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Arrestato Manenti, fermate la serie A!

Calcio: Parma; Donadoni, se Manenti non paga il 19 è finita

di Paolo Paoletti - Lucarelli è senza parole… ‘E’ uno schifo’
Dopo l’arresto di Manenti, il giorno prima dell’istanza di falento, dice: “Ogni giorno prendiamo bastonate in faccia come , città, squadra. Mi auguro che prima o poi questo finisca perché onestamente non ne possiamo più”. Difficile giocare? “E’ tanto che è difficile giocare, non ora. E’ uno schifo”.

Ma come si fa a far finta che questo sia regolare. E come si fa ad arrestare Manenti e non indagare Tavecchio e Beretta?
Lucarelli ammette una cosa ovvia a tutti: questo fa schifo. Non solo perhcè è frequentato da delinquenti senza che nessuno dica A, perchè tutti sono complici di quanto accaduto a Parma, come di tanti altri illeciti…

, ad esempio, ha sventolato il suo voto a Tavecchio con la promessa di arbitraggi sfavorevoli a Juve e Roma e quindi a favore del Napoli. La scorsa settimana ha avuto il coraggio di dire allo stesso presidente federale perchè non ci fossero stati controlli sulla cesisone del Parma. Unico esse non tirare fuori !
Il va fermato, va azzerato e tutte le istituzionali, commissariare la Feder e indagare sullo stato patrimoniale di tutte le società per ripartire puliti, garantiti, trasparenti.

Donadoni: “Ho sentito, non ho niente da dire nel senso che prima vorrei capire bene quali sono le motivazioni, se c’entra o non c’entra il Parma”,

Spuntano anche legami con uomini legati alla ‘ndrangheta nell’indagine che ha portato all’arresto del presidente del Parma Giampietro Manenti. L’imprenditore è stato arrestato con l’accusa di reimpiego di capitali illeciti. Nell’ambito della stessa indagine, e perquisizioni sono state effettuate in diverse città italiane su provvedimento della Procura di Roma. In manette anche alcuni dipendenti della Ragioneria dello Stato. Complessivamente sono 22 i soggetti destinatari delle misure cautelari e una sessantina le perquisizioni.

Dall’indagine, emerge che decine di milioni di euro sono tati “rubati” a banche estere e contatti con uomini della ‘ndrangheta. Il secondo filone di indagine dell’operazione della Guardia di Finanza di Roma, chiamato ‘Oculus’, ha individuato un pericoloso gruppo criminale che compiva in Italia e all’estero frodi informatiche, usava carte di pagamento clonate, reimpiegava capitali di provenienza illecita, e riciclava e autoriciclava . Il aggravato dal metodo mafioso. Uno degli episodi stati e’ il tentato reimpiego in concorso con il patron del Parma Giampietro Manenti. Questi era in contatto con Angelo Augelli, assieme ad Adelio Zangrandi tra i vertici della banda. Entrambi sono stati arrestati. Il secondo episodio ha riguardato l’accesso degli hacker al server di una banca svizzera con trasferimento di 5 milioni di euro a una societa’ spagnola riconducibile a un commercialista di Grosseto, Guido Tori, arrestato. In questo caso e’ emersa la presenza di soggetti legati alla ‘ndrangheta, Michele Fidale e Ilario Ventrice, mediari con precedenti per associazione mafiosa. Il gruppo criminale stava cercando di finalizzare altri due clamorosi trasferimenti di fondi per via informatica, per 10 milioni di dollari e dopo 3 giorni di altri 30 milioni di euro da una banca svizzera a un altro Paese europeo. Di qui l’accelerazione dell’indagine della Finanza e gli per impedire il compimento di queste operazioni illecite compiute dagli hacker.

Tommasi aveva detto: “Manenti non e’ la soluzione”. La Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni anche nella sede della Ragioneria generale dello Stato a Roma. Le 22 misure cautelari riguardano indagati, a vario titolo, di associazione a delinquere, frode informatica, utilizzo di carte di pagamento clonate, riciclaggio e autoriciclaggio aggravato dal metodo mafioso. Le indagini sono coordinate dai procuratori aggiunti di Rom Nello Rossi e Michele Prestipino.

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