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Arbitri, ladri o asini: vergognatevi!

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di Paolo Paoletti – Marcello Nicchi, capo degli arbitri, è accerchiato: i rigori negati al Verona sono un oltraggio alla buona fede!
Un’altra domenica di proteste e moviole, scatena la requisitoria finale nel agli arbitri.
Lui si difende attaccando il Sistema.
1. Troppi stranieri. “Ci sono troppi calciatori stranieri nel nostro campionato, giocatori dei quali non conosciamo cultura, tradizioni e quant’altro. E’ un problema che poi si riversa nel gioco e nelle pretazioni delle regole che da noi sono applicate in un modo e nei campionato stranieri in un altro”.
2. Verona-: “A Verona la partita era difficile da arbitrare, si sono visti errori a posteriori, ma i rigori reclamati, secondo quanto riferito dal designatore, erano inesistenti: si trattava di episodi frutto della casualità Poi, a casa, si vede un’altra partita, per via della tecnologia”.
3. L’ dopo 21 giornate non ha ancora avuto rigori. “E’ possibile che l’ abbia subito degli errori. Ma un arbitro non va ad arbitrare valutando gli score dei club, tipo: questa squadra ha avuto tot rigori, questa meno. Ci sono squadre che entrano meno in area di rigore e squadre che entrano di più, poi ci sono errori degli arbitri, così come ci sono errori degli attaccanti”.

Nicchi è arrivato al capolinea, come Braschi: vergogne per il calcio italiano.
Ciò che e accaduto a verona è inammissibile. Nessuna sudditanza psicologica: o malafede o ioncomoetrenza. In entrambi i casi devono pagare designatore e presidente , incapaci di garantire il corretto svolgimento del campionato.

La moviola di questa settimana è un disastro!

-SASSUOLO, arbitro Peruzzo.
C’è una protesta da parte di per un suo tiro finito sul braccio di Longo, braccio che, però, è attaccato al corpo. Non c’è quindi alcun calcio di rigore. Sul calcio d’angolo successivo c’è, invece, una doppia trattenuta con Samuel e Bianco che si tengono per la casacca a vicenda, mentre è più grave l’vento di Cannavaro su Rolando. Su quest’ultimo episodio ci poteva stare il penalty. Ultimo focus, il presunto fuorigoco di Palacio che poi imbecca Milito: ma qui nessun offside.

VERONA-, arbitro Doveri
Sul primo gol di Tevez c’è una posizione di fuorigioco di da valutare: lo spagnolo è oltre la linea dei difensori, bisogna valutare se la sua presenza dà fastidio al portiere o al difensore. Sul cross da sinistra di Asamoah, Moras non può venire perché vicino a lui c’è l’attaccante bianconero che partecipa all’azione: quindi per Paparesta il gol sarebbe stato da annullare, anche se la decisione è difficilissima da prendere.
Non ci sono invece dubbi sul secondo gol: la posizione di Tevez è di fuorigioco. L’errore, in questo caso, è più evidente.
Poi ci sono due “mani” in area della Juve da valutare. Primo episodio, sul 2-0. Vidal ha il braccio aderente al corpo, poi lo allarga guardando il pallone e quindi si tratta di vento volontario. E’ un movimento chiaro e da punire.
Nel finale, ancora con la Juve in vantaggio, ma per 2-1, anche Lichtsteiner colpisce il pallone con la mano allargando il braccio nel tentativo di contrastare Toni. C’è un movimento non consono, ma il difensore non guarda il pallone. Quindi, per Paparesta, c’è solo la volontarietà di occupare spazio e non ci sarebbero gli estermi per il rigore.
Da annullare il primo gol del Verona per posizione di fuorigioco di Toni: altro errore da matita rossa.
C’è anche un gol annullato di Osvaldo per fuorigioco di Asamoah, sul servizio di Tevez, giustamente rilevato dall’assistente De Pinto.

-LAZIO, arbitro Orsato
Secondo Paparesta, l’arbitro ha lasciato giocare troppo. Nei non dovrebbe essere così perché basta poco per riscaldare gli animi. Manca un cartellino rosso a Candreva per un pugno a Torosidis sfuggito all’arbitro. E’ un episodio tipico da , di un momento di tensione con la palla lontana. Anche all’inizio del match, dopo 8′, c’è un vento durissimo di De Rossi (con le gambe alte) su Lulic che non vede provvedimenti disciplinari. Questo è stato il segnale dell’atteggiamento morbido. C’è stato anche un fallo di Lulic su Maicon, tacchetti sul ginocchio con grande pericolosità, senza nemmeno un giallo.

NAPOLI-MILAN, arbitro Massa
Episodio contestato al 22′ del primo tempo, quando Abbiati esce e travolge Martens. Il Napoli chiedeva l’espulsione, ma secondo Cesari non si è trattato di un fallo violento e neppure di una chiara occasione da rete visto che non era un tiro in porta, ma solo un tentativo di scavalcare il portiere. Giusto, quindi ammonire il rossonero e decretare il calcio di punizione. Altrettanto corretto annullare il gol nel primo tempo di per fuorigioco, anche se di poco. L’argentino è in posizione regolare, invece, sulla rete del 2-1, come pure è tenuto in gioco Callejon in occasione dell’assist vincente al Pipita. Da segnalare che Mexes viene graziato due volte: prima per un fallo di mano su tiro da fuori, poi per una brutta entrata su Martens. Entrambi gli venti erano meritevoli del cartellino giallo.

FIORENTINA-, arbitro Guida
Un solo episodio da moviola nel primo tempo del match: al 31′ esce a valanga su Maxi Moralez e lo travolge in area. Per Cesari, però, non è fallo da rigore perché prima il portiere della Fiorentina tocca il pallone. Si è trattato comunque di un vento pericoloso che andava sanzionato con una punizione a due. Giusto anche il rosso a Cigarini, visto che entrambe le ammonizioni sono state giudicate corrette.

UDINESE-CHIEVO, arbitro Banti
Sul gol di Fernandes, la posizione di Pereyra, da cui partirà il cross per il compagno, è regolare. Da segnalare che il pallone calciato dal bianconero buca la rete, ma Banti assegna regolarmente la marcatura.

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