e indivisibile e questa Italia non consentirà a nessuno di scendere nello scontro verbale e non solo, legato al mondo del lavoro”. “Se vogliono contestare il – ha detto ancora Renzi – lo facciano” senza fare del mondo del lavoro “un campo di gioco di uno scontro politico”.

“Si affrontino le questioni del Jobs act. Se si vuole attaccare il ci sono altre strade, senza sfruttare il dolore dei disoccupati”. “Il clima fuori è cambiato: tre mesi fa eravamo una banda di ragazzini – ha detto ancora – ora che stiamo facendo le riforme siamo diventati la quintessenza dei poteri forti, la longa manus di chissà quali disegni, gli uomini soli al ndo. Ma non c’è un uomo solo al ndo, c’è un popolo che chiede di cambiare per sempre”. Per il er Matteo Renzi, con la riforma della legge elettorale, sapere chi vince non deve essere “più un terno al lotto”. “Anch’io non sono stato eletto dai cittadini, ma sono qui nel rispetto della Costituzione”, La prospettiva del ha confermato infine è di stabilizzare “un’unica tassa locale che sia affidata al sindaco e che non veda più lo Stato mettere bocca”. Il er è venuto anche sulla vertenza delle Acciaierie di Terni. “Credo che a Terni si possa arrivare a una soluzione recuperando la capacità di dialogo. Per mia esperienza quando il sindacato fa il sindacato e si occupa dei lavoratori credo sia una funzione fondamentale e faccio di tutto perché sia difesa”. La visita del er è stata accolta da manifestazioni e di fronte alla fabbrica dove si sta svolgendo l’assemblea.

Squinzi, bene Renzi per fardello che si è assunto – ”Lei si è assunto il pesante fardello di far uscire l’Italia dalle secche di regole e culture sorpassate che sappiamo ci condurrebbero a un lento ma inarrestabile declino”. Così il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, si rivolge al presidente del Consiglio Renzi durante l’assemblea degli industriali di Brescia.

Cgil a Renzi, strada intrapresa divide il Paese – “C’è molto nervosismo nelle parole del presidente del Consiglio che ancora una volta evoca fantasmi e complotti, lancia invettive e ammonimenti ma evita accuratamente di dire come si crea lavoro e come si rilancia il Paese”. Lo afferma la Cgil, secondo cui “quella imboccata non è la strada giusta. Al contrario, è proprio quella che divide il Paese”.

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